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Gnocchi al pesto di rucola, noci e limone

Questa storia del giovedi gnocchi, deve finire!

Non so voi ma io sono sempre un po allergica a tutte queste abitudini, certo non succederà nulla se ci spingiamo un po in la per romperle. Quindi via di gnocchi e liberiamoli da questa galera settimanale;)))

Tralasciando per un attimo gli gnocchi che sono stati il trait d’union per questo articolo, vi racconto di come è nata l’ispirazione/desiderio di questa ricetta.

Qualche weekend fa, come spesso accade di sabato, con Claudio e Cecilia, ci siamo avventurati alla scoperta della nostra bella Basilicata.

Pur non avendo meta ma solo una vaga idea di dove andare, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dai luoghi  visitati. Di questa terra ciò che mi lascia sempre a bocca aperta è sicuramente il suo panorama e in questo periodo dell’anno ancor più, tutto è colorato di un verde brillante.

Ma quanti campi di grano abbiamo in Basilicata?

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Basilicata, alla scoperta dei Palmenti di Pietragalla

Questa piccola cittadina a circa 24 km da Potenza, regala ai suoi visitatori un esempio d’architettura della civiltà contadina lucana davvero singolare. I Palmenti, delle piccole costruzioni tufacee ricoperte da terreno e vegetazione naturale che un tempo e sino ad epoca recente servivano a realizzare il vino e conservarlo. Al loro interno infatti sono visibili delle vasche, i palmenti appunto, dove l’uva veniva pigiata e lasciata fermentare.

Liberando l’immaginazione, questo paesaggio fa pensare a delle abitazioni fiabesche. Disposte su diversi livelli dal terreno, creano un agglomerato armonioso e di un certo impatto visivo soprattutto per chi li vede per la prima volta. Sul luogo abbiamo trovato delle guide della pro loco locale che raccontavano storia ed aneddoti dei palmenti ed abbiamo proseguito con una degustazione di vino locale a termine della passeggiata.

Segnate il nome, visita da non perdere! Potrebbe essere spunto di gita per queste vacanze di Pasqua e soprattutto copritevi bene, qui c’è sempre un bel venticello!

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Direzione, il Castello di Monteserico

Riprendendo la macchina, direzione Genzano di Lucania ( dove vi suggerisco di far visita ed ammirare la  fontana cavallina) per un pranzetto veloce, abbiamo attraversato una distesa di colline verdeggianti di grano e su un’altura, Monte Serico, abbiamo ammirato il castello di epoca normanna. Tutto il paesaggio intorno sembra esser abitato solo dalla natura, durante tutto il percorso non abbiamo incontrato nessuno solo una pace assoluta.

La sosta per il nostro pranzo ci ha visti catapultati in una semplice ma buona trattoria, dove il padrone e cuoco di casa ci ha fatto provare degli gnocchi homemade davvero eccezionali. Tra un bicchiere di vino ed una chiacchiera è stato cosi gentile da regalarmi la sua ricetta e di rientro da questa gita mi sono lasciata ispirare dal verde ammirato in questa gita e dalla ricetta dell’oste di Genzano.

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Gnocchi con pesto di rucola, noci e limone

Come mi ha suggerito l’oste di Genzano, Il segreto per degli gnocchi morbidi è utilizzare poca farina, avere delle patate ricche di amido e lavorare velocemente l’impasto per non renderlo colloso. Non dimenticate di lasciarli riposare per una mezz’ora prima di cuocerli.

INGREDIENTI

Per gli gnocchi

  • 1 kg di patate
  • 300 g di farina
  • 1 uovo
  • sale qb
  • semola di grano duro rimacinata qb

Per il pesto

  • 100 g di rucola selvatica
  • 50 g di olio evo delicato
  • 80 g di parmigiano
  • 5 noci
  • 1/2 aglio
  • sale e pepe qb
  • scorza di limone bio

PREPARAZIONE

  • Preparate per prima cosa gli gnocchi, fate bollire le patate lasciatele raffreddare, pelatele e schiacciatele.
  • Mettete le patate ormai fredde su di una spianatoia e aggiungete sale, uovo battuto, farina e lavorate  velocemente sino ad ottenere un panetto ben amalgamato, attenzione però se lo lavorate troppo l’impasto risulterà colloso.
  • Realizzate gli gnocchi. Tagliate un pezzo di pasta e create dei filoncini del diametro di un pollice e ricavate dei cilindretti di un paio di cm al massimo.
  • Se l’impasto si attacca usate della farina sul paino e spolveratela sulle mani.
  • Passate gli gnocchi sui rebbi della forchetta per creare le scalanature.
  • Disponeteli su di un vassoio ricoperto da un canovaccio e farina, distanziateli l’uno dall’altro e fateli riposare per 30 min circa.
  • Nel frattempo, preparate il pesto di rucola utilizzando un mortaio oppure un mixer, inserendo nel bicchiere ad immersione tutti gli ingredienti ad eccezione del pepe e della scorza di limone.
  • Portate a bollore dell’acqua salata versateci gli gnocchi e scolateli non appena salgono a galla.
  • Versate il pesto in un grande piatto di portata e versateci gli gnocchi, mescolate delicatamente ed unite se necessario dell’acqua di cottura per rendere morbida la salsa di rucola.
  • Ultimate con del pepe se vi piace e della scorza di limone che gli conferirà un profumo eccezionale.
  • Servite e gustate questo piatto quando è ancora ben caldo.

 

FOOD

Crumble di mele, mandorle, ricotta e le nostre lunghe mattine

 

Talvolta al mattino, soprattutto d’inverno, ci perdiamo in lunghe colazioni, lenti risvegli e dispersivi rincorrerci nel tentativo di prepararci in fretta per uscire il prima possibile e godere del bel tempo d’inizio stagione. Il sole ha cambiato la sua rotta ed inizia ad intravedersi un caldo raggio di sole poggiarsi sul davanzale della finestra della cucina. Da solo  riscalda tutta la casa. Dall’altra parte sento rumori di giochini che cadono, la vocina di Cecilia che dialoga con qualcuno dei suoi amichetti di pezza e nell’aria il suono piacevole della mia musica preferita. Resterei in questa condizione per mattine intere.

Poi tra una corsa ed un’altra, la mezza giornata volge al termine, l’ora del pranzo si avvicina e per non avere la sensazione di aver perso del tutto del tempo in soli giochi e divagare proviamo  a concretizzare preparando qualcosa di buono da gustare dopo il pranzo.

Qualche tempo fa ho ricevuto in regalo delle fave di Tonka, queste preziose a me sconosciute. Ho deciso così di utilizzarle preparando un crumble di mele, che profumasse anche un po di mandorle e vaniglia. Cecilia ha accuratamente selezionato le uniche 4 mele e non proprio freschissime che avevamo in casa e così nel giro di una manciata di minuti, abbiamo preparato un dolce profumatissimo e croccante, proprio come piace a noi.

Pronti a prender nota?

crumble di mele

crumble di mele

crumble di mele

crumble di melecrumble di mele

crumble di mele

crumble di mele

crumble di mele

crumble di mele

Crumble di mele, amaretti e ricotta

Per questa ricetta ho utilizzato la fava di Tonka che è il seme di un albero originario del Sud America. Fa parte della stessa famiglia delle fave, piselli e lenticchie ecc. Il suo aspetto si presenta legnoso, rugoso e il suo aroma è davvero inconfondibile, vaniglia, mandorla, miele. Viene utilizzato soprattutto in pasticceria ma fate attenzione se utilizzato in dosi eccessive può risultare tossico.

Per questa ricetta ne ho grattato una piccola quantità versandola direttamente nella ricotta. Il consiglio è di utilizzare una teglia a cerniera di circa 20, 22 cm.

INGREDIENTI

Per la frolla

  • 350 g di farina tipo 0
  • 60 g di farina di mandorle
  • 2 uova
  • 150 g di burro morbido
  • 120 g di zucchero
  • 10 g di lievito per dolci
  • scaglie di mandorle qb

Per il ripieno

  • 350 g di ricotta
  • scorza di limone bio
  • succo di mezzo limone bio
  • amaretti qb ( circa 10 pz)
  • 4 mele ( quelle che preferite)
  • 5 cucchiai di zucchero
  • 2 noci di burro
  • 90 g di zucchero
  • fava di tonka

PROCEDIMENTO

  • Preparate per prima cosa, la frolla sbriciolata. Unite tutti gli ingredienti (ad eccezione delle scaglie di mandorle)  in una ciotola e lavorateli velocemente con le dita sino ad ottenere un impasto sbriciolato.
  • Versate una parte dell’impasto nella teglia a cerniera e compattatela con le mani o con l’aiuto di un cucchiaio. Create anche i bordi.
  • Sbriciolate gli amaretti con l’aiuto di un mixer o semplicemente con le mani sino a coprire tutto il fondo della frolla (uno strato leggero andrà benissimo).
  • A parte lavorate la ricotta con una grattugiata di fava di tonka, scorza di limone e 90 g di zucchero. Lasciate da parte.
  • Potete usare una marmellata qualsiasi se non avete voglia di far cuocere le mele. Diversamente, sbucciate le mele e tagliatele in  piccoli pezzi.
  • Mettete in una padella le noci di burro con 5 cucchiai di zucchero, fate sciogliere e versateci le mele con una spruzzata di mezzo limone. Fatele cuocere sino a che diventano belle ambrate.
  • Lasciatele raffreddare appena.
  • E’ arrivato il momento di assemblare il crumble. Riprendete la teglia con la base di frolla ed amaretti, unite la crema di ricotta, stendetela su tutta la superficie e poi unite uno strato di mele cotte. Ricoprite il tutto con la parte restante della sbriciolata in maniera grossolana ricoprendo l’intera superficie ed unite le scaglie di mandorle.
  • Infornate in forno già caldo, modalità statico, a 180°C per circa 40 min.
  • Il risultato deve essere un crumble bello dorato. Lasciatelo raffreddare bene prima di gustarlo.
banana bread
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Banana Bread al cioccolato e datteri

 

Il gelo dei misfatti di questi giorni ha messo tutti noi di cattivo umore, lasciandoci sconcertati e inermi davanti ad una situazione assurda, giorni che ritroveremo sui libri di storia!

A tratti mi sembra di sentire le parole di mia nonna e di rivivere i suoi racconti di guerra, le fughe, i ripari negli scantinati, gli stenti,  la difficoltà di reperire il cibo, di qui la cultura del risparmio che l’ha accompagnata per tutta una vita, così come il recupero in cucina e il gran senso di adattamento.

Tutte le volte che avrai rimandato qualcosa, ricorda che avrai di certo perso. Cosi mi diceva.

Non fare domani quello che puoi oggi, carpe diem, ora, non un attimo in più.

Gli ultimi eventi ce lo stanno insegnando, NON possiamo permetterci di RIMANDARE!

Questo banana bread è una ricetta del recupero e credo che mia nonna avrebbe apprezzato, lei che davvero non sprecava nulla.

banana breadbanana breadbanana bread

Sogno, voglio sognare di potermi svegliare al mattino, al tepore di casa, sentire che tutto è finito e poter offrire latte caldo, caffè e un pezzo d’amore, una fetta di questa mia colazione  a chi ora non riesce nemmeno più ad immaginarla.

Peace and love

banana bread

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BANANA BREAD al CIOCCOLATO e DATTERI

Il banana bread vi permette di recuperare banane ormai troppo mature, avete presente quelle nere?

Morbida e dolce al punto giusto, gustosa da far desiderare che arrivi presto il momento della colazione o della merenda per farne una bella scorpacciata.

INGREDIENTI

  • 2 Banane mature
  • 240 g di farina per dolci
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 90 ml di olio evo ( delicato)
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1 punta di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 2 uova
  • 5 mandorle
  • 3 noci
  • 8 datteri secchi
  • 100 g di cioccolato fondente a scaglie

PROCEDIMENTO

  • Schiacciate le banane con una forchetta e mettetele in planetaria a sbattere con l’olio, lo zucchero e il sale.
  • Unite le uova e poi tutti gli ingredienti secchi setacciati. Continuate a sbattere gli ingredienti.
  • Denocciolate i datteri, tagliateli a piccoli pezzi, mischiateli nell’impasto insieme alla cioccolata tagliata grossolanamente a pezzi.
  • Mescolate tutto e versate l’impasto in uno stampo da plumcake (ricordate di foderarlo prima).
  • Cospargete sulla superficie del banana bread le mandorle e le noci tagliuzzate e con un coltello fatele andare appena dentro l’impasto.
  • Infornate per i primi 10 min a 190°C in modalità statico e per i successivi ( 20 min. circa) a 180°C senza aprire il forno.
  • La prova dello stecchino vi aiuterà a capire se il vostro banana bread ha raggiunto la cottura ideale.
  • Lasciate raffreddare prima di gustarlo.
paesaggi di neve
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Paesaggi di neve e comfort food

 

Una ricetta semplice e scaldacuore che sono certa vi piacerà. Scenario ispiratore e complici  di questa torta, le cime innevate visitate nei giorni scorsi, i paesaggi freddi e silenziosi, le lunghe passeggiate, i piccoli momenti di brividi al calar del sole e la fatica di discese e risalite. Dopo tutto, chi dopo una bella giornata di neve non desidera riscaldarsi con un buon piatto ricco e caldo?

Per poter realizzare questa ricetta comfort food avrete bisogno di pochi ingredienti, forse le più difficili da trovare saranno proprio le cime di rape ma potete provare a sostituirle con dei broccoli, la ricetta riuscirà ugualmente, ah e non dimenticate di portare a tavola una buona bottiglia di vino.

paesaggi di neve

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Di rientro dalla Sellata, vicino Potenza ci siamo imbattuti in paesaggi meravigliosi, ricchi di pascoli di razza podolica e di tanto in tanto incantati dalla meraviglia di paesini arroccati come Abriola, comune potentino di appena 1400 abitanti.

paesaggi di neve

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Terrina  DI PATATE, CIME DI RAPE E SALSICCIA di PICERNO

Per realizzare questa ricetta ho usato una salsiccia Lucana, quella di Picerno per l’esattezza, l’ho preferita perchè priva del peperone rosso. Per terminare questo piatto ho poi usato una scamorzina affumicata per regalargli un sentore deciso e particolare ma qualsiasi altro formaggio andrà bene, purchè sia filante.

INGREDIENTI

( per 4 persone)

  • 6 Patate grandi a pasta gialla
  • 400 g di Cime di rape (pulite)
  • 1 bicchiere di latte
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 salsiccia di maiale al pepe nero (200 g circa)
  • sale, burro  qb
  • Scamorza affumicata qb

PROCEDIMENTO

  • Fate bollire le patate in acqua salata, sbucciatele e schiacciatele ben bene.
  • Unite, latte tiepido, formaggio ed una noce di burro, lavorate sino a rendere cremoso l’impasto.
  • Versate tutto l’impasto in una terrina creando dei bordi.
  • Mondate le cime di rape e tenetele da parte.
  • In una padella fate scaldare l’aglio, unite la salsiccia e fatela rosolare appena, unite le cime di rape e fate cuocere il tutto per una quindicina di minuti circa. Aggiustate di sale se necessario.
  • Lasciate raffreddare pochi minuti e versate il ripieno nella base di patate e ricoprite con della scamorza affumicata ( anche un atro tipo di formaggio andrà bene).
  • Infornate a 200° C sino a creare una superficie bella colorata.
  • Gustatela ben calda e ancora filante!
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La tavola di Natale e dei ricordi

Il ricordo…

Con il naso sulla finestra appannata non si vedevano che sporadiche macchine passare, in casa nel mentre un tepore e  profumo di cucina ricopriva tutte le stanze. Era il momento del vestito della festa, del cerchietto nuovo con il fiocchetto rosso porpora in velluto, delle tanto desiderate scarpette in vernice blu notte. Un passaggio veloce dal salone per controllare tutti i regali scartati la sera precedente, si faticava ad attendere il mattino di Natale per scoprirli e poi giù, tutti di corsa a vedere l’arrivo dei cuginetti, a mostrar tutte quelle bellezze appena indossate e a scambiarsi i giochi appena ricevuti.

Era Natale, non c’era da scherzare!

Mentre tutto ciò accadeva, eravamo ignari dell’esistenza di un altro mondo, quello delle mamme, degli adulti, coloro che si occupavano dei preparativi lunghi e laboriosi, delle ore trascorse in cucina o a sistemare la tavola che sembrava non finire mai.

Non eravamo mai meno di 20/30 persone per il pranzo di Natale, una tavola lunghissima che occupava tutta la grande sala da pranzo, liberata per l’occasione da alcuni mobili.

Era la mattina, anzi il pranzo del Natale e non c’era da scherzare!

Via libera alle grandi ricamature delle tovaglie stivate nei vecchi cassettoni, l’odore di naftalina e le pieghe segnate da mani che sapevano usare davvero il ferro da stiro. Bicchieri delicati e ricamati anch’essi.

Era Natale, non c’era da scherzare!

I pranzi interminabili, immancabilmente, qualche zio esagerava con il vino e c’era un gran ridere. Infine sulla tavola non restavano che bicchieri unti e semivuoti, gherigli di frutta secca disseminate lungo tutto il tavolo e bucce di arance e mandarini a profumare la sala.

Ultima scena di questo vivido ricordo, la foto rituale di gruppo con la tavola dismessa, un panettone al lastrico e un’infinita e contagiosa allegria.

tavola di natale

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Il Natale a Tavola, oggi come allora

La tavola di Natale oggi come allora, è il fulcro di queste giornate, il momento delle grandi riunioni, degli abbracci e della condivisione.

Da questi ricordi ravvivati da alcune vecchie fotografie, ho voluto ricreare con l’aiuto e i consigli di Alessandra Dani, la tavola da proporvi per questo Natale.

Ed eccovi delle Linee guide per realizzarla

  • Palette, Arancio, rosa, verde
  • Tessuti naturali
  • Elementi decorativi oro
  • Servizio piatti vintage
  • Posate oro
  • Bicchieri con richiami oro e calici dallo stile classico
  • Candele color rosa
  • Centro tavola natura viva, via libera alla vostra arte.

tavola di natale

tavola di natale

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Come ho realizzato questa tavola di Natale

Ho disposto alla base una tovaglia in lino verde abete.

Per creare dinamicità, ho adagiato un po a caso lungo il tavolo, arance e mandarini provvisti delle loro foglie e sistemato di numero dispari dei candelieri in ottone con candele dai toni rosa in diverse nuances.

Come spesso accade, non ho utilizzato stoviglie e tessuti di uno stesso sevizio. Ricordate se mixati con criterio il risultato finale può essere interessante. E’ il caso dei tovaglioli, rosa e in lino anch’essi.

Li ho annodati ( per dare un tocco d’ attualità ) e  disposti alla sinistra della forchetta. Ho scelto delle posate color oro per richiamare dettagli dei bicchieri e dar luce alla tavola. Il servizio di piatti vintage che hanno fatto da fil rouge per la presenza del bordo in oro e dei fiorellini rosa al loro interno.

Ho disposto poi dei bicchieri, tutti di servizi diversi ma con richiami al tema della tavola. Il bicchiere per l’acqua verde con ricami oro, un calice da vino classico e infine delle coppe con bordo oro per le bollicine. Immancabili delle buone bottiglie di vino a rallegrare la giornata.

 

tavola di natale

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Ricreiamo insieme lo stile della tavola dei ricordi di Mariangela, giocando con il rosa, il verde abete e l’oro, per rendere unico il giorno più atteso dell’anno

 

tavola di natale

1. Brocca in vetro di Empoli lavorata a mano, Eligo. / 2. Zuppiera da 12 con coperchio, collezione Oro di Doccia Ginori 1735. /
3. Ghirlanda natalizia artigianale, intrecciata a mano con rami di ginepro fresco Am Flower Fashion Design. / 4. Abbracciaio, candelabro in fusione di alluminio finitura oro metallizzato, design Philippe Stark con Ambroise Maggiar, Kartell. / 5. La tradizione del decoro a cineserie settecentesco, riproposta in questo piatto lavorato a mano della collezione Chinoiserie, Laboratorio Paravicini. / 6. Essenza di abete, legno di guaiaco, muschio, questa l’interpretazione di Diptyque per una profumazione invernale dedicata alle festività. / 7. Coppa da champagne in cristallo sfaccettato soffiato a bocca, Luoise Roe. / 8. Tovaglia in cotone con orlo a giorno su ciascun lato, Zara Home. / 9. Taste, servizio posate 24 pezzi in acciaio inox finitura Mirror PVD Gold, Sambonet. / 10. Tovagliolini Cocktail Time Colors in lino vintage tinto a mano, con bordo in filo colorato a contrasto, Pois a Righe. / 11. Tumbler cilindrico piccolo, in cristallo colorato soffiato a bocca e molato a mano, collezione Tommy, Saint Louis. / 12. Coppia di candele leggermente rastremate con finitura opaca, lunghezza 30 cm. H&M.

 

biscotti alla cannella
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Biscotti alla cannella, il Natale sta arrivando

I biscotti alla cannella, idea per un pomeriggio diverso.

Dei biscotti alla cannella di certo fanno pensare al Natale, il loro profumo così dolce e speziato, la fragranza del burro e l’idea di accompagnarli, al caldo di una coperta, con una tisana arancia e zenzero.

Un desiderio partito da Cecilia che per la prima volta ha voluto ‘ battere l’uovo’ ed io ne ho approfittato di questo suo entusiasmo per realizzare dei biscotti alla cannella da portare l’indomani al mio workshop sulla Tavola di Natale ad Adelfia, una cittadina a pochi Km da Bari, .

Come sempre accade,  realizzare qualcosa in cucina quando nelle vicinanze ci sono dei bambini non è mai cosa semplice. Uno, perchè i tempi si triplicano per la continua richiesta di Io, io,  (se solo glielo permettessi Cecilia farebbe tutto da sola) due, si porca per quattro volte come se si cucinasse per un esercito, tre, per i continui capricci sul voler mangiare impasti crudi e testare esperimenti improbabili per il palato.

Certo è che mentre qualcuno si diverte da matti ( Cecilia e il suo papà) dall’altra parte, c’è chi si pente dopo qualche secondo per averglielo permesso.

Fatto sta che per fortuna con i giusti escamotage, io sono riuscita a lavorare la mia frolla per i  biscotti da offrire alle partecipanti del workshop e Cecilia si è preoccupata di preparare il suo impasto fatto semplicemente di acqua e farina.

 

biscotti cannella

biscotti cannella

 

Tornare a condividere bellezza

Questi 2 anni di chiusura purtroppo ci hanno non solo divisi ma spesso tenuto lontani dal piacere della condivisione e dal creare bellezza e benessere intorno a noi.

Dopo questo lungo periodo di fermo anche dai miei workshop sulle mise en table qualche mese fa mi ha contattato Antonella, una vecchia conoscenza coltivata sui social, proponendomi la volontà ad aprire la sua magnifica casa per un workshop sulla tavola di Natale.

Non mi sono lasciata pregare ed ho colto al volo l’occasione per poter trascorrere un pomeriggio di bellezza e condivisione con lei, Gianna e le sue ospiti.

Come sempre organizzo, durante questi workshop, ho ideato delle piccole proposte di dolci da offrire alle partecipanti poco prima di cominciare, un modo questo per accoglierle al meglio e aver modo di parlare un po per conoscerci in maniera approfondita.

Questi biscotti sono stati parte dei protagonisti della merenda insieme ad una crostata con marmellata di uva, dolcetti alle mandorle ed una torta di fichi e frutta secca, il tutto accompagnato da succhi, caffè e tisane preparate dalla padrona di casa.

biscotti cannella

biscotti cannella

biscotti cannella

Un tavolo che profuma di mediterraneo

Con l’aiuto di Antonella ho pensato di abbellire con tanti agrumi ed una vecchia tovaglietta ricamata il vecchio tavolo in legno, tavolo che avrebbe ospitato la merenda.

Su di esso, ho disposto al centro una bilancia vintage che ho sottratto dalla sua cucina e su di essa ho sistemato in modo sparso mandarini e arance a go go.

Questo è stato il tavolo della merenda che con qualche candela e dei dolcetti  ha fatto la sua bella figura per il benvenuto delle nostre ospiti.

biscotti cannella

biscotti cannella

biscotti cannella

La tavola di Natale

Per la prima volta come non mai ho trovato un po di difficoltà  ad immaginare la tavola che avrei dovuto realizzare per questo workshop.

Uno, perchè non avevo fatto il sopralluogo, due, non conoscevo le stoviglie che avrei usato, tre, avevamo un tavolo fuori misura, lungo e moderno che complicava la mia idea per questa tavola di Natale.

In aiuto (e che aiuto) è intervenuta Gianna, fiorista di Adelfia che si è preoccupata non solo di soddisfare la mia idea di centrotavola ma di superare di gran lunga, con la sua creatività e maestria,  le mie aspettative.

Avendo un tavolo lungo 3,20 mt la mia idea era di realizzare qualcosa di importante al centro di esso e di sistemare ai lati i posti dei commensali con un magnifico servizio vintage di famiglia.

Dopo aver steso una tovaglia verde salvia, abbiamo adagiato al centro una vecchia tovaglia in crochet. Su di essa, Gianna ha sistemato un’alzata vintage e all’interno adagiato del fogliame secco, alternando consistenze e toni.

Un centro tavola che da solo arredava tutta la stanza. Per la realizzazione della tavola, mi sono lasciata guidare dai colori rosa tenui all’interno dei piatti, di qui è partito il tutto. Le candele, dispari dai colori rosa  e dalle diverse tonalità, i tovaglioli seppur diversi dalle tovaglie, li richiamavano per via del tessuto del  dettaglio ricamato su un angolo di essi. I Bicchieri serigrafati alternati a calici da vino attuali e infine delle coppette per l’antipasto e il piattino del pane in vetro goffrato.

Il risultato? Stupefacente a dire delle partecipanti che hanno apprezzato tantissimo, paparazzato all’infinito mostrando gran entusiasmo.

Grazie speciale ad Antonella Costantini, perfetta padrona di casa, Gianna fiorista, tutte le partecipante senza le quali non avremmo vissuto questa esperienza e  alla mia famiglia che come sempre mi sostiene ed aiuta in quel che faccio.

biscotti cannella

biscotti cannella

BISCOTTI ALLA CANNELLA

Di questa esperienza voglio lasciarvi un ricordo, eccovi la ricetta dei biscotti alla cannella.

Per dei buoni biscotti, sono fondamentali gli ingredienti di prima qualità, il burro soprattutto e poi piccoli accorgimenti nel lavorare e far riposare la frolla.

INGREDIENTI

  • 300 G di farina per frolle e biscotti ( molino Pasini )
  • 150 g di burro freddo ( io ho utilizzato Beppino Occelli )
  • 100 g di zucchero a velo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo di allev. a terra, temperatura ambiente ( Parisi )
  • Scorza di un’arancia bio
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

PROCEDIMENTO

  • In una ciotola mettete tutti gli ingredienti , farina, zucchero, uovo, cannella, sale, scorza d’arancia e burro a pezzi.
  • Lavorate velocemente con le dita e impastate sino ad ottenere un panetto omogeneo.
  • Avvolgete la frolla in una pellicola e lasciate riposare in frigo per  2 ore.
  • Prendete le formine che preferite, alberello , stellina, orsetto ecc
  • Stendete l’impasto con mattarello dello spessore di circa mezzo centimetro, aiutandovi con 2 fogli di carta forno o della farina.
  • Tagliate i biscotti con le formine, disponeteli su una teglia e lasciateli riposare in frigo per una decina di minuti prima di infornarli.
  • Accendete il forno a 180 ° C e lasciate cuocere sino a doratura dei biscotti (ogni forno ha i propri tempi, ci vorranno circa 12/15 min)
  • Lasciateli raffreddare prima di servire, potete spolverarci della cannella mescolata con zucchero a velo o gustare senza alcuna finitura.

( Ispirata da una ricetta trovata su ig di Angela)

zucca
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Zucca, olive e peperone crusco

Metti insieme una zucca, delle olive nere e della polvere di peperone crusco et voilà il piatto è bello che pronto!

Ho rispolverato un classico di famiglia che per molto tempo ho snobbato e invece ho dovuto ricredermi.

Un piatto semplice da preparare e molto veloce, dai sapori decisi tipici del sud grazie alla presenza delle olive nostrane e del crusco. Un piatto che può arricchire i vostri secondi magari a base di carne bianca o pesce.

Ad accompagnare il tutto tra un passaggio ed un altro, della musica jazz e un buon calice di vino bianco.

Uno sguardo in stile autunnale anche per la tavola.

Qualche zucca come centrotavola ( meglio se dispari), delle foglie secche, delle noci, delle candele dalle nuances calde.

In verità la mia tavola ha trovato nella sua mise dei contrasti. Ho giocato con toni caldi e freddi, il grigio della tovaglia e i motivi blu dei piatti vintage, il giallo dei tovaglioli in lino che ho annodato e poggiato sui piatti, i bicchieri giallo ocra, in pieno stile vintage quelli d’acqua e un po più moderni i calici per il vino.

zucca

zucca

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zucca

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ZUCCA, OLIVE NERE E CRUSCO

Questo contorno di stagione si abbina perfettamente con della carne bianca, ideale anche con del pesce, ad esempio del baccalà.

La polvere di peperone crusco, ormai la trovate un pochino ovunque nei negozi specializzati o se proprio non riuscite, potete ordinarla online. Nella ricetta ho lasciato il link diretto di accesso ad un’azienda che spedisce in tutta Italia e soprattutto rispetta il disciplinare per la produzione del Peperone di Senise Igp.

INGREDIENTI

  • 400 g di Zucca pulita
  • 2 spicchi di aglio
  • una manciata di olive nere denocciolate ( a sentimento, come direbbe mia nonna)
  • 1 cucchiaio di peperone crusco in polvere ( Mab)
  • Olio evo, sale qb
  • 1 foglia di alloro

PROCEDIMENTO

  • Pulite la zucca, privandola della buccia e dei semi, lavatela e tagliatela a tocchetti piuttosto grandi ( in cottura, la zucca, si disfa appena).
  • In una casseruola versate un giro di olio fatelo scaldare ed unite gli spicchi di aglio in camicia. Unite la zucca a tocchetti, salate e lasciatela scaldare un paio di minuti.
  • Coprite con un coperchio e fatela cuocere il tempo necessario.
  • Con i rebbi di una forchetta controllate la cottura. Non fatela andare oltre, deve risultare morbida ma con il cuore croccante.
  • Unite le olive lasciatele cuocere appena senza coperchio ed aggiungete in fine la polvere di peperone crusco.
  • Serviranno ancora pochissimi minuti affinchè il tutto si amalgami ben bene e pronto per esser servito in tavola.
  • Buon appetito.
zucca e cioccolato
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Torta di zucca e cioccolato fondente

Una zucca riscalda cuore

Il freddo, quello serio, non ha atteso molto per farsi desiderare e come spesso ricorda mia mamma, in un attimo siamo passati dall’indossare il costume, il cappotto!

Un’assenza dal blog lunga quasi un’estate per ritornare con una ricetta che scalda il cuore, un modo questo, per farmi perdonare. E’ bastata una zucca ricevuta in regalo per ridarmi la voglia di preparare qualcosa per voi, una zucca che ha dato nuova atmosfera alla mia cucina, vestendola in perfetto ‘autumn style‘.

I colori caldi della zucca, le lucine delle candele,  il golfino indossato alle prime ore fresche del mattino, la compagnia del caffè caldo e l’attesa di poter gustare una buona fetta di torta alla zucca e cioccolato ancora in forno. Una torta che nella sua semplicità si è resa ricca grazie alle scaglie di cioccolato e alla colata di fondente che ha contrastato il dolce della zucca.

Cecilia, solleticata da questi profumi non ha tardato molto a raggiungermi mezza scalza all’isola della cucina per la sua generosa porzione di torta. A far da cornice, i suoi occhietti ancora assonnati e i ricci scompigliati .

 

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

L’autunno, una credenza di ricordi

Con l’arrivo dell’autunno i miei ricordi volano in un luogo preciso che spesso abitavo da piccola e che tutt’ora è set di alcuni miei sogni.

In questo periodo dell’anno la cantina dei nonni diventava un vero bazar, il luogo più trafficato di tutta la casa. Ci si recava per stivare tutte le preparazioni estive, una serie infinita, ordinata di vasi in vetro contenente ogni ben di Dio, dalla frutta e verdure pronte per il mantenimento stagionale come i gialletti e i pomodori appesi, alle zucche ed le olive che quotidianamente venivano rimestate per non farle ammuffire e condite con sale, alloro e finocchietto.

Insomma un vero e proprio laboratorio della trasformazione.

Ai ripiani alti erano riposti tutti i barattoli delle grandi occasioni, lampascioni sott’olio, l’acinata per i dolci natalizi, i frutti sotto spirito e le melanzane sott’olio, bianche come non so cosa.

I ripiani medi invece erano dedicati a tutti quei prodotti che potevano esser lavorati quotidianamente, come la stagionatura dei pecorini, curati, salati e oleati ben bene. La missione era intrufolarsi in cantina in uno di questi momenti clou per annusare a narici spalancate quel melting pot di profumi.

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

zucca e cioccolato

 

TORTA DI ZUCCA E CIOCCOLATO FONDENTE

Per realizzare questa torta semplice e soffice non vi serviranno molti attrezzi. Un frullatore per tritare la zucca e del resto potrete impastare con un cucchiaio, senza  sbattitori o aggeggi del genere. Troverete un dolce genuino e profumato da consumare a colazione ma perfetto anche per la merenda accompagnato da una buona tisana alle erbe.

La ganache al cioccolato è facoltativa ma trovo che dia uno sprint al dolce di zucca e lo renda davvero completo.

 

INGREDIENTI

  • 280 g di farina per dolci ( io Molino Pasini)
  • 100 g di ricotta
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 150 g di cioccolato fondente a gocce o scaglie
  • 40 g di olio evo delicato
  • 2 uova
  • 300 g di zucca (cruda già pulita)
  • 120 g di zucchero

GUARNIZIONE

  • 200 g di cioccolato fondente
  • 100 g di burro

PREPARAZIONE

  • Come primo step e l’unico più noioso di questa preparazione, tagliate la zucca a pezzi e frullatela in un mixer.
  • Versate la zucca in una coppa ed unite uova e olio e mescolate bene con un cucchiaio in legno.
  • Unite poco per volta farina e lievito setacciate ( io non l’ho fatto ed è venuta bene ugualmente ) e continuate a lavorare.
  • Infine unite la ricotta e lo zucchero e lavorate ancora. Unite le gocce di cioccolato e mescolate.
  • Imburrate uno stampo per torte da 20/22 cm, versateci l’impasto e infornate a 180° C (statico) per circa 40 min. Controllate sempre con lo stecchino e ricordate ogni forno è diverso.
  • Una volta sfornata la torta lasciatela raffreddare completamente prima di versarci una bella ganache al cioccolato.
  • Io in casa avevo solo del burro e l’ho fatto sciogliere a bagnomaria con il cioccolato e l’ho versato sulla torta. Per una resa migliore potreste farlo versando  100 ml di panna liquida calda sul cioccolato a scaglie e aggiungendo una noce di burro.
  • Buon inizio di autunno.

zucca e cioccolato

LIFESTYLE

Terrazze del sud

 

Le terrazze del sud profumano dei fiori che le abitano, di gelsomino, erbe aromatiche e di bucato fresco appena steso al sole.

Le terrazze del sud sono di un bianco accecante, dipinte dalla calce che le rende candide e affascinanti.

Le terrazze del sud sono eleganti come le piante grasse che le adornano, impreziosite nelle ceramiche consunte dal tempo e dalle intemperie.

Che si tratti di un outdoor di città o di campagna, avere uno spazio dove poter consumare le proprie colazioni, pranzi o aperitivi con gli amici è importante che sia ben arredato, di gusto ed essenziale.

Avere uno stile ben definito li rende ancora più piacevoli da abitare.

La mai piccola terrazza, battezzata ormai da un pezzo #41bis, proprio per le sue piccolissime dimensioni, ha tutto il fascino degli ambienti esterni tipici del sud, piccoli e con pochi oggetti che l’arredano, impreziosita dalla leggerezza dei tessuti in lino, da un vecchio catino in ceramica che funge da lavabo, da saponi naturali e candele bianche.

Qui di seguito un piccolo assaggio del mio #41bis, il momento del pranzo e degli scatti di alcuni dettagli che tanto amo.

 

Questi i suggerimenti di stile di Alessandra Dani.

 

Chi di noi in questo momento non sogna un angolo, anche piccolo, dove rifugiarsi
in queste calde sere d’estate? Bastano pochi accorgimenti per ricreare
una tipica atmosfera mediterranea, che vi farà sentire subito in vacanza nel nostro splendido sud!

1. Pamela in rafia color ecrù, diametro 57 cm, Zara Home. / 2. Vestaglia aperta in cotone e lino, maniche ampie e ricami con applicazioni di perline, Zara. / 3. Lanterna in ottone invecchiato, La Redoute. / 4. Linea moderna per la Desert Lounge Chair, realizzata in acciaio tubolare e tessuto in filo di PET da plastica riciclata, è disponibile in quattro pattern diversi, Ferm Living. / 5. Antiche capase e capasoni artigianali, pezzi unici di varie dimensioni da abbinare a piante grasse, linea Pugliavera, Withlove Plants. / 6. Bicchiere da bibita in vetro dall’aria vintage, disponibile in vari colori, collezione Lucca, Bitossi Home. / 7. Aspetto rustico per le posate Uta, dovuto alla martellatura su braci ardenti, qui nella finitura Water Black, Muubs. / 8. Cesto in vimini creato e realizzato a mano da Hilary Burns nel Devon, The New Craftsmen. / 9. Freschissimo il copricuscino in lino 100% a strisce color walnut, dimensioni 50X50 cm, Tine K Home. / 10. Piastrelle artigianali marocchine maiolicate, dimensioni 10,5X10,5 cm., Recuperando. / 11. Piatto piano e fondo di artigianato pugliese, serie Smamriati, color verde ramina, Masseria Le Cerase.

FRAGOLA
FOOD

Crumble di fragole, rosmarino e pistacchi di Stigliano

L’idea del crumble di fragole, nasce da un desiderio ed un’esigenza.

Vale a dire dal desiderio perenne che ho di dolci e l’esigenza di prepararlo molto velocemente.

Sono appena le 7,00 del mattino e in casa regna un silenzio anomalo so anche che durerà poco, motivo per il quale approfitto per preparare questo dolce. Non avrò bisogno di sbattitori, frullatori e arnesi rumorosi così da potermi muovere indisturbata mentre tutti gli altri ancora dormono. Dalla finestra il cielo non sembra mostrare i segni della primavera, tutto grigio questo weekend, al contrario sull’isola di marmo della mia cucina trionfano per colore e profumo delle fragole carnose.

Il desiderio iniziale è quello di gustare una crostata di fragole ma la preparazione del crumble si rivela una valida alternativa, velocissimo, pronto in una manciata di minuti, la frolla non ha bisogno di riposo e tanto meno di esser stesa.

Aggiungo un tocco del tutto personale a questa ricetta, memore di una marmellata preparata anni fa con fragole e rosmarino, replico l’abbinamento che trovo davvero particolare. Pochi passaggi, lenti dove i sensi si attivano e partecipano alla preparazione del dolce. La farina si mescola con lo zucchero e il burro freddo, insieme strofinati dalle dita emanano un dolce profumo. L’acre del succo di limone incontra quello delle fragole tagliate e mischiate all’erbaceo del rosmarino.

Da piccoli desideri sembra che nascano anche piccoli capolavori. Il tempo di girarmi, aggiungere una manciata di pistacchi croccanti e il dolce è pronto per entrare in forno.

I primi rumori si sentono dall’altra parte della casa, lo scorrere dell’acqua e un viso che si lava. In cucina invece il dolce da i suoi segni, dal forno sale un profumo di desiderio, il mio dolce è quasi pronto. Non faccio in tempo a sfornare il mio crumble di fragole che Cecilia mi chiama dalla camera da letto. Tutti svegli in casa, il giorno incalza ma ho il sentore che qualcosa aiuterà a rendere più gioioso un nuovo weekend.

 

fragola

fragola

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CRUMBLE DI FRAGOLE E ROSMARINO

Al crumble ho unito della frutta secca, dei croccantissimi pistacchi che producono in un paesino della mia Basilicata, Stigliano, naturalmente qualsiasi altro pistacchio andrà bene oppure delle scaglie di mandorla o pinoli.

INGREDIENTI

  • 400 g  di fragole Candonga
  • 50 g di farina ( preferite quelle meno raffinate per un risultato più rustico)
  • 40 g di burro
  • una manciata di frutta secca ( pistacchi di Stigliano)
  • un rametto di rosmarino fresco
  • scorza di un limone bio e parte del suo succo
  • 50 g di zucchero muscoavado + un paio di cucchiai per le fragole

PROCEDIMENTO

  • Lavate le fragole e tagliatele in quattro parti.
  • Disponetele in una terrina da forno, unite la scorza del limone e spremetene qualche goccia, unite il rosmarino tritato finemente e lo zucchero grezzo. Mescolate  con le mani.
  • In una ciotola preparate il crumble. Versate la farina, lo zucchero  e unite il burro a pezzi freddo di frigo.
  • Lavoratelo velocemente con i polpastrelli delle dita. Il burro non deve sciogliersi e l’impasto deve risultare sabbioso. Unite per ultimo la frutta secca e versate il tutto sulle fragole.
  • Preriscaldate il forno a 180° C e fate cuocere sino a doratura del crumble. Ci vorranno circa 30 minuti.
  • Lasciate raffreddare appena e poi potrete gustarlo anche accompagnato con dello yogurt o del gelato alla vaniglia.
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