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Remise en forme

 Il tempo della remise en forme

Di solito Gennaio e Febbraio sono i mesi dedicati alla remise en forme, dopo le settimane di abbuffate tra panettoni e scorpacciate di dolci arriva il momento di riprendere il controllo.

A dire il vero, non so voi ma io attendo sempre qualche settimana successiva alle feste prima di iniziare un nuovo piano alimentare. Sul finire delle feste, di solito ci sono ancora troppi strascichi, dagli avanzi di panettone, alle calze della befana da consumare, così attendo di terminare tutte le tentazioni prima di ripartire seriamente con nuovo recupero che interessi corpo e mente.

Come ripartire

Ripartire vuol dire dedicarsi del tempo, svuotare la mente degli impegni superflui e cominciare a respirare lentamente.

Primo step, via le tossine dal nostro cervello, concentriamoci solo su ciò che ci fa star bene e migliora la nostra visione del mondo cercando di accrescere anche la nostra autostima. Solo così riusciremo ad ottenere i giusti obiettivi.

Cambiare delle abitudini può aiutare a darci una nuova visione del percorso che stiamo per affrontare, quindi svegliarsi un po’ prima al mattino per praticare dello yoga, leggere qualche pagina di buon libro e dedicarsi ad una buona e sana alimentazione può essere la giusta direzione.

Step successivo è non saltare i pasti, piuttosto dividerli in 5 durante l’arco della giornata. Affidarsi ad un esperto come può essere il nutrizionista o il personal trainer. Evitate i fai da te, di solito non si ottengono grandi risultati ed hanno breve durata.

Via libera a estratti di frutta e verdura, beveroni per eliminare tossine, si ad una dieta ipocalorica, a dell’attività fisica mirata secondo la propria fisicità  e se possibile praticate massaggi e scrub corpo.

Qui trovate qualche mio suggerimento per le vostre ricette grazie al supporto della nutrizionista Maria Calò @vitadabiologa

 

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ACQUA DI CARCIOFO

L’acqua dei carciofi è un vero toccasana per fegato e reni. Oltre che esser ottima per la realizzazione di molti piatti è anche ideale da bere durante la giornata lontana dai pasti. Sino a due tazze sono raccomandate per eliminare tossine dal nostro organismo ma non solo, aiuta a sgonfiare la pancia e migliora la circolazione sanguigna. Ecco qualche consiglio per realizzare una gustosa tisana a base di carciofi.

INGREDIENTI

  • 4/5 foglie di carciofo
  • 1,5 lt di acqua
  • foglie di mente a piacere

PROCEDIMENTO

  • Portate a bollore l’acqua e lasciate in infusione le foglie del carciofo per circa 15 minuti.
  • Potete unire delle foglie di menta o dello zenzero a piacimento per smorzare il sapore amarognolo dei carciofi.
  • Filtrate l’acqua e degustate.

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CREMA DI ZUCCA, FARRO SEMIPERLATO E YOGURT

Un alleato per la nostra voglia di remise en forme, la zucca, povera di calorie ma molto nutriente. E ‘un ortaggio ricco di antiossidanti, ricco d’ acqua con azione altamente diuretica oltre che molto digeribile. Ricca di vitamina A, C, B1 e di fibre inoltre aiuta a ridurre il colesterolo. Regina indiscussa di molte ricette invernali che vanno dall’antipasto al dolce. Qui la mia proposta per un pranzo ricco ma leggero.

INGREDIENTI

  • 800 g di zucca pulita
  • 1 patata
  • 1 porro
  • 2 cucchiai di olio
  • acqua, sale, semi di papavero qb
  • 100 g di farro perlato o semiperlato (io miloniabio)
  • 2 cucchiai abbondanti di yogurt bianco o ricotta fresca

PROCEDIMENTO

  • Pulite la zucca privandola della parte coriacea, e tagliatela a pezzi. Tagliate in due per il verso lungo il porro, sciacquate abbondantemente per eliminare eventuali residui di terra e fate a pezzi.
  • Fate lo stesso con la patata. I pezzi possono essere tranquillamente irregolari.
  • Mettete il tutto in una casseruola e versateci dell’acqua sino a coprire appena le verdure. Fate cuocere sino a renderle morbide, salate e frullate.
  • Dopo aver sciacquato il farro, mettetelo a cuocere in acqua in una casseruola, salate appena e scolatelo al dente.
  • In una ciotola da zuppa versate la crema di zucca ancora calda, aggiungete un cucchiaio abbondante di yogurt o se preferite di ricotta fresca ed ultimate con l’aggiunta del farro, dei semi di papavero e l’olio.
  • Siete pronti per gustarla.

Chiudiamo con una selezione di prodotti e accessori scelti ad hoc da Alessandra per rendere, non solo salutare, ma anche piacevole il nostro percorso di “remise en forme”

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1. Ripartiamo con una idratazione eccellente per il nostro corpo grazie a Geranium Leaf Body Balm, a base di foglia di geranio, scorza di mandarino, scorza di bergamotto e oli nutrienti, Aesop / 2. Un’interessante lettura che ci guida alla scoperta della “ristoceutica” una scienza rivoluzionaria che permette di valorizzare al massimo gli effetti del cibo sulla nostra salute. Ristoceutica di Vincenzo Lionetti,  Mondadori /3. Lipe, accappatoio in puro lino con lavorazione a nido d’ape che, grazie alla sua trama tridimensionale, permette un leggero e piacevole massaggio scrub con una sensazione di benessere sulla pelle, Society Limonta / 4. Sole, mug in porcellana con decoro dell’artista giapponese Aoi Kono Huber, perfetto per i momenti di relax, Nanban / 5. Power Blender Pro, frullatore ad alte prestazioni della linea Enfinigy di Zwilling, un ottimo alleato per la preparazione di zuppe, frullati e smoothie super healty! / 6. Una candela profumata non può mancare nel vostro percorso di rinascita, questa, in edizione limitata, è Figuier di Diptique: le note boisé degli alberi di fico unite agli accenti appena fruttati dei fichi che iniziano a maturare / 7. L’aroma rinfrescante del Tulsi e le virtù della Moringa si uniscono a erbe e spezie dalle intense virtù terapeutiche in questa tisana che si ispira alla saggezza millenaria dell’Ayurveda, Ayurvedic Detox, Depuravita / 8. Tutti conosciamo l’importanza di bere acqua durante la giornata, la caraffa Kartio di Iittala sarà indispensabile per gustare con stile la vostra acqua aromatizzata / 9. Energy, estratto a base di uva, avocado, mela rossa, finocchio, banana e limone, per una carica di energia quotidiana, Babasucco / 10. Un must la teiera in porcellana dal design nordico, disegnata da George Sowden per Hay / 11. Scarpa da corsa Hanzo New Balance, per runner alla ricerca di una scarpa leggera e resistente / 12. Tappeto per yoga traspirante e antiscivolo Warrior mat, Alo

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Idee per le tavole di Natale

Le mie tavole di Natale, idee facili da realizzare

Pochi passaggi e qualche accortezza per rendere davvero speciale il giorno di Natale. Rallegrare gli ospiti o semplicemente la propria famiglia può portare grande gratificazioni. Partiamo dalla tavola, immaginando che il menu sia già ben chiaro nei vostri programmi. Viste le ultime disposizioni ministeriali in tema di covid, ho pensato di proporvi un’idea di tavola per Natale a due con richiami dai colori tipicamente natalizi e una proposta di tavola per la famiglia appena più numerosa, classica ed elegante. Non dimentichiamo che ora più che mai abbiamo tanto bisogno di coccolarci, circondarci di bellezza per star bene, un modo semplice per esorcizzare quello che accade fuori dalle nostre case.

Non tralasciate dettagli che abbelliscano la vostra casa, ai doni da fare e curate il vostro abbigliamento anche se siete solo in due, ci meritiamo il meglio!

le tavole di natalele tavole di Natale

La mia tavola di Natale per due

Trovo che abbia dei vantaggi essere in due per la cena di Natale. Tralasciate per un attimo il pensiero triste di non avere il resto dei cari insieme o gli amici (arriveranno tempi migliori per abbracciarsi e star insieme in tutta sicurezza) dedicate del tempo a voi e a tutti quei particolari che molte volte è difficile da controllare quando si è in tanti a cena.

Per realizzare questa tavola di Natale come spesso faccio ho mixato un pò di quello che avevo in casa cercando di mantenere un fil rouge in tutta la mise en place.

  • Di base ho usato una tovaglia in lino bianca che ha coperto l’intero tavolo, ho poi adagiato sopra una tovaglia importante lavorata interamente a mano all’uncinetto da mia mamma, che da sola arreda tutta la tavola. Ho poi unito un runner in cotone dai colori verde pino, bianco e burgundy,  acquistato in saldo su Zara home lo scorso anno.
  • Dei piatti in ceramica (Fasano ) dipinti a mano dello stesso verde del runner, sopra un piatto bianco sporco per uno dei 2 antipasti e infine una cocotte classica bianca ( la Porcellana bianca ) per la vellutata di crostacei.
  • In abbinamento, ho poi unito dei vecchi tovaglioli in lino  (realizzati a mano da mia nonna) con un dettaglio prezioso di merletto all’uncinetto verde bottiglia. La scelta di riporlo sotto la cocotte è stata una semplice questione di gusto.
  • Ho utilizzato posate classiche in argento, a destra il coltello con lama rivolta all’interno del piatto e al suo fianco un cucchiaio e a sinistra due forchette ed un semplice piattino bianco per il pane.
  • Il calice da acqua in vetro rintagliato che richiama i merletti della tovaglia e del tovagliolo e per il vino ho utilizzato un classico tulipano (Riedel) che ho posizionato in alto a destra in direzione del coltello.
  • A decorare questa tavola  due candelabri in ottone con candela bianca e una vecchia bottiglina da farmacia con all’interno un rametto color oro a far da centrotavola, il tutto acquistato nei vari mercatini vintage.

Qui su instagram potete vedere il video di come ho realizzato questa tavola di Natale a due.

le tavole di Natale

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La tavola di Natale per la famiglia

Ricordo che da bambina non vedevo l’ora arrivasse il Natale per poter aprire i regali e trascorrere quelle intere giornate intorno ad un tavolo con tutti gli zii e i cugini che solo in quel giorno riuscivamo ad unire. Era il momento delle tovaglie mai viste di piatti e bicchieri chiusi per mesi nei credenzoni. Mi piaceva vedere quella tavola vestita in modo diverso da tutti gli altri del giorni dell’anno.

Stesso concetto sviluppa questa mia seconda proposta. Fuori l’artiglieria di famiglia e non risparmiate nulla e pensate a quante volte userete questi servizi importanti nella vita!

  • Di base ho adagiato un tappetino in feltro per attutire i colpi. Ho poi usato una classica tovaglia in fiandra di lino bianca coordinato dai suoi tovaglioli. Invece che il segnaposto ho preferito chiudere i tovaglioli con dei ferma tovaglioli in argento che ho poi adagiato sul piatto.
  • Questa volta prima di apparecchiare ho realizzato il centrotavola essendo questo di un certo ingombro.
  • Ho utilizzato una classica alzatina come centrotavola ed ho tagliato rametti di abete e piantine dalle bacche  rosse. Qui e la qualche pignetta a riempire i vuoti e l’ho adagiato al centro del tavolo. Ho poi unito sotto l’alzatina degli altri rametti di abete a voler chiudere la composizione. Alle due estremità ho poi aggiunto e poggiato sul tavolo due candelabri dalle forme classiche color argento (zara home).
  • Per questa tavola ho utilizzato piatti di uno stesso servizio, bianchi con dei fiorellini blu. ( mon petite marchè magique)
  • Le posate classiche in argento e poi i bicchieri, un calice in cristallo per l’acqua e un semplice tulipano per il vino.
  • Ultimi e non meno importanti le caraffe sia per l’ acqua che per il vino. Sinuosi ed eleganti anche questi sono dei vecchi e preziosi pezzi di famiglia che hanno dato un tocco in più alla mia tavola.

Anche per questo table setting trovate il video della realizzazione.

Augurandomi che sia stato di ispirazione per qualcuno di voi, Auguro a tutti un sereno Natale!

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Il mio primo Babka, un dolce per Natale.

Agghiacciarsi alla parola Babka? Ecco perchè!

Alla frase prepariamo un Babka quasi mi tremavano le gambe. Così si proponeva qualche tempo fa mia sorella nel desiderio di voler preparare un dolce tanto lontano dalle nostre tradizioni eppur tanto vicino per profumi e sapori.

Chi mi conosce bene sa che ho uno strano rapporto con i lievitati, spesso mi scansano per timore di non venir fuori alla regola dell’arte e io negli anni mi sono convinta di essere l’anti lievito per eccellenza, di riuscire a non far crescere anche il più semplice dei dolci. Fortuna vuole che la voglia di vincere sulla ‘sfiga da lievito‘ ha prevaricato ed è così che tra un pianto isterico di Cecilia e un rincorrerci per casa con il suo amato dudù tra le braccia, sono riuscita nel mio obiettivo.

Questa volta mi sono messa con tutta la dedizione e a dirla tutta, seppur carino dalle foto non è stato il massimo dei risultati. Ragione buona per riprovarci e dare uno schiaffo a questo falso mito che mi sono attribuita.

Una versione originale di Babka

Questo dolce della tradizione ebraica mi ha sempre incuriosito, sarà per la sua forma o per gli ingredienti che mi riportano alle fredde mattine d’inverno.  Scegliere di chiudere la treccia a ghirlanda gli ha donato una forma che riporta alla mente il Natale, un’idea simpatica anche da poter regalare. Trovo sia un dolce/non dolce perfetto per la colazione accompagnato con una tisana fumante oppure con una bella tazza di caffè e latte. Ho adattato gli ingredienti che più mi solleticavano le papille ma nulla vieta che si possa preparare il babka con delle marmellate o altre spezie.

Per realizzare il babka avete bisogno di tempo per la lievitazione e attrezzarvi di un pò di pazienza affinchè il miracolo avvenga. L’ideale è prepararlo in primo pomeriggio metterlo a cuocere la sera per gustarlo, dopo averlo riscaldato un pò in forno, al mattino. Eccovi la mia versione.

babka

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Natale il tempo delle riflessioni

Il Natale sembra esser il tempo da dedicare alle riflessioni, per il resoconto di un anno. Soffermarsi un attimo per rivedere come dalla pellicola di un film ogni singolo fotogramma gli istanti di questo anno che è stato sconvolgente per ognuno di noi. Ricorderemo per sempre questo Natale puntellato da preoccupazioni e incertezze sul futuro. Ma è pur vero che abbiamo un gran dovere di responsabilità verso tutte quelle piccole creature che si stanno affacciando a questo mondo. Dobbiamo mantenere alto il morale per i nostri genitori, familiari e tutti coloro che sono più fragili in questo momento, infondergli allegria e serenità. Son certa che ad attenderci ci sarà un mondo diverso se non migliore di questo, si, lo voglio sperare. Se li fuori c’è un gran caos, qui dentro nelle nostre case non può che regnare amore e serenità.

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BABKA CIOCCOLATO, CANNELLA E MANDORLE

INGREDIENTI

  • 150 g di farina manitoba (io Molino pasini)
  • 250 g di farina O
  • 60 g di zucchero
  • 80 g di buro morbido
  • 3 uova
  • 10 g di lievito di birra fresco
  • 20 ml di acqua a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio qb per ungere la ciotola

Per la farcia

  • 50 g di burro morbido
  • 50 g di mandorle tritate
  • 5 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 4 cucchiai di cacao amaro
  • scaglie o gocce di cioccolato a piacere
  • zucchero a velo per decorare
  • 1 tuorlo e 2 cucchiai di latte da spennellare sul dolce

PROCEDIMENTO

  • Sciogliere il lievito in acqua a temperatura ambiente.
  • Nella ciotola della planetaria versare le farine, lo zucchero e infine il lievito disciolto e con la frusta a gancio azionare la planetaria a media velocità.
  • Unire un uovo per volta e il sale. Continuare a lavorare. Unire poi a pezzi e poco per volta il burro.
  • Continuare ad impastare a media velocità per 15/20 min. L’impasto deve staccarsi dalle pareti e risultare ben liscio. P.s. Prestare attenzione! Farine diverse potrebbe assorbire l’impasto in modo diverso. Se lo trovate eccessivamente morbido potete unirne ancora un pò e poco per volta sino ad ottenere l’impasto perfetto.
  • Trasferire l’impasto sul piano di lavoro, formare una palla e dopo aver unto con olio una ciotola abbastanza capiente, lasciare lievitare per circa 3 ore ben coperto sino al raddoppio.
  • Trascorso questo tempo, riprendere l’impasto, versarlo sul piano lavoro, appiattirlo con l’aiuto di un matterello dandogli forma rettangolare.
  • A questo punto lo spessore della pasta deve esser di circa 1 cm.
  • Preparare la farcia con il burro ammorbidito, zucchero di canna, cannella, cacao e le gocce di cioccolato, miscelarli e versarli sull’intero rettangolo di pasta. Spalmare bene sino a coprire l’intera superficie.
  • Arrotolare la pasta partendo da un lato. Tagliare in due parti ( per il verso lungo) il rotolo di pasta e incrociarla per formare una treccia.
  • Unire le due estremità a formare una corona e adagiarla su una teglia con carta forno.
  • Cospargere la superficie di mandorle tritate e lasciare lievitare in forno con luce accesa per circa 1 ora.
  • Spennellare con tuorlo e latte sbattuto prima di infornare a 180°C per 30/40 min.
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Nella mia cucina? Ecco cosa non deve mancare!

Ci sono oggetti che proprio non possono mancare nella mia nuova cucina

Che si tratti di mestoli, coltelli, tessili, oggetti per la detergenza, accessori o elettrodomestici, molti di loro verrebbero via con me seppur andassi in capo al mondo.

Da sempre la cucina è il cuore pulsante di ogni casa, si sa c’è chi la usa meno  e chi invece ci trascorre ore ed ore. Qualunque sia il vostro ruolo in questo luogo tanto caro al cuore familiare ci sono degli aspetti che non devono esser tralasciati, sia per ricreare una giusta atmosfera e sia per ottimizzare il tempo nel momento in cui si realizzano delle ricette.

Come spesso mi ricorda mio marito ‘ l’attrezzo fa mezzo mestiere‘ e da sempre scelgo di affiancarmi in cucina di attrezzatura idonea, dal taglio, alla cottura sino alla finitura e alla presentazione. Nel tempo ho imparato a scegliere gli oggetti adatti all’uso che ne faccio e ad investire maggiormente su alcuni oggetti di lunga durata come le pentole e gli elettrodomestici. Inutile riempirsi gli stipi di pentoline di ogni taglia se poi alla fine ne usiamo solo tre. Meglio piuttosto comprarne di buone, dal fondo doppio e resistente.

Ogni step in fase di preparazione ha la sua importanza affinchè il risultato possa essere sorprendente.

In occasione del restyling della mia cucina e dopo l’invito su instagram delle amiche di casamenu a mostrarvi e raccontare le mie scelte di realizzazione di stile ecc. ho deciso con l’aiuto di Alessandra e su suggerimento della mia amica Rosa, di elencarvi tutti quegli oggetti che rendono speciale questo spazio della casa.

Così come un abito deve calzare alla perfezione chi lo indossa anche in cucina è importante per lavorare bene, circondarsi di oggetti che non siano solo belli  ma soprattutto funzionali per chi li usa. Per intenderci, inutile acquistare robot da cucina o altro solo perchè tutti li hanno se poi sappiamo che non li useremo mai. Sciocco da dire ma capita spesso, non è vero?

Quante di noi difronte a bellissimi oggetti di design o in negozi di arredo casa si lasciano tentare agli acquisti folli per poi rendersi conto nel tempo del fallimento di certe compere?

Ciò che sto per elencarvi, quindi non sarà ciò che dovrete necessariamente avere nelle vostre cucine, piuttosto potrà servire a farvi riflettere se acquistarli o meno e con quale criterio farlo nel momento in cui sarete colpite da tentazione.

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La cucina luogo di piccole battaglie quotidiane

Le cucine belle sono quelle vissute, dove sporcare è all’ordine del giorno, inondarle di odori per poi riordinare deve esser altrettanto facile.

Partiamo dalla base, dicendo che non è mai un bene comprare tanto per farlo, solo perchè attratte da una forma o un colore se poi tornando a casa ci rendiamo conto che quel pezzo cozza con tutto il resto della cucina e soprattutto useremo solo la prima settimana. Prima regola, stile negli acquisti. Piuttosto date il via libera ai colori neutri ai materiali naturali, legno, pietre, marmo, lino, cotone organico. Ricordate, anche in cucina come per il resto della casa è importante ricreare l’atmosfera. Una bella cucina non è legata solo ad un bel marchio ma soprattutto alla personalizzazione di questo! E con ciò non ho detto nulla di nuovo!

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I miei must have

  • Ripiano in marmo per le lavorazioni.

Qui in tanti arricceranno il muso, lo so! Questione di gusti. Sappiate da subito che il marmo essendo pietra porosa assorbe tutto e molto anche se ora in commercio ci sono dei trattamenti che lo preservano. Trovo che sia perfetto come base lavoro e a me piace soprattutto quando risulta vissuto con i suoi giallori e le sue macchie. Nella mia cucina, tutti i piani compreso quello dell’isola sono in marmo classico di Carrara e a tal proposito Valentina di Marmolove potrebbe darvi dei consigli.

  • Macchina da cottura

Per questo pezzo della cucina ho preferito investire maggiormente. La mia macchina da cottura è una Lacanche, 5 fuochi spaziosi che permette di affrontare più cotture nello stesso momento, dal design e linea classica che adoro. Questa cucina è fantastica massiccia, elegante, potete farla realizzare secondo vostre necessità. La mia ha un forno grande e al suo fianco uno scalda vivande che tiene in caldo i piatti pronti o può cuocere a bassa temperatura. Ho poi fatto aggiungere una piastra barbecue per le maxy cotture e della stessa grandezza una piastra per cottura lenta per cuocere e tiene in caldo più pietanze nello stesso momento.

  • Ciotole

Chissà perchè sembra non siano mai abbastanza, rischiando di riempire stipi di ciotole di tutte le taglie. Preferisco averne di media grandezza in vetro per le preparazioni con le uova e per i dolci, in legno, per contenere alimenti e servirle in tavola senza dover utilizzare altri piatti di portata. Ce ne sono diverse in commercio, le mie le ho acquistate su Cargo hightech, ikea, Zara home.

  • Coltelli

Altro utensile dove vale la pena investire qualcosa in più. I coltelli fondamentali per ogni alimento e soprattutto devono essere maneggevoli e che taglino bene e a lungo. Dallo spelucchino, a quello per il taglio carni, pane, verdure e formaggi. I miei sono di Victorinox.

  • Mini pimer

Utile ad ogni occasione, il minipimer braccio destro di ogni cheffa. Perfetto quello che diventa frullatore e tritatutto, ergonomico e potente, ecco le qualità che per me deve avere. Il mio è l’ultimo di casa  Kenwood.

  • Impastatrice Kitchenaid

Sarò sincera per molti anni mi sono rifiutata di averlo in cucina. Mi sembrava l’ennesimo elettrodomestico da utilizzare una volta ogni tanto. Mi sono ricreduta, dal momento che preparo sempre impasti per la colazione e preparazioni che ne richiedono l’uso. Se in casa siete in tanti preferitene una da diversi lt. La mia è una Kitchenaid professionale 6.9 lt.

  • Bose

Qui qualcuno avrà da sorridere. Certamente non necessario ai fini della riuscita di una ricetta ma volete mettere il vostro buon umore mentre cucinate e ascoltate la musica che preferite? Non posso fare almeno del mio Bose.

  • Pentole, padelle e tegami

Ecco altri oggetti per la cucina che vi affiancheranno per tutta a vita. Tanto vale prenderli di buona qualità. Spenderete qualcosa in più ma ne varrà la pena. Inutile anche qui averne di tutte le misure.  Piccola, media e grande sono sufficienti se non fate grandi numeri. Al massimo un doppione per la grandezza media.

Le mie padelle sono tutte con manico termico della ballarini .Dopo 8 anni sono ancora come nuove. Non impazzisco per quelle in ceramica. Preferisco invece averne 2 in alluminio e alcuni pentolini in rame per le cotture lente.

Per gli arrosti il classico in ghisa ovale e per le varie cotture tegami alti in acciaio. Agnelli. Staub

  • Contenitori quadrati per la conservazione

Quante volte vi capita di aprire il frigo e pur essendo vuoto non riuscite mai a trovare spazio? La mia soluzione sono i contenitori in vetro impilabili, tutte le misure, naturalmente.

  • Detergenti e spugne

Qui resto sull’eco naturale, utilizzando saponi non aggressivi, e spugne in setola naturale. Belle anche da vedere.

  • Ceramiche e bicchieri

Qui si scatena lo shopping. Ne ho una bella collezione. Preferisco la ceramica artigianale per l’uso quotidiano. Molti acquistati anche nei mercatini vintage. Adoro i pezzi che hanno una storia, non potrei proprio farne a meno. Altra collezione interminabile quella dei bicchieri. Chi ha detto che i bicchieri che utilizziamo tutti i giorni non devono esser belli e stilosi? A buon mercato e di ottima resistenza i calici Ikea.

  • Libri guida

La cucina luogo di sperimentazioni a volte errate altre dalla riuscita di grandi capolavori. Amici fedeli, almeno nella mia una piccola enciclopedia di libri di food. Da Ottolenghi alla Thorrison, A. Frenda, Jamie Oliver ( che amo particolarmente) Ricettari toscani di Giulia Scarpaleggia e libri importanti di grandi chef della cucina internazionale oltre che testi di vino e speciali sui formaggi. Compagni fedeli che a volte salvano le cene.

  • Posate

Le posate che naturalmente non possono mancare in una cucina, quali? Anche qui lo stile vintage mi viene incontro, Knindustrie ovviamente ed immancabile un servizio completo in argento.

  • Tessili

Ogni corredo che si rispetti eredita pezzi da 90. Io in questo sono stata fortunatissima perchè mia nonna era una grandissima ricamatrice e mi ha lasciato in merito un patrimonio da fare invidia. Negli anni ho coltivato questa mia passione per i tessili. Quelli che prediligo in assoluto sono in lino, dalle tovaglie che acquisto di ogni colore, ai tendaggi sino alle runners, americane e canovacci.

  • Arredo, credenzone, luci

Sembrerà strano ma anche ciò che non risulta necessario ai fini delle preparazioni, per me ha una grande importanza. L’atmosfera come quella che ricreano le luci ad esempio. Ne ho ben 5 punti nella mia cucina. Una vecchia lampadina che scende dritta sul vecchio acquario in marmo, una diretta sul piano di cottura, 2 abat jour di cortesia sul davanzale della finestra che avvisa quando siamo in casa e quello su un piano d’appoggio realizzato con un cappello in lino scuro. Altri punti luce, questa volta delle stripes led sono nel credenzone che ultimamente ho fatto realizzare su misura, ispirandomi alle cucine classiche di Devol Kitchens ( fondamentale per nascondere tutto ciò che non mi piace come microonde, bollitore, macchina del caffè, frigorifero, casse d’acqua ecc e stivare i tanti oggetti che popolano la mia cucina).

 

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La cucina luogo dell’amore per eccellenza

Qualsiasi stile sia, moderno, country, minimal o urban chic, la cucina può esser chiamata tale quando viene vissuta e popolata da tutta la famiglia, unta e profumata di soffritto e vegetali, schizzata da creme, usata, distrutta e amata. Mi auguro di avervi dato qualche spunto per acquisti utili, diversamente spero vi sia piaciuto anche solo per una lettura. Per me è stato bellissimo ospitavi anche se virtualmente nella mia amata cucina.

Vi lascio ai consigli di Alessandra @alesuperx, che con la sua moodboard ha interpretato il mio stile in cucina

 

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1. Diffusore a 360° SoundLink Revolve, progettato per offrire un suono profondo in ogni direzione, Bose. / 2. Paralume Meringa, in cotone con rifiniture a contrasto e frange sul bordo inferiore. Realizzato interamente a mano, linea Easy Roof, Servomuto /
3. Coltello da cucina forgiato con lama liscia Grand Maître, perfetto per carni rosse e pollame, Victorinox / 4. Ottolenghi Simple, 130 ricette geniali e saporite classificate in base alla loro semplicità, il libro di Yotam Ottolenghi che tutti desideriamo, Ebury Publishing / 5. Piatto in ceramica della collezione La Tavola Scomposta, coloratura manuale a tampone e bordo oro, disponibile in tre colori, Bitossi Home / 6. Gruppo di cottura Volney a cinque fuochi, ideale per l’uso quotidiano quanto per la cucina delle grandi occasioni, Lacanche / 7. Padella con manico in rame liscio stagnato a mano, Pentole Agnelli / 8. Posate in acciaio inossidabile Brick Lane, una linea classica resa inconfondibile dalla finitura Stone Washed, Knindustrie / 9. Canova, canovaccio in lino 100%, Dom Studiostore / 10. Spazzolino ecologico realizzato in legno di faggio e fibre vegetali di agave, ideale per rimuovere lo sporco dei piatti senza graffiare, Andrée Jardin / 11. Calice da vino Apollo in cristallo soffiato a bocca e inciso a mano, Saint-Louis / 12. Detergente per piatti Golden Grass, delicato sulle mani grazie alla texture piacevole e all’aroma rinfrescante, Zara Home

FOOD

Crostatina di arance e cioccolato salato

Uscite autunnali piene di buone speranze,  cariche di bellezza e aria buona come mai lo sono state prima. Come spesso facciamo quando ne abbiamo la possibilità il nostro sabato in famiglia è dedicato esclusivamente a noi, ai nostri piaceri, allo stare insieme facendo piccole uscite fuori porta, lasciando vivere alla piccola Cecilia il privilegio della campagna e la sua natura.

Questa volta, senza spostarci molto, siamo rimasti vicino il nostro paese, nell’agro appena fuori Bernalda. Che anche a Cecilia piacesse vivere la campagna, questo lo avevamo intuito da tempo, come tutti i bimbi è uno spirito libero, felice di correre e fare nuove scoperte e anche questa volta si è mostrata gioiosa di starsene all’aperto, entusiasmandosi a nuovi percorsi, soprattutto in prossimità di un aranceto si è tanto incuriosita a capire cosa fossero quelle ‘palle’ arancioni appese agli alberi.

Abbiamo trascorso parte della mattinata a raccoglier una bella cesta di arance, pensando ai nostri pomeriggi autunnali ritirati in casa a ber spremute e a preparare dolci golosi.

Ora che le giornate son diventate più lunghe e per forza di cose è meglio restarsene in casa piuttosto che andar in giro a seminar o raccoglier danni sembra che ci sia più tempo per far meglio tutto. In verità Cecilia ad un tratto si è legata a me in modo morboso, non lasciandomi molto tempo per fare ciò che vorrei.

Ma questa volta davvero non potevo non condividere con voi la bellezza e la bontà di questo dolce.

Da sempre amo il gusto amarognolo delle arance e delle sue bucce ed ho pensato bene di realizzarne un dolce che esaltasse ancor più questo sapore. Le temperature mi sembrano ideali per nascondersi dietro a grossi pezzi di cioccolato, affondare i denti in morbide torte marmellatose e allora perchè non provare una friabile frolla dal gusto intenso con arance e un vellutato cioccolato fondente e granelli di sale?

Piccole accortezze, pochi passaggi per rendersi conto che raccogliere queste arance n’è valsa davvero la pena, un’azione che ha fatto bene all’anima, accontentato il nostro palato e per rendersi conto che la felicità è al nostro fianco.

 

crostate arance e cioccolato

CROSTATINE CON MARMELLATA DI ARANCE E CIOCCOLATO SALATO

Un dolce goloso soprattutto per chi ama l‘amaro delle arance e del cioccolato fondente. Potete realizzare una crostata di misure standard oppure piccole per esser servite ad una cena o un pranzo se avete degli ospiti. Per la realizzazione della marmellata di arance, vi rimando ad una ricetta pubblicata un pò di tempo fa, diversamente potrete usare una di buona qualità che si trovano in commercio, possibilmente realizzata da arance amare.

INGREDIENTI

Per la frolla

  • 250 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 1 tuorlo
  • 200 g di burro
  • 40 g di cacao amaro in polvere
  • marmellata di arance amare qb

Per la ganache

  • 200 g di cioccolato fondente di buona qualità
  •  200 ml di panna fresca
  • fleur de sal qb

PROCEDIMENTO

  • Preparate la frolla lavorando il burro a temperatura con lo zucchero sino ad ottenere una crema. Unite il tuorlo continuando a mescolare.
  • Mischiate la farina e il cacao e unite poco per volta alla crema di burro. Trasferite su un piano di lavoro continuando ad unire la farina e cacao sino ad ottenere un impasto omogeneo.
  • Lasciar riposare in frigo per almeno 30 min.
  • Trascorso questo tempo trasferite la frolla su un piano e stendetela con un mattarello dello spessore desiderato e riponetela in uno stampo da 24 cm.
  • Stendete la quantità di marmellata che desiderate e mettete  a cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti.
  • Estraete la crostata dal forno e lasciatela raffreddare.
  • Nel frattempo preparate la ganache facendo riscaldare e non bollire la panna fresca. Versatela sul cioccolato a pezzi che pian piano si scioglierà, mescolate.
  • Lasciate raffreddare appena il cioccolato, versatelo sulla crostata ed ultimate unendo il fleur de sal.
  • Ora siete pronti per gustare.
bruschette gourmet
FOODLIFESTYLE

Bruschette gourmet

E poi arriva l’autunno!

In un tempo dove le certezze sono inesistenti, sembra che il susseguirsi delle stagioni e tutto ciò che sono in grado di regalarci, siano le uniche verità. Momenti per tornare a fare il punto della situazione, riflettere su alcuni aspetti delle nostre esistenze e imparare a regalarci il piacere delle cose semplici, come può essere il caldo abbraccio di un bimbo, la carezza di nostro marito, il piacere di un aperitivo consumato anche solo in due, un buon bicchiere di vino, della bella musica e il sol fatto di restare a casa attendendo che qualcosa cambi e che il meraviglioso avvenga.

Il tempo sembra esser perfetto per rimetter fuori un pò di vecchi oggetti e vaissellerie dal credenzone di famiglia e l’idea d’invitare mia mamma e mia sorella per farmi aiutare è stata la scelta più divertente. Abbiamo lasciato che le piccole bimbe corressero per casa mentre noi attendevamo qualcosa si modificasse all’interno dei nostri armadi o meglio dire nelle nostre menti? Mi chiedo cosa ci sia di più bello che ritrovare oggetti dimenticati nel fondo di un armadio, ridargli nuova vita, se ci penso è un pò come acquistarne uno nuovo.

Arrivato il momento per me di un piccolo cambiamento. Non so se capita anche a voi ma spesso sento il bisogno d’aria nuova e allora ecco che ci vado dentro con lo spostar mobili, far fare piccoli tour per casa ad oggetti prima di fargli prendere una postazione definitiva. Male dell’essere ecco di cosa si tratta! E io ci trovo subito una bella pezza dello stesso colore.

Apprezzare la semplicità di questi gesti quotidiani,  non ha eguali, mi fa sentire come in pace con me stessa e finalmente più soddisfatta.

bruschette gourmet

bruschetta gourmet

bruschette gourmet

bruschette gourmet

bruschette gourmet

bruschette gourmet

bruschette gourmet

Questi momenti  che sembrano esser fatti di  poco ma allo stesso tempo hanno con loro così tanto.

Trascorso il momento del riordino, un piccolo languore si è fatto spazio tra noi. Come sempre la mia cucina fatta di ricette semplici molte volte last minute, per chi mi conosce sa che molto spesso non riesco a far la spesa che vorrei e devo inventarmi il miracolo con quel poco che ho. Ed ecco, metti un tardo pomeriggio, le donne di famiglia in casa, il desiderio di qualcosa di buono e l’aperitivo che poi si è rivelato anche una semplice cena. A salvarmi, come sempre, quel che ho in dispensa!

Una bruschetta che diventa aperitivo ma anche cena e dolce insieme. Pochi  e semplici ingredienti che tanto ricordano questa stagione. La mia fortuna? Aver avuto la marmellata di uva nella credenza e del buon pane. Gorgonzola, noci, vino passito e una bella compagnia tutta al femminile hanno fatto tutto il resto.

bruschette gourmet

bruschetta gourmet

bruschette gourmet

BRUSCHETTE GOURMET

Non possiamo parlare di una vera  e propria ricetta piuttosto di un abbinamento di ottimi ingredienti che hanno reso queste bruschette un appetizer interessante. Noi le abbiamo gustate accompagnandole con un buon bicchiere di vino moscato di Trani, dolce al punto giusto è stato compagno perfetto di un fine pomeriggio trascorso tra ragazze.

INGREDIENTI

  • 8 fette di pane tipo casereccio
  • 250 g di gorgonzola
  • 1 vasetto di marmellata di uva
  • 6 noci
  • menta fresca qb

PROCEDIMENTO

  • Fate tostare le fette di pane in un tostapane oppure su una piastra in ghisa e conditele ancora tiepide con una dose generosa di gorgonzola, un bel cucchiaio di marmellata di uva.
  • Ultimate la bruschetta con aggiunta di foglioline di menta e dei gherigli di noci tostate.
  • Gustose se mangiate tiepide.
polpette di pane
FOOD

Polpette di pane, una ricetta da non sottovalutare

Le polpette di pane sono una ricetta da non sottovalutare quando si vuol fare bella figura e in casa non si ha molto. Ricetta tradizionale, usata e conosciutissima in molte zone d’Italia ma posso confermarvi con l’esperienza quasi ventennale da ex ristoratrice che quando i turisti venivano alla Locandiera e gli proponevo le polpette di pane molti restavano sorpresi per la preparazione e altri stupiti dalla bontà di una ricetta così semplice.

polpette di pane

In famiglia le polpette di pane hanno sempre preso il posto di quelle di carne e non si sa perchè. Sin da piccoli le abbiamo preferite a quelle classiche, sarà stato per la loro morbidezza, per il gusto delicato e intenso o perchè un pò ricordavan0 il vecchio ma sempre buono pane e pomodoro. La ricetta di famiglia porta con sè un piccolo ma gran segreto che la rende unica e speciale così come la mia nonna che ce la preparava.

Solitamente il giovedì era il loro giorno e puntualmente durante la preparazione nonna non si stancava di raccontare perchè venivano preparate e di quanto erano state preziose durante la sua infanzia e in periodo di post guerra. La carne in quel periodo di grande carestia era un vero lusso, per fortuna il pane riuscivano quasi sempre a prepararlo e di ciò che avanzava se ne conservavano le briciole per poter realizzare quello che sarebbe stato il piatto domenicale. Come dire uno scherzo agli occhi e una strizzatina allo stomaco che riusciva a riempire grazie alla presenza dei carboidrati.

Ed eccola la ricetta del riutilizzo, argomento tornato tanto in riuso ultimamente (per fortuna) e se è vero che in cucina non si butta via nulla, figurarsi il pane. Con l’avanzo di mollica una volta si preparava davvero di tutto, era il formaggio per tutti i piatti, ‘un peccato di Dio‘ e guai a buttarlo via. La carne come anche il formaggio erano beni di lusso per molte famiglie di un tempo e la mollica del pane avanzato ad un tratto diveniva il condimento principale delle pietanze, molte volte arricchito con spezie locali per esaltarne il sapore e a volte semplicemente condito con dell’olio e pomodoro.

Il caso delle polpette di pane, quelle che prepariamo oggi giorno sono una variante della vecchia scuola proprio perchè più ricche di formaggio. La ricetta di famiglia prevede l’uso del canestrato di Moliterno, una parte di parmigiano e tante uova, pochi ingredienti per un piatto di successo.

polpette di pane

polpette di pane

polpette di pane

polpette di pane

POLPETTE DI PANE UOVA E FORMAGGIO

Per la preparazione delle polpette di pane non si utilizza il pangrattato fine, bensì la mollica del pane raffermo. Io grattugio sempre quella del pane che avanza e poi la congelo per utilizzarla all’occasione.

 

INGREDIENTI

  • 200 g di mollica di pane (non di pan grattato)
  • 50 g di canestrato di Moliterno o altro pecorino a piacere
  • 50 g di parmigiano r.
  • 6/7 uova
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • 1/2 spicchio di aglio
  • sale e pepe qb
  • olio di arachide per frittura qb
  • una punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio

sugo di pomodoro

  • 400 g g di salsa di pomodoro
  • olio qb
  • 1/2 cipolla
  • 2 foglie di basilico
  • sale qb

PROCEDIMENTO

  • Preparate il sugo alla classica maniera con una base di olio e cipolla e della salsa o pomodorini , come preferite, l’importate è che non sia molto tirato ma piuttosto ‘acquoso’. Aggiustate di sale e basilico e lasciate da parte.
  • Tritate aglio e prezzemolo e versateci In una ciotola capiente tutti gli ingredienti per le polpette e lavorate con una forchetta.
  • L’impasto deve risultare non duro e nemmeno eccessivamente molle. Tipologia di pane e grandezza delle uova potrebbero variare e fare la differenza. Quindi all’occorrenza aggiungete un pò di pane o unite appena gocce di latte se lo trovate troppo duro.
  • Una volta ottenuto l’impasto, formate, bagnando appena le mani con dell’acqua delle polpette della grandezza che desiderate e immergetele in abbondante olio bollente.
  • Fatele dorare ben bene e lasciatele scolare su carta assorbente.
  • Ultimata la cottura accendete nuovamente il sugo di pomodoro e versateci le polpette che dovrete consumare. Questa operazione di unire le polpette al sugo va fatto esclusivamente al momento che dovranno esser consumate. Se pensate siano troppe, non unitele tutte al sugo, le polpette di pane tendono ad assorbire tutta l’acqua della salsa e se dovessero avanzare per esser mangiate nelle ore successive, potrebbero risultare ingottite.
  • Una volta scaldate le polpette per almeno qualche minuto nella salsa, siete pronti per aggiungere del basilico fresco e servire in tavola.
  • Mangiare con moderazione, creano dipendenza;))))
biscotti senza burro
FOOD

Biscotti morbidi allo yogurt senza burro

La ricetta di questi biscotti morbidi senza burro, con yogurt e cioccolato è stata una trovata davvero geniale. Perchè? In pochissimi passaggi senza sporcare tremila aggeggi e con pochi e semplici ingredienti vi ritroverete sulla tavola dei bon bon soffici, fragranti e profumati.

Nessuno saprà resistere, anche i più piccoli e i mariti incavolati ;))

Adesso che anche la scuola è iniziata e il caos potrebbe regnare sovrano date le ultime e incerte disposizioni ministeriali in materia di Covid, lasciamo che almeno il momento più delicato e importante della giornata, la colazione, possa partire con il piede giusto. Piccoli e sani gesti possono aiutare molto l’andamento di una buona giornata, un pò di sport, un buon caffè alla moka, della dolce musica di sottofondo e dei morbidi biscotti senza burro con lo yogurt e gocce di cioccolato ad attenderci sulla tavola.

Dopo mesi di assenza sul blog, rientro con una ricetta che saprà catturarvi per gusto e semplicità di esecuzione, pronti a realizzarla?

biscotti senza burro

biscotti senza burro

biscotti senza burro

biscotti senza burro

biscotti senza burro

biscotti senza burro

BISCOTTI SENZA YOGURT

biscotti senza burro

biscotti senza burro

BISCOTTI MORBIDI ALLO YOGURT SENZA BURRO

Per realizzare i biscotti morbidi senza burro potete utilizzare delle farine integrali e al posto del cioccolato unire della frutta secca o disidratata. Preparerete così dei biscotti leggeri e gustosi.

Per questa ricetta ho utilizzato la farina autolievitante, in assenza potete unire una bustina di lievito per dolci.

INGREDIENTI

  • 280 g di farina 00 autolievitante ( io Molino Pasini ).
  • 1 uovo
  • 50 g di olio di semi
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 80 g di zucchero di canna
  • scorza di un limone bio
  • 70 g di cioccolato a pezzi o in gocce

PROCEDIMENTO

  • In una ciotola versate tutti i liquidi ed amalgamate con l’aiuto di una spatola o forchetta. Unite lo zucchero e poco per volta la farina, continuando ad amalgamare.
  • Non appena l’impasto sarà diventato ben solido, versatelo su un piano e con un pò di farina continuate a lavorare sino a che risulti morbido e non appiccicoso.
  • Formate velocemente una palla, appiattitela appena con le dita e versateci le scaglie di cioccolato. Impastate velocemente e lasciate da parte.
  • Accendete il forno a 180°C statico e con l’aiuto di olio sulle mani formate delle palline di grandezza di una noce.
  • Disponetele distanziate le une dalle altre su una leccarda rivestita di carta forno o antiaderente.
  • Infornate prestando attenzione al tempo di cottura. 15/20 min al massimo. I biscotti devono colorarsi appena in modo che restino fragranti e morbidi all’interno.
  • Lasciateli raffreddare appena per esser poi gustati a colazione o a merenda.
FOOD

parmigiana di zucchine e burrata

 

La parmigiana di zucchine può essere un’ottima alternativa a quella di melanzane

solo se preparata come si deve.

Chi si scaglia con fritta o grigliata, chi con farina e uovo e chi con solo farina e ancora salumi si, salumi no?

Paese che vai, ricetta che trovi e poi si sa, ad ogni famiglia la propria. Ora non sindacheremo su quale sia migliore, quale detenga l’originalità ecc. ecc. piuttosto parleremo di come valorizzare alcuni prodotti come le zucchine avendone a disposizione grandi quantitativi vista la stagione.

Premetto dal presupposto che comunque deve esser fritta, altrimenti parliamo anche di altro ma non di parmigiana.

Qualche anno fa ho seguito per un pò una dieta alimentare e dopo diverso tempo la dottoressa mi disse che potevo iniziare ad integrare altro. L’occasione mi rese ladra e gli chiesi se potevo osare con una piccola porzione di parmigiana! Lei mi chiese se fosse stata per caso fritta ed io la guardai  un pò in malo modo…

Certo che lo era!

Ci sono alcuni passaggi per alcune ricette che proprio non possono esser modificati  e quello della frittura per la parmigiana è una tappa obbligatoria.

Parmigiana di zucchine, una questione di equilibri

Come per tutte le ricette, il giusto bilanciamento degli ingredienti può renderla diversa e speciale dalle altre. Avendo ricevuto da mio zio cassette colme di zucchine e dopo averle cucinate in tutte le salse, con mia mamma abbiamo deciso di utilizzarle per un classico italiano.

Alla dolcezza delle zucchine, abbiamo unito la sapidità e il sentore di affumicato dello speck e della burrata, il risultato degno di un ottimo piatto estivo da esser consumato in terrazza o comunque all’aperto al calar del sole accompagnato  a dell’ottimo vino bianco.

PARMIGIANA DI ZUCCHINE SPECK E BURRATA AFFUMICATA

Prevedendo frittura e passaggi un pò lunghi per questa ricetta, ne preparo sempre una doppia porzione, perfetta da conservare in frigo per 3/4 giorni oppure per congelarla e tirarla fuori al momento giusto.

INGREDIENTI

  • 1 KG di zucchine
  • 700 g di salsa di pomodoro
  • olio evo qb
  • farina qb
  • olio di arachide per frittura q.b.
  • sale, pepe e basilico q.b.
  • parmigiano reggiano qb
  • 1 burrata affumicata
  • 200 g di speck

PROCEDIMENTO

  • Per prima cosa preparate la salsa. Mettete a scaldare un giro di olio in padella e fate rosolare la cipolla, unite la salsa di pomodoro, salate e pepate, unite le foglie di basilico e fate cuocere per 30  min.
  • In un’altra padella dai bordi alti versate l’olio di arachide e fate arrivare a temperatura. Infarinate le fettine di zucchina che avrete precedentemente tagliato sottili con una mandolina e immergetele nell’olio caldo sino a doratura desiderata.
  • Adagiatele su un piatto con carta assorbente e procedete nella frittura delle altre zucchine.
  • Terminata la frittura, salatele appena (ricordate che lo speck è abbastanza salato) siete pronti per assemblare la parmigiana.
  • Alla base di una teglia, versate una quantità di salsa di pomodoro, adagiate sopra le fettine di zucchina fritte creando uno strato, spolverate di parmigiano e unite delle fettine di speck.
  • Ripetete l’operazione sino a terminare gli ingredienti. L’ultimo strato prevede la salsa di pomodoro e parmigiano.
  • Infornate a 200 ° C in modalità statica per circa 30 min, controllate la cottura.
  • Trascorso il tempo, uscite la parmigiana dal forno lasciatela raffreddare appena e servite con aggiunta di foglie di basilico e della burrata affumicata, aperta grossolanamente con le mani.
  • Gustate rigorosamente in compagnia.
torta lavanda
FOOD

Una torta alla lavanda per Cecilia

La torta di lavanda per un primo compleanno, ecco l’ispirazione e come realizzarla

Il primo compleanno di Cecilia è arrivato senza nemmeno accorgercene, solo ieri sembrava di vederla nascere e già la ritroviamo grande.

La festa del primo anno è quello più importante, i parenti la ricorderanno per sempre e un giorno il festeggiato rivedendo le foto immaginerà l’emozione dei familiari e l’amore che lo ha circondato in quel giorno speciale.

Un grande traguardo per tutti, per il piccolo e per i genitori. Avremmo voluto una festa in grande stile per Cecilia ma la situazione covid non ce lo ha permesso, così gliene abbiamo organizzata una vecchia scuola in casa proprio come quelle che si facevano una volta e che un pò tutti ci siamo disabituati a festeggiare. Ma ve le ricordate quelle feste?

La tovaglia al momento della torta era quella super ricamata, usata solo per le feste per intenderci. Sullo stesso tavolo comparivano puntualmente coca e aranciata da un lato e bottiglie di liquori improbabili a far da soprammobile al lato opposto. Poco più in la un vassoietto di paste secche e immancabile proprio al centro la torta del festeggiato che era uguale ad ogni compleanno, bassa, con panna, canditi rossi e verdi disposti a caso qua e la.

torta lavanda

torta lavanda

Sulla scia di questo ricordo ma per fortuna per Cecilia non proprio così, ho realizzato una torta che mai avrei creduto di poter pubblicare.

Uno perchè era la prima volta che la realizzavo, due perchè in tanti mi avete chiesto la ricetta su instagram e così ho deciso di farlo pur non avendo degli scatti decenti da proporvi.

In questo caso la sostanza sostituirà la forma.

Ci tenevo a sottolineare che non è tutta farina del mio sacco o meglio mi sono lasciata ispirare da Anna Kubel che tanto ammiro e da un maitre chocolatier Italiano che vive a Zurigo e anche lui propone sempre meraviglie all’avanguardia, Pino Nocilla.

Per quanto riguarda abbinamento delle creme e decorazione sono andata ad intuito ed ho cercato di prendere quello che avevo in casa e trattandosi della stagione della lavanda, ho approfittato di questi semplici e profumati fiorellini.

Risultato? Wooow! una torta buonissima e bella da vedere. Ps. Con il senno di poi, una variante l’avrei fatta. Tipo aggiungere una bella manciata di semi di papavero alla panna, trovo sarebbe stata ancora più bella.

torta lavanda

torta lavanda

TORTA AL CIOCCOLATO e limoncello  con crema di ricotta alle AMARENE

Per realizzare questa torta ho utilizzato 2 teglie da 20 cm e un’alzata in polistirolo per ottenere l’effetto che desideravo. I fiori di lavanda li ho raccolti da un cespuglio che non subisce trattamenti chimici ed ho unito anche delle foglie di rosa, non erano necessarie ma in quel momento mi piacevano.

INGREDIENTI

PAN DI SPAGNA

  • 400 g di farina 00
  • 350 g di zucchero
  • 400 ml di latte
  • 100 g di cacao
  • 4 uova
  • 200 ml di olio di semi
  • 2 bustine di lievito per dolci

CREMA DI RICOTTA

  • 500 ml di latte fresco intero
  • 3 tuorli
  • 90 g di zucchero
  • 50 g di amido
  • scorza di un limone bio
  • 200 g di ricotta fresca
  • amarene sciroppate qb

DECORAZIONE

  • 300 ml di panna fresca
  • 15 fiori di lavanda o fiori eduli
  • liquore limoncello (oppure bagna)

PROCEDIMENTO

  • Questa torta si realizza in pochi minuti, consiglio di preparala il giorno prima in modo che si raffreddi bene e il condimento all’interno possa assorbirsi al meglio.
  • Versate tutti gli ingredienti liquidi del pan di spagna in una ciotola e lavorateli con la frusta.
  • Poi unite gli ingredienti secchi  (setacciate la farina) e lavorate ancora con la frusta sino ad amalgamare il tutto.
  • Dividete l’impasto in due parti uguali, rivestite le teglie del diam. 20 cm l’una e versateci in ognuna la parte di composto.
  • Preriscaldate il forno a 180° C e fate cuocere le torte per circa 35 min. La prova dello stecchino vi aiuterà a capire quando sarà del tutto cotta.
  • Uscitele dal forno e lasciatele raffreddare.
  • Preparate la crema pasticcera come di consueto. In un pentolino sbattete le uova e lo zucchero con un frustino, unite l’amido e continuate a mescolare.
  • A parte riscaldate il latte con la zeste di limone e versatelo nelle uova. Mescolate velocemente e mettetelo a cuocere sul gas a fiamma bassa sino a che si rapprende.Tenete cura di mescolare sempre per non creare grumi.
  • Togliete il pentolino dal fuoco e fate raffreddare coprendo con la pellicola la superficie della crema.
  • Una volta raffreddata, unite la ricotta alla crema e mescolate sino ad amalgamare il tutto e poi unite anche le amarene in quantità desiderata.
  •  Montate la panna e lasciatela in frigo. Siamo pronti per comporre la nostra torta.
  • Tagliate le torte in due parti e bagnate  a vostro piacimento con il limoncello oppure con la bagna se preferite un gusto meno alcolico.
  •  Fermate il polistirolo con una noce di crema alla base del vassoio o alzata ( decidete subito cosa usare, dopo sarà difficile spostare la torta su altro piatto di portata) poggiate il primo disco di torta e  spalmate uno strato generoso di crema. Livellate e poggiate il secondo disco di torta. Nel mezzo tra le due torte usate un disco di cartone sempre dello stesso diametro, in modo da poterla tagliare meglio.
  • Proseguite poggianado il terzo disco di pan di spagna, unite la crema ed ultimate con il quarto disco. Assicuratevi che sia ben in asse la torta altrimenti una volta ricoperta, risulterà una torre di Pisa.
  • Ora potete decorarla. Con l’aiuto di una spatola lunga oppure di una marisa iniziate a ricoprirla con la panna, lasciando onde di imprecisione. Darà un’aspetto più rustico alla vostra torta.
  • Una volta completato, ritoccate eventuali vuoti o solchi. Pulite i fiori da eventuali impurità o insetti, tagliateli in diverse altezze e poggiateli sui lati della torta facendo una leggera pressione. Qui la vostra fantasia darà il miglior risultato. Riponetela ancora qualche ora in frigo prima di servirla.
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