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Tornare a viaggiare e qualche consiglio

Tornare a viaggiare, ecco, tutti ne avremmo bisogno e non parlo solo di chi ha la necessità di dimenticare questo periodo pesante per staccare e riprendere a sognare ma anche dell’altra fetta del paese, quella che ha la necessità di rimettersi in carreggiata e riprendere il proprio business.

Nasce così  l’idea di dare il mio piccolo contributo ad un’Italia che riparte ed ha voglia di qualche suggerimento per viaggiare.

Quale? Il mio naturalmente, quello dettato dal cuore e che senza ombra di dubbio consiglierei ora, sempre e ancora.

Suggerimenti che sapranno condurvi in posti meravigliosi, in piccoli borghi d’Italia che rendono prezioso il nostro bel paese. Le piccole realtà fatte di gente semplice, genuina, lontana dal concetto di turismo di massa ma che sa accogliere con tutte le cure del caso. Le stesse realtà fatte di piccoli imprenditori coraggiosi  che credono nelle proprie radici e a volte tornano per investire rendendo speciale un luogo. Vi condurro’ nel profondo sud, partendo proprio da casa mia, pronti a viaggiare e magari a prender nota?

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 Bernalda, un borgo che fa sognare..

Partire per un viaggio a volte vuol dire cominciare da vicino, da dentro, da quei luoghi che ci hanno visto crescere, perdere e poi ritornare ed è così che questo tour avrà inizio dal mio paese, Bernalda. Un abitato di circa 12.000 persone in provincia di Matera, Basilicata. Situato su una collinetta ad 8 km dalle acque cristalline, dalle spiagge selvagge del mar Jonio e dai resti dell’antica Grecia dell’affascinante Metaponto. Strategica la sua posizione ed io la consiglio sempre per chi decide di venire in vacanza in Basilicata. Mi chiederete perché, semplice! Con lo sguardo rivolto al mare, a sinistra, Bernalda dista meno di 20 km dalla Puglia, dal lato destro circa 30 km dalla Calabria e in direzione nord a due passi dal resto della Basilicata. Siete al centro di tutto e in pochissimi km potrete facilmente raggiungere Matera, Valsinni, Tursi, Craco, Avigliano e tutta la zona di Castelmezzano, Venosa, Pietrapertosa e così via.

Il periodo primaverile, estivo è certamente da prediligere.

Se soggiornate a Bernalda, la vostra giornata tipo potrebbe iniziare con una bella sosta al mare. A soli 8 km troviamo Metaponto, fondata dai coloni Greci nella seconda metà del VII sec. a. C., qui visse Pitagora e fondò una delle sue scuole. E’ una delle più importanti realtà della vecchia Magna Grecia, un luogo intriso di storia e ricco dei suoi resti, dal tempio dedicato a Hera, le Tavole Palatine, al museo archeologico che raccoglie dai reperti preistorici sino a quelli di epoca romana.

Una visita a questi luoghi è d’obbligo.
Metaponto accoglie i suoi ospiti in diverse tipologie di strutture, dai campeggi immersi nella pineta per chi ama la semplicità e vuole avere un contatto più diretto con la natura, ai villaggi e non mancano  lidi attrezzati con la possibilità di ogni servizio, parcheggi, lettini, ombrelloni e soprattutto offre una discreta cucina di pesce restando a due passi dal mare. Per chi predilige il mare selvaggio, spostandosi poco più a sinistra o a destra del lido verso la foce dei due fiumi, il Bradano e il Basento si ha la possibilità di vivere un mare in tutta tranquillità anche in pieno agosto, a questo punto, attrezzatevi di ombrellone, telo mare e acqua fresca e godetevi la pace più assoluta con vista mare  e dune di macchia mediterranea. Dopo una mattinata al mare, una bella passeggiata lungo il corso alberato di palme a Bernalda potrebbe essere la scelta rilassante.

I miei consigli

Chiunque si approcci a questo bel paesino ne resta affascinato. Con il suo bel corso, con i suoi ristorantini che offrono cucina di vario genere, dal pesce, a quella tipica o ricercata, ai panifici e gastronomie locali che offrono prodotti di ottimo artigianato a locali e bar storici, ne avrete di che scegliere.

Siamo all’ora che segue la siesta, probabilmente troverete una bella calura ad accogliervi.

Bene, una sosta all’ Azimut cafè potrebbe aiutare a dissetarvi con una fresca limonata, la vecchia ricetta della famiglia Natale. Spingendovi più in giù, direzione centro storico, sempre su Corso Umberto I potrete imbattervi in gelaterie e quella di Mivà è una miniera di sapori autentici, la vera artigianale, delizie realizzate unicamente con prodotti eccellenti locali e cioccolati selezionati dal sud America, il mio preferito è il gelato dal gusto pistacchio di Stigliano e pane, burro e marmellata, un trionfo per il palato. Alzando gli occhi proprio sopra questa gelateria, potrete ammirare Palazzo Margherita, resort realizzato per volere del regista Francis Ford Coppola. Qui qualche anno fa si è celebrato il matrimonio di sua figlia Sophia e insieme hanno portato alto il nome del mio paese sulle più prestigiose riviste del mondo, tanto che qualcuno  ha definito Bernalda un borgo chic.

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Altra tappa obbligatoria sarà quella di degustare le scorzette di Spinelli, pasticcere campano trapiantato a Bernalda da decenni, ha portato con se questa delizia di biscotto realizzata con pasta di nocciole di Giffoni, che sembra una corteccia di albero, ricoperta di cioccolato fondente croccante. Ci spingiamo verso l’ora dell’aperitivo e allora un buon pezzo di focaccia o panzerotto del Panificio Santa Lucia potrebbe essere la scelta alternativa (ultimamente ha ricevuto il riconoscimento di eccellenza italiana).
Proseguendo nella zona più vecchia vi imbatterete nell’abitato storico del paese, con la sua gente che soprattutto d’estate abita le strade. Qui la vita la si vive più fuori che dentro le case. Non sorprendetevi se passeggiando qualche signora salutandovi vi inviterà in casa propria per degustare qualche preparazione locale. Qui le strade profumano di peperoni al sole, frutta cotta e di fritto,  vive di gente seduta ai balconi incuriosita da passanti ‘frstier‘, di donne che si chiamano da un isolato all’altro per comunicarsi le ultimissime, di anziani ‘mocc’a port ‘che si godono il quieto e lento vivere del paese e di bimbi che giocano rincorrendosi per le viuzze, risultando talvolta eccessivamente chiassosi.

Se capitate in Agosto, imperdibile la festa dedicata al Santo patrono San Bernardino da Siena.
Così procedendo e avendo camminato per via Archita, via Filangeri e dato un’occhiata ed ascoltato la leggenda del palazzo ‘Ammicc, sarete arrivati nell’ampia Piazza di San Bernardino con la sua Chiesa Madre e il castello risalente al periodo normanno. Non mancherete di ammirare palazzotti signorili di fine’800 che si affacciano al centro storico e piccole chiese dislocate nel paese, da quella Madre, al Convento, Santa Lucia e San Gaetano, quella del Carmine e ancora San Donato. Sarà per l’accoglienza della sua gente, per la semplicità dell’abitato, che a Bernalda si soggiorna davvero bene! Lo sanno perfettamente i turisti che ogni anno ci tornano e a volte invidiano questa nostra esistenza lenta ma salutare. La Basilicata resta una delle mete più consigliate negli ultimi anni, proprio per la sua naturale bellezza e per esser terra di nuove scoperte. Ultimamente segnalata da Vogue, tra le cinque mete italiane da non perdere per l’estate 2020.

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Come la maggior parte dei luoghi del sud, anche qui la movida notturna inizia abbastanza tardi, cenare alle 22,00 per poi restare nei locali sino a notte fonda è una vera consuetudine.

Giunto il momento di riposare, le scelte per il vostro alloggio sono diverse. Da case semplici in affitto a graziosi b&b e infine vi segnalo in modo particolare due strutture molto accoglienti.

Entrambe sono in paese ma vi sembrerà di soggiornare fuori dall’abitato e in piena tranquillità. Proprio a due passi dal Corso principale nei pressi del centro storico e della Piazza del Municipio, troverete Borgo San Gaetano, un hotel di charme, con i suoi casalini recuperati. Un glicine secolare e la sua viuzza lastricata di vecchie chianche vi accompagneranno in questa dimora chic. Curata l’accoglienza all’ospite durante tutto il soggiorno, 7 tra dimore e casalini attrezzati di tutti i comfort e arredati con gran gusto, la colazione genuina viene servita con prodotti locali in un ambiente familiare, arredato di lavabo e frigo a vista, proprio per farvi sentire come a casa.

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Appena all’ingresso del paese, in una pace assoluta troverete Hotel Giardino Giamperduto. 12 camere e una luminosa sala per la colazione e il relax, ampi divani, musica di sottofondo, un’angolo libreria e un grande e vecchio camino a vista, . Questa storica masseria ristrutturata, un tempo era il caseificio di famiglia, recuperato e donato al piacere dei suoi ospiti grazie alla volontà della famiglia Montemurro. La sua piscina, l’ampio giardino che inonda di profumo l’aria che si respira e una vista che vi porta sino al mare vi faranno trascorrere pomeriggi romantici e serate rilassanti al canto dei grilli e a fruscio degli olivi secolari. Le camere in stile country , sobrie, arredate da vecchi mobili che ben si sposano con i nuovi di artigianato locale, il tutto mixato con tessuti leggeri dai colori rilassanti che ricordano la terra, il mare e i frutti di questo splendido giardino.

Qualunque sarà la scelta del vostro soggiorno sono più che certa ne rimarrete soddisfatti.

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Se anche per poco avessi solleticato la vostra curiosità e sollevato il desiderio di farvi venire a Bernalda, sarei compiaciuta di esser riuscita in tanto.
Avrei il piacere di conoscervi e potrete contattarmi su Instagram al mio profilo @accadeintavola

Vi lascio con le parole di un lucano doc Rocco Papaleo che proprio in questi giorni è uscito su Vanity Fair, dicendo:

Perché la lucanità vive nella sua geografia, a tratti rigogliosa ed esplicita, a tratti lunare e taciturna, da una parte boschi, vigne, grano, dall’altra occasioni per fare la poesia. La Basilicata è timida, gentile, discreta, interna e per lunghi anni è stata praticamente irraggiungibile. Povera ma bella come la fine degli anni ’50, ricca e polemica come il petrolio, piccola e spaziosa, poco abitata, difficile incontrare una folla.

Buona estate a tutti

Mariangela

Ps. Un ringraziamento speciale a Carolina Lospinoso, Lucana, Bernaldese, sognatrice e fotografa che per questo articolo ha gentilmente prestato  i suoi meravigliosi scatti di Bernalda e Metaponto.

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primavera
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La mia tavola di primavera

La primavera in casa

Non si poteva desiderare che una tavola di primavera per questi giorni di ‘benvenuta normalità’. Dopo un periodo così lungo di chiusura altro non ho desiderato che ricreare

un nuovo look per la casa spostando ed eliminando oggetti che mi appesantivano la vista e rinfrescando tavolini con tessuti nuovi  e vivaci.

Più di tutto ho voluto ricreare al primo appuntamento con la mia famiglia un pranzo leggero che ci permettesse di stare un pò insieme e raccontarci tutto quello lasciato prima del lockdown.

La freschezza dei fiori di questo periodo, lo sbocciare delle rose, soprattutto, mi hanno dato l’idea semplice ed elegante di abbellire la tavola. Se state per realizzare un pranzo e accogliere ospiti  in questo periodo, lasciatevi ispirare dalla bella stagione. Via libera al colore,  alla scelta di qualsiasi fiore anche se di campo, daranno una nota country alla vostra mise en table. Mixate stoviglie importanti e classiche ad oggetti vintage o di uso quotidiano ma soprattutto non frenate la vostra immaginazione, create senza esagerare ed osate anche con stili diversi.

Donerete benessere alla vostra casa, ai vostri occhi e i vostri ospiti si sentiranno ben accolti oltre che coccolati.

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La mia tavola di primavera in quattro mosse

So perfettamente che  non ci vuole molto per ricreare la tavola che sto per proporvi ma vi metto in guardia perché il passo da una tavola chic ad una shock e fuori stile è ad uno schiocco di dita.

  • Primo step, aver in mente la decorazione del centrotavola.
  •  Organizzare la scelta dei tessuti in base al colore del centrotavola che non deve esser necessariamente una tovaglia bensì una runner, delle americane o semplicemente dei tovaglioli se avete un tavolo bello da mostrare.
  •  Scegliere delle stoviglie leggere e non molto decorate.
  •  Organizzare un menu che sia in tema al vostro table setting.

Vi mostro come è nata l’idea della mia tavola di primavera e come l’ho realizzata.

L’ispirazione arriva dall’esterno

Non so voi ma quando arriva la bella stagione io giro sempre con delle forbici da potatura nella borsa e non vi nascondo che quando posso raccolgo qualche fiore, soprattutto se si tratta di rose particolari che sono alla fine della loro fioritura. Ed è stato proprio la vista di rose selvagge in un giardino abbandonato ( variegata di Bologna, Pierre de Ronsard e Royal Copenaghen) che mi ha ispirato la realizzazione della tavola.
Ho puntato tutto sulla semplicità per creare un fil rouge con questi fiori semplici ed eleganti, loro, sono stati il mio punto di partenza.
Dopo di ciò ho scelto una tovaglia in lino lavato, dal colore neutro, un grigio che ha messo in risalto il rosa pallido dei tovaglioli e quello acceso dei fiori. Per donare un senso di naturalezza alla tavola ho scelto di non stirare affatto i tessuti e lasciarli nature.
Dopo aver steso la tovaglia sul tavolo, ho sistemato al centro i fiori in tre semplici vasetti da marmellata, bassi in modo da non ostruire la vista dei commensali fronte posto.
Il resto della mise è venuta da sé, piatti color talpa in ceramica lavorata a mano, piattini e coppette trasparenti e decorati a rintaglio per dar luce e ricchezza al tavolo, posate vintage e dei bicchieri classici a calice hanno fatto il resto.

primavera

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ACQUA ALLE ROSE
Per rendere speciale il tutto ho preparato come benvenuto un acqua profumata alla rose, fresca e dissetante. Per l’occasione di questa tavola di primavera ho sfoggiato delle vecchie coppe in cristallo che nulla hanno a che fare con il resto della mise en table ma insieme al vassoio il legno vintage hanno regalato un’atmosfera d’antan e romantica alla mia tavola. Questa versione di acqua profumata è molto naturale, priva di zuccheri ma se preferite è possibile prepararne una un po’ dolce. A tal proposito vi rimando alla mia ricetta di sciroppo alle rose.

INGREDIENTI
1 Lt di acqua frizzante naturale
5 foglie di menta fresca
20 petali di rose profumate non trattate chimicamente
ghiaccio qb e 2 scorze di 1 limone bio

PROCEDIMENTO
Staccate i petali di rosa e lavateli. Prendete una brocca, versateci l’acqua fresca unite i petali e le foglioline di menta.
Lasciate riposare per tre ore e solo al momento di servire unite i cubetti di ghiaccio le due scorze di limone per gustare in compagnia.

 

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FRAGOLE E CIOCCOLATO
FOOD

Fragole e cioccolato, ecco cosa resta di una torta!

Di fragole e cioccolato..

Se la visione del purgatorio, inferno e paradiso di Dante fosse vera, io son certa, farei parte del girone del golosi.

Lo ammetto, ma probabilmente si sarà già capito, io per i dolci ci vado matta, ma matta per davvero. Avete presente quando state per addentare un bel pezzo di torta e mentre le papille festeggiano, pensate già al prossimo morso e poi ancora al successivo?  E una volta terminato la mente è già proiettata a godere con il secondo pezzo? Ebbene lo so, forse sarei da curare ma di dolci io, non ne ho mai abbastanza!

fragole e cioccolato

Quanto dura la felicità?

La situazione si complica quando si parla di cioccolato, il desiderio si triplica. Non ho mai capito perché ma tutte le cose più buone  e quelle più belle hanno breve durata, qualcuno me lo saprebbe spiegare?

Ad esempio, prendiamo le rose oppure la frutta bella e colorata di stagione, le fragole, perché durano per un periodo così limitato dell’anno? E della primavera, vogliamo parlarne? Perché durare solo poche settimane?

Ricordo che quando ero piccola e desiderosa del mio secondo pezzo di dolce, mia nonna mi suggeriva di mangiarlo piano e a piccolissimi morsi in modo che durasse di più e il mio palato ne godesse più a lungo. Sorrido a quelle occasioni e mi rendo conto che oggi come allora accade la stessa scena. Mi concentro per godermi a piccoli sorsi il bello e l’effimero della vita.

Tutta questa riflessione scaturita in un pomeriggio di fine quarantena dopo kg presi a forza di mangiar dolci e carboidrati e il desiderio persistente di poter mangiare ancora una bella fetta di torta al cioccolato che ha tutto il gusto del peccato e la dolcezza delle fragole di primavera.

Ed eccovi la mia tentazione per non sentirmi sola in questo limbo di goduriosi ;)))

 

fragole e cioccolato

fragole e cioccolato

fragole e cioccolato

fragole e cioccolato

CROSTATA MORBIDA al CIOCCOLATO e FRAGOLE CANDONGA

A proposito di eccellenze Lucane, assaggiando questa fragola, si capisce subito che è speciale, diversa dalle altre. Rosso intenso, forma allungata, gusto e shelf life di oltre 7 giorni dalla raccolta ne sottolineano le differenze. E’ la candonga, una qualità di fragole prodotte in Basilicata, nel Metapontino, dove inverni miti e soleggiati e terreni fertili, la rendono unica, la regina tra le fragole. Per la realizzazione di questa torta ho utilizzato le fragole Candonga dell’azienda primo sole e  lo  stampo furbo di 28 cm.

INGREDIENTI

Per la base

  • 90 g di farina 00
  • 40 g di burro a pezzi morbido
  • 30 g di cioccolato fondente
  • 120 g di zucchero
  • 3 uova bio (temperatura ambiente)
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  •  bagna per dolci a piacere (facoltativo, io limoncello)

Per la farcia

  • 200 g di cioccolato fondente buona qualità
  • 200 g di panna fresca
  • fragole, foglioline di menta e  fettine di limone qb

PROCEDIMENTO

  • Sciogliete il cioccolato in piccoli pezzi con il burro a bagnomaria oppure in microonde, amalgamando di tanto in tanto sino a scioglierlo e lasciate da parte.
  • In una terrina, montate le uova e lo zucchero inserendo un uovo per volta sino a quando il composto diventerà chiaro e bello gonfio. Unite il cioccolato messo da parte ed amalgamate delicatamente.
  •  Setacciate la farina e il lievito ed unitelo al composto. Sbattete con le fruste sino ad amalgamare bene il tutto e accendete il forno a 180°C.
  • Imburrate e infarinate lo stampo furbo di 28 cm, versate l’impasto delicatamente e infornate per circa 30 min. (ogni forno è diverso, per questo controllate la cottura con uno stecchino).
  •  Nel frattempo, lavate le fragole delicatamente e tagliatele verticalmente  in 4 parti. Fate lo stesso con le fettine sottilissime di limone e lasciate da parte.
  •  Mentre la torta cuoce in forno, preparate la ganache facendo scaldare la panna in un pentolino e versandola sul cioccolato a pezzi. Amalgamate il tutto e create una ganache omogenea e lucida.
  • Sfornate la crostata morbida, lasciatela raffreddare, capovolgetela e staccatela dallo stampo.
  •  La torta con il passare delle ore, tenderà ad asciugarsi un po’, potete bagnarla con del liquore oppure delle bagne come più gradite.
  •  Lasciate colare la ganache all’interno della torta sino a colmarla, fatela riposare qualche ora nel frigo.
  • Al momento di servirla guarnitela con le fragole, le fettine di limone e qualche fogliolina di menta fresca.
  •  Conservatela in frigo e copritela per non farla seccare.
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Biscotti integrali alla vaniglia e tanta voglia di normalità

Belle le mattine di primavera, hanno una luce diversa, il sole finalmente ha cambiato la sua rotta ed inizia ad irrompere dentro casa, purtroppo come tutte le cose belle, durerà solo per poche settimane.

Tanta la voglia di rivivere la normalità e cominciare a riprenderci le nostre vite e il nostro passato, volgendogli uno sguardo diverso. Dovremmo aver pure imparato qualcosa da questa balorda vicenda, coronavirus!

Tornando alla tanto desiderata normalità, Il momento della giornata che più attendo, soprattutto adesso in quarantena, è quello della colazione, dove tutti ci vede riuniti a tavola, ognuno con le proprie abitudini e i propri gusti. Ogni mattina di questo ‘maledetto/benedetto‘ periodo hanno il sapore del weekend, un vero lusso, direi!

In questo particolare momento, un po’ come tutti, ho avuto tempo (anche troppo) per poter riapprezzare le vecchie abitudini e riscoprirne alcune ormai dimenticate.

Ho imparato a meditare più a lungo sugli eventi della vita, dandone poco o tanto peso a secondo della loro importanza. Un tempo che ci sta plasmando e mi chiedo quanto durerà se anche una volta ritrovata la tanto desiderata normalità.

Nel frattempo ho anche riscoperto ricette di famiglia dimenticate, custodite in una vecchia agenda di mia mamma. Avete presente le agende anni’70, quelle in simil pelle, dalla carta unta e ingiallita dal tempo, morbida e sottile? Si, proprio quella!

Ho trascorso pomeriggi interi ad interpretare la sua orrenda scrittura  (non se la prenderà per l’offesa, ne è cosciente anche lei;)) e a provare ricette che hanno risvegliato bellissimi ricordi. Di alcune, addirittura, mi son chiesta perché mai non ce le stesse più riproponendo. Una di queste mi ha riportato non solo a teneri ricordi, ma mi ha fatto ritrovare il sapore di un tempo, quando a colazione si mangiavano dei semplici biscotti fatti in casa zuppi di latte.

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Desiderio di una colazione normale

Negli ultimi anni le mie colazioni hanno preso una via diversa da quelle consumate negli anni in cui ero a casa di mammà, yogurt, frutta secca,  torte o plumcake poco zuccherini, caffè a volte cornetti, fette biscottate e marmellata. Voglia di normalità, di colazioni dal sapore d’un tempo ed eccovi spuntare la vecchia ricetta dei biscotti integrali da inzuppo che andavano dritti dritti  nella tazza di latte e miele. Questa ricetta, non ha subito alcuna modifica se non l’aggiunta dei semi di vaniglia che tanto apprezzo nei biscotti. Una ricetta semplice e velocissima da realizzare ma soprattutto buona, tanto che anche Cecilia non ha saputo proprio resistere.

biscotti integrali

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BISCOTTI INTEGRALI VANIGLIA E AGRUMI

INGREDIENTI

  • 500 g di farina integrale bio (Molino Rachello)
  • 100 g di farina di frutta secca a piacere
  • 180 g di zucchero di canna
  • 100 g di latte
  • 1 bustina di lievito per dolci
  •  150 g di olio evo
  •  3 uova
  • scorza di agrumi
  •  1 bacello di vaniglia

PROCEDIMENTO

  •  Scegliete la frutta secca che più vi piace e con un mixer riducetela in farina.
  • Prendete una ciotola capiente e unite le farine, lo zucchero e il lievito, grattugiateci le scorze degli agrumi e unite i semi di vaniglia.
  •  Mescolate il tutto e infine unite i liquidi e impastate sino ad ottenere un bel panetto.
  •  Accendete il forno a 180°C ventilato.
  • Realizzate i biscotti a mano della forma che preferite oppure aiutatevi con un taglia pasta.
  • Disponeteli su una leccarda, spolverate dello zucchero di canna e infornate per cira 20 min.

 

 

lampascioni
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Lampascioni, peperone crusco e mollica, ripartire dalle origini.

Quasi un mese d’assenza, meditazione, nuovi ed entusiasmanti progetti mi hanno tenuto lontana dal blog e non posso negare che anche signora paura e signora ansia hanno fatto la loro parte in questo strano periodo.

Un tempo che ad un tratto sembra essersi allungato più del solito che mi porta a vivere lunghe giornate in case con la mia famiglia e soprattutto mi catapulta in lunghi e profondi pensieri.

Giornate come sospese, piene di riflessioni  mentre le mani sono sempre impegnate se non nella preparazione di qualche pietanza,

sicuramente a sbrigare le tremila faccende domestiche.

In tutto questo, mi sembra di intravedere un disegno preciso, voluto a modificare comportamenti sbagliati, un progetto volto a pulire tutto lo sporco presente sulla della faccia terra, per permettere ai nuovi arrivati e ai nostri figli di vivere un’esistenza più degna e rispettabile.

In un momento di chiusura, i pensieri volteggiano facendo voli pindalici, nella speranza di trovare una risposta e soprattutto una fine. Ma voglio essere positiva e fantasticare su ciò che ora sembra essere impossibile, e lavorare su quando torneremo a viaggiare a riappropiarci delle nostre vite e finalmente a respirare.
grottole

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Basilicata, il tempo sospeso

Riprenderò al più presto la mia rubrica ‘turista un giorno per caso‘, augurandomi di esservi d’ispirazione nella programmazione dei vostri futuri viaggi.

Intanto con gran piacere vi segnalo il progetto di 2 ragazzi che sto seguendo su Instagram , @voiago,  fondatori dell’ #italiadaldivano.  Insieme ad altri travel bloggers, vi porteranno in giro per la  bellissima Italia.

Io invece, partirò da vicino, da molto vicino, dalla mia Basilicata, mi lascerò trasportare dalla sua bella natura fatta di campagna e calanchi, paesini e personaggi dimenticati dal tempo, tornerò a cercare le mie vere origini parlando della gente del posto, scovando nelle loro vite i segreti dei loro trascorsi.

..Grottole

Partendo da Bernalda e percorrendo la Basentana SS 407 per circa 50 Km, in direzione Potenza, costeggerete un paesaggio quasi deserto sino a portarvi a Grottole, paesino di 2000 persone all’anagrafe. Un borgo autentico, tra i più antichi della  Basilicata. Vecchie case e viuzze affiancate le une vicino alle altre fanno da cornice ai resti del castello Sichinulfo e della maestosa e suggestiva chiesa Diruta, rimasta incompiuta e che fu dedicata ai Santi Luca e Giuliano.

Grottole è uno dei comuni compreso nella Riserva di San Giuliano, ha la bellezza dei luoghi semplici caratteristici del meridione che vive purtroppo il pericolo dello spopolamento, appena 300 le persone che lo abitano. Proprio lo scorso anno, Grottole è stato preso in oggetto dal progetto Italian Sabbatical di Airbnb, con l’intenzione di far rivivere il posto grazie al contributo di gente creativa, pronta a fondersi con gli abitanti donandogli nuova linfa. Questo meraviglioso borgo racchiude l’essenza di un’Italia dimenticata e che merita di esser salvata.

Cosiccome merita di esser salvata la sua tradizione gastronomica e a tal proposito, tocca ad una ricetta che viene dal passato, direttamente dalla cucina di famiglia.

lampascioni

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grottole

grottole

lampascioni

LAMPASCIONI, PEPERONE CRUSCO E MOLLICA

I lampascioni sono dei bulbi fanno parte della famiglia della cipolla, prodotto tipico della Basilicata e della Puglia e vengono raccolti rigorosamente a mano.

INGREDIENTI

ricetta per 4 persone

  • 500 g di lampascioni
  •  10 cucchiai di mollica di pane
  •  2 cucchiai di peperone crusco di Senise in polvere (io ho utilizzato quello di Mab)
  • Sale e olio evo qb
  • 2 spicchi di aglio
  • peperoncino piccante qb

PREPARAZIONE

  • Pulite i lampascioni, privandoli della terra e della pellicina esterna.
  • Teneteli in ammollo per qualche ora cambiando l’acqua più volte.
  • Fateli cuocere in abbondante acqua salata per circa 1 ora, cambiate l’acqua e rimetteteli a cuocere per un’altra ora.
  • Scolateli e teneteli da parte. Nel frattempo preparate il condimento.
  • Fate scaldare l’aglio in una padella con olio evo, unite la mollica di pane raffermo e fatela rosolare. Salate appena e poco prima di togliere dal fuoco unite 2 cucchiai di peperone crusco di Senise in polvere. Mescolate lasciando insaporire il tutto.
  • Unite i lampascioni bolliti al condimento di mollica e peperone e servite a tavola con aggiunta di peperoncino piccante a piacere.

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biscotti mandorle e ricotta
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Biscotti di mandorle e ricotta al tempo del corornavirus

Avevo promesso di scrivere questa ricetta di biscotti alle mandorle e ricotta molto tempo fa, quando Cecilia ancora non c’era, quando le giornate trascorrevano spensierate,

lontane dalle preoccupazioni del coronavirus. Un tempo così lontano che quasi non lo ricordo più e non ricordo più nemmeno com’era starsene in giro senza l’uso di mascherine.

Tempi duri questi che ricorderemo per sempre! I nostri figli  li ritroveranno nei libri di storia e leggeranno di quanto dura è stata quella lotta e di chi restò barricato in casa mentre fuori, la primavera  esplodeva.

Una riflessione che non potevo fare a meno di sottolineare, visto che tutti i giorni questo pensiero mi assilla la mente, riflessione doverosa perché questa ricetta che sto per proporvi non cada nella banale considerazione, “ecco non ha altro a cui pensare“.

Vuole essere questo  un modo per distrarci da tutto ciò che sta accadendo, un passatempo per tutte quelle persone che fortunatamente sono in casa lontane dal terribile pensiero di avere un parente in ospedale e dedicarsi con i propri cari a condurre giornate un po’ più spensierate, soprattutto se al fianco di bambini.

Faccio gran difficoltà a pubblicare questo articolo in un momento come questo, dove il resto del mondo sembra bruciare

ma è anche il mio modo per esser vicina ad ognuno di voi che da casa cerca di trascorrere del tempo più velocemente possibile e in quest’occasione ho il modo per proporvi qualcosa di diverso.

biscotti mandorle e ricotta

biscotti mandorle e ricotta

BISCOTTI MANDORLE E RICOTTA

Riflessione sul tempo

Restate a casa e ritrovate tutto quello che scioccamente ci siam fatti togliere dalla vita e dal sistema, ritrovate il tempo, un bene prezioso che non vi verrà mai più restituito.

Cercate in questi giorni di quarantena tutto ciò che la vita frenetica di sempre vi ha vigliaccamente sottratto, riprendetevi ciò che è vostro, il tempo con i vostri cari, le coccole, i discorsi intorno ad un tavolo, le mattine lunghe, lunghissime mentre vi guardate negli occhi con il viso ancora provato dalla notte e con i capelli arruffati.
Il mio piccolo contributo alle vostre mattine in famiglia, alla luce di questi primi raggi di sole primaverili che sembrano urlare, forza, ce la possiamo fare!
Una ricetta soffice, morbidissima dal profumo fresco di mandorle e di rinascita che potrete facilmente realizzare anche con l’aiuto dei più piccoli.

biscotti mandorle e ricotta

biscotti mandorle e ricotta

BISCOTTI SOFFICI ALLE MANDORLE E RICOTTA

Dato il momento storico, questo è il momento di acquistare prodotti italiani, la nostra economia ne ha bisogno e soprattutto i piccoli imprenditori locali. Sosteniamoli acquistando online.

Per questa ricetta ho utilizzato una farina di grani antichi biologica prodotta in Basilicata dall’azienda Milonia che effettua vendita sul proprio sito.

Acquistando da loro e inserendo  il codice Accadeintavola15, potrete ricevere uno sconto speciale del 15%.

INGREDIENTI

  • 120 g di farina semi- integrale di farro- Milonia
  • 80 g di farina di mandorle
  • 280 g di ricotta fresca
  • 100 g di burro
  • 20 ml di latte di mandorla
  • 1 uovo
  • zucchero qb
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere

PROCEDIMENTO

  • In una ciotola versate la ricotta, il latte di mandorla, burro, zucchero e lievito.
  • Unite l’uovo e poco per volta le farine.
  • Lavorate l’impasto con le mani e lasciate riposare in frigo per 30 min.
  • Trascorso il tempo di riposo, infarinate il piano di lavoro, stendete  l’impasto con l’aiuto di un tagliapasta a forma di cerchio, della circonferenza del palmo di una mano.
  • Ripiegate i cerchi  di pasta su se stessi, formando dei triangoli e immergete i biscotti nello zucchero facendo una leggera pressione.
  • Disponeteli  su una teglia con carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 190° C per circa 20 minuti.

biscotti mandorle e ricotta

cavolo
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Ricette del cavolo.

Il Molise, il cavolo e nuovi spunti..

Basta un po’ d’aria fresca, un bel sole che illumina tutto di nuova luce, per far sembrare sia già l’ora della primavera.

Ed è così, borsa sulle spalle, tutto l’occorrente  per Cecilia, occhiali da sole e su in macchina verso una nuova meta,

Il Molise.

Non so voi, ma io sussulto sempre al  pensiero di visitare un posto nuovo, solo l’idea mi crea uno stato di leggera euforia.

Durante il viaggio farnetico e immagino su ciò che mi aspetterà

e lascio sempre che percorrendo il paesaggio, le emozioni creino il viaggio. Non so se ho reso l’idea!

Il viaggio nel viaggio, per terminare  con la sorpresa di ciò che mi attenderà.

E’ davvero così curioso come un viaggio possa solleticare la mente, muovere silenziosamente qualcosa dentro noi

e far nascere nuove idee, spunti da realizzare.

Il Molise, tra le poche regioni in Italia ancora tutta da scoprire, resterà ancora per poco terra vergine per i turisti.

Dopo la grande scoperta di Matera e della Basilicata per gli stranieri, quest’anno è la volta del Molise!

Non sono certo io a dirlo ma il New York Times, che l’ ha nominata tra le 52 mete da visitare assolutamente in questo 2020.

cavolo

cavolo

Primavera anticipata a  Casa tuja

Ad accoglierci in Molise, un sole caldo, un panorama che ci toglie il fiato e mostra tutta la sua grande bellezza, la semplicità, il pascolo allo stato brado,

la campagna e in fondo, dietro le colline, l’azzurro del mare.

Siamo ospiti a Casa tuja, una delle pochissime realtà ricettive di charme nella campagna Molisana, poco fuori Tavenna.

Ad attenderci due bellissime padrone di casa, Nadia e Lorenza sua figlia che subito ci mostra l’orto coltivato dal nonno. Insalate, finocchio, cavolo romanesco, cavolo nero, verza….

un vero trionfo della natura.

Un pranzo consumato all’aperto e tutto il piacere di vivere una giornata davvero come fosse primavera.

Ed ecco come la bellezza di un viaggio ispiri una ricetta da voler preparare al mio rientro.

Pronti a prender nota?

cavolo

cavolo

cavolo

Location: Casa Tuja

Arredi e complementi: Tine K homeAM Living StudioFiorirà un giardino

cavolo

cavolo

cavolo

VELLUTATA DI CAVOLO ROMANESCO e salsa di CAVOLO NERO

Le dosi di questa ricetta sono per 4 persone. La dose della salsa del cavolo nero potrebbe risultare abbondante. In tal caso potrete utilizzarla per condire uno spaghetto il giorno seguente.

INGREDIENTI

  • 1/2 CAVOLO ROMANESCO
  • 1/2 PORRO
  • 2 PATATE
  •  1/2 KG DI CAVOLO NERO
  • OLIO EVO, SALE, PEPE Q.B.
  •  1 SPICCHIO DI AGLIO
  •  3 CUCCHIAI DI PARMIGIANO REGGIANO
  •  2 CUCCHIAI DI PECORINO (IO QUELLO DI MOLITERNO)
  •  FRUTTA SECCA A PIACERE
  •  2 FETTE DI PANE RAFFERMO ( io quello con SEMI DI PAPAVERO e lievito madre di Valeria Plati)
  •  8 FILETTI DI ALICI DEL CANTABRICO ( io quelle Delicius)
  •  4 CUCCHIAI DI RICOTTA FRESCA

PROCEDIMENTO

  • Per prima cosa mondate tutta la verdura e tagliate a pezzi grossolanamente.
  • Fate sbollentare in acqua le foglie di cavolo nero.
  • Lasciate raffreddare e mettetele in un mixer con il parmigiano, pecorino, aglio, frutta secca, una presa di sale e olio. Riducete in salsa. Lasciate da parte.
  •  A parte in una casseruola mettete a cuocere il cavolo romanesco, le patate e il porro in acqua (deve coprire le verdure) e un giro di olio.
  •  Una volta cotte, tenete da parte una tazza di acqua di cottura (potrebbe servire per allungare la consistenza della vellutata) passatele con il mixer ad immersione e aggiustate di sale.
  •  Aggiustate con acqua di cottura secondo vostro piacimento.
  •  Sbriciolate con le mani in modo grossolano le fette di pane e fatele scaldare in un padellino con tre filetti di alici. Mettetele da parte, serviranno per completare il piatto.
  • E’ il momento dell’impiattamento.
  • Prendete delle terrine, versateci la vellutata di cavolo romanesco ancora fumante. Versateci un paio di cucchiai di salsa al cavolo nero, formate delle piccole quenelles di ricotta fresca.
  • Unite anche  le briciole di pane alle alici e per una maggior sapidità unite le alici tagliate in piccoli pezzi. Terminate con un filo di olio evo e del pepe a piacere.

 

 

torta al cioccolato
FOOD

torta al cioccolato imperfetta, come me

L’imperfezione della mia torta cioccolato

“Vedrai, imparerai a fare delle torte al cioccolato, perfette come le mie”.

Questo era ciò che da piccola  mi ripeteva di continuo una mia zia mentre la guardavo destreggiarsi

nella sua bianca cucina con movimenti dolci, veloci e precisi nel preparare la torta al cioccolato più buona che la mia memoria culinaria possa ricordare.

Oltre che buona, quella torta, era molto soffice, alta, cioccolatosa, insomma,

completamente diversa dalle torte che preparavano le mamme negli anni ottanta.

Sarà che zia Lucia era stata per diversi anni in America e aveva portato con sé qualcosa di magico e differente da quella parte di mondo,

ci incantava sempre con le sue preparazioni d’oltre Oceano.

A distanza di anni, quel desiderio di riassaporare un gusto di cioccolato mi è ritornato ed è così che cimentandomi in una ricetta adattata a quella che fu,

mi sono imbattuta anche in una nuova coscienza.

torta al cioccolato

torta al cioccolato

La mia torta poco convenzionale

Sarà anche colpa dei social che mi tartassano di immagini e piatti perfetti, di torte prive di ogni forma di sbavatura, si è svegliato in me la voglia

di realizzare la mia torta al cioccolato, con relative imperfezioni.

Per questa mia ricetta che ha tutto il desiderio di coccola e nulla a che vedere con la maestria da pasticcere, ho voluto prepararla a mia immagine,

quella che in questo periodo più si avvicina alla mia condizione.

Imperfetta come me, ecco come sarà la ricetta di questa torta, stanca ed annoiata di rincorrere a tutti i costi le assenze di sbavature.

Piena, piuttosto di voglia di coccole, come una torta che abbraccia in una giornata piovosa e fredda d’inverno,

il dolce perfetto d’assaporare al tepore di quattro mura familiari in compagnia delle persone che ci fanno star bene.

Mi piace rilassarmi all’idea che per questa volta la forma possa lasciar spazio alla sostanza e vi assicuro che la sostanza di questa torta al cioccolato saprà regalarvi grandi soddisfazioni.

 

torta al cioccolato

torta al cioccolato

torta al cioccolato

torta al cioccolato

torta al cioccolato

TORTA AL CIOCCOLATO RICOTTA E COCCO

Per la realizzazione di questa torta ho utilizzato la tortiera alta 20 cm di Decora ed ho realizzato 2 torte che ho poi sovrapposto

INGREDIENTI

  • 4 UOVA
  • 150 G DI ZUCCHERO
  • 220 ML DI PANNA FRESCA
  • 150 G DI FARINA PER DOLCI LIEVITATI
  • 50 G DI CACAO AMARO IN POLVERE
  •  1 BUSTINA DI LIEVITO per dolci

( gli ingredienti di sopra si riferiscono ad una sola torta. Per realizzarla alta, va considerato il doppio delle dosi)

Per la farcia

  •  400 G DI RICOTTA
  • 100 G DI ZUCCHERO A VELO
  •  200 G DI FARINA DI COCCO

( gli ingredienti si riferiscono per farcire l’intera torta )

Per la ganache

  • 200 ML DI PANNA FRESCA
  • 200 G DI CIOCCOLATO FONDENTE
  •  3 RAMETTI DI ROSMARINO

PROCEDIMENTO

  • Sbattete le uova in una ciotola, unite man mano tutti gli ingredienti, continuando a sbattere con delle fruste elettriche.
  • Unite lo zucchero, poi la panna, la farina, il cacao e per ultimo il lievito per dolci.
  • Scaldate il forno.
  • Imburrate la tortiera, versate il composto e infornate per 40 minuti circa a 180 ° C in forno statico.
  • Ripetete l’operazione per una seconda torta.
  • Nel frattempo, lavorate la ricotta con dello zucchero a velo e 100 g di  farina di cocco e lasciate da parte
  • Uscite dal forno le torte e lasciate raffreddare.
  • Tagliare in 2 le torte e farcire ognuna con uno strato di ricotta e sovrapponetele.
  • In un pentolino a bagnomaria versate la panna e il cioccolato a pezzi e fate sciogliere.
  • Lasciate raffreddare e stendetela su tutta la torta.
  • Ultimate decorando con la farina di cocco e aggiunta di 3 rametti di rosmarino, fissati al contrario sulla torta.

 

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Sognando un tè con il Cappellaio Matto

Chi di voi non ha mai sognato un tè con il Cappellaio Matto? Una tavola imbandita piena di tazze e teiere e l’orologio che segna costantemente le cinque.

«E’ sempre l’ora del tè». . .
Quale pretesto migliore!

Finalmente l’autunno è arrivato, il solstizio d’inverno è dietro l’angolo e, nonostante per il Cappellaio il momento sia sempre quello giusto, non può esserci stagione più adatta per riappropriarsi di questa piacevole abitudine.

Da soli o in compagnia l’allestimento della tavola è fondamentale per un tea party degno di Wonderland, per questo il suggerimento che voglio darvi è quello di riaprire bauli e credenze ormai dimenticati e rispolverare i vecchi servizi della nonna donando loro una seconda vita: teiere e tazze in porcellana, posate in argento, lattiere, zuccheriere, piattini, alzate. . . create un mix & match, aggiungete un pizzico di modernità e il gioco è fatto!

 

Pensiamo ora a come accompagnare il nostro tè. . . Dolce? Salato? Direi entrambi!

Come per ogni afternoon tea che si rispetti dei buoni tramezzini non possono mancare in tavola, potete farcirli con del salmone, con del prosciutto cotto e delle uova, per la parte dolce invece sfoderate pure il vostro cavallo di battaglia, la torta che più amate, quella sfornata ormai tante volte, quella che si avvicina il più possibile al magico equilibrio tra gli ingredienti.

Mariangela in uno degli ultimi post ci ha parlato della sua ricetta perfetta, anch’io ne ho una, è la mia torta preferita, sperimentata negli anni, dosata, cambiata e riprovata fino a raggiungere la consistenza che amo: la mia carrot cake!

LA “MIA” CARROT CAKE

INGREDIENTI

  • 240 G DI FARINA “PRIMITIVA TIPO INTEGRALE” MOLINO PASINI
  • 160 G DI ZUCCHERO DI CANNA
  • UNA BUSTINA DI LIEVITO PER DOLCI
  • 50 G DI MANDORLE TRITATE GROSSOLANAMENTE
  • 240 G DI CAROTE
  • 120 ML DI SUCCO D’ARANCIA + SCORZA GRATTUGIATA
  • 60 ML DI LATTE
  • 60 ML DI OLIO DI SEMI DI GIRASOLE
  • UN CUCCHIAIO DI RUM
  • UN CUCCHIAINO DI CANNELLA IN POLVERE
  • UN PIZZICO DI ZENZERO
  • UN PIZZICO DI SALE

PREPARAZIONE

  • Frullate le carote, precedentemente tagliate a tocchetti, insieme all’olio, al succo di arancia e al latte.
  • Nel frattempo in una ciotola mescolate la farina con il lievito, lo zucchero di canna, la cannella, le mandorle tritate e in ultimo il sale.
  • Unite i due composti, aggiungete anche la scorza grattugiata, il rum e mescolate per amalgamare il tutto, se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto aggiungete un po’ di latte o del succo di arancia.
  • Nel frattempo riscaldate il forno a 180°C, imburrate uno stampo da bundtcake o plumcake e quando è pronto versateci l’impasto, se volete, prima di infornare, cospargete la superficie con zucchero di canna e mandorle a scaglie
  • Infornate e lasciate cuocere per circa 50/60 min. la prova dello stecchino vi aiuterà a capire se la cottura è giusta.
  • Lasciate raffreddare la torta prima di toglierla dallo stampo e servirla.

Per finire, come sempre, qualche suggerimento di stile e visto che il Natale è alle porte, qualche spunto per un’idea regalo. Il Cappellaio Matto vi saluta!

1. Teiera in alluminio martellato che può essere usata anche come bollitore direttamente sui fornelli, capacita circa 1 litro, Nanban /2. Coppa con piede della collezione Madame, ispirata alle atmosfere dei salotti dell’800 francese, in acciaio PVD e base in resina, Sambonet /3. Vassoio Purple Dahlia in legno di betulla laminato, collezione Flora, diam. 38 cm, PATCH NYC  /4. Bellissima la teiera Paeonia Blush color corallo, perfetta per servire il tè con eleganza, Wedgwood /5. Tazza da tè con piattino in porcellana e dettagli oro, disponibile in quattro colori diversi, collezione La Tavola Scomposta, Bitossi Home /6. Spalmino con lama in acciaio inox e manico in legno verniciato, disponibile in sei colori diversi, Opinel /7. Bollitore elettrico estetica anni ’50, Smeg /8. Tèo, cucchiaino per tè in bustina in acciaio inossidabile, collezione Objets-bijoux, la forma trae ispirazione da una foglia curvata, design LUCY.D,  Alessi /9. Tè verde Gunpowder, ottima fonte di antiossidanti, originario della provincia di Zhejiang in Cina, è la tradizionale base del tè alla menta, Kusmi Tea /10. Tea Time è il libro che celebra l’ora del tè attraverso 57 ricette classiche rielaborate in chiave moderna da Csaba dalla Zorza, la guida perfetta per chi vuole avvicinarsi a questo momento in modo elegante e semplice, Guido Tommasi Editore /11. Mug Fedora collezione Hibryd, quando Occidente e Oriente si incontrano, design CTRLZAK, Seletti

biscotti per Natale
FOOD

Biscotti al cioccolato per Natale

Biscotti per Natale? Al cioccolato naturalmente!

Se di ricette per Natale dobbiamo continuare a  parlare, i biscotti al cioccolato dobbiamo preparare!

Sarò sincera con voi, la ricetta in programma per quest’occasione era una golosissima torta al cioccolato, un dolce perfetto per

queste feste da condividere con amici e parenti, ma in quest’ultimo periodo mi riesce un po’ difficile programmare anche

la più ordinaria delle commissioni.

Ormai da sei mesi, la piccola Cecilia occupa la gran parte del mio tempo, lasciandone ben poco per il resto.

Con lei al mio fianco nulla è come prima ed ho imparato a capire come rimediare determinate situazioni e colmare quelle che inizialmente potevano sembrare

dei fallimenti.

Come dire, è fondamentale saper trasformare anche la più disastrosa delle ciambelle ed è così che impossibilitata

dal realizzare questa famosa torta di cui vi parlavo

( prometto di pubblicarla prossimamente in occasione speciale) ho tirato fuori una soluzione niente male.

Le ricette migliori si sa, a volte riescono da errori accidentali o da esperimenti mal riusciti.

Ecco, io sono una testimonial di questa grande leggenda.

biscotti per Natale

biscotti per Natale

Un rimedio agli imprevisti

La base della torta in programma, prevedeva una frolla al cioccolato, ed essendo l’unica parte riuscita a preparare,

ho pensato bene di rimediare realizzandone dei biscotti per Natale. Risultato?

Dei dolcetti perfetti per la colazione  ma anche l’idea carina per un regalo. Degli alberelli realizzati con fave di cacao aromatizzati agli agrumi.

Sono così facili e veloci da preparare che potrete lavorare con i vostri bambini, questi biscotti per Natale si son rivelati un vero successo.

Spianatoia e ingredienti alla mano, pronti a realizzarli?

biscotti per Natale

biscotti per Natale

biscoti per Natale

BISCOTTI AL CIOCCOLATO con fave di cacao

INGREDIENTI

  • 300 G DI FARINA
  • 35 G DI FAVE DI CACAO
  • 200 G DI BURRO
  • 150 G DI ZUCCHERO DI CANNA A VELO
  • 50 G DI UOVA
  •  3 G DI LIEVITO PER DOLCI
  • SCORZA DI UN’ARANCIA BIO.
  • 1 PIZZICO DI SALE

PROCEDIMENTO

  •  Riponete in planetaria farina e burro e fate sabbiare.
  •  Pestate rendendo polvere le fave di cacao.
  •  Unite alla farina e al burRo sabbiati  tutti gli altri ingredienti e continuate a lavorare sino ad ottenere un composto omogeneo.
  • Su due fogli di carta da forno stendete con l’aiuto del matterello la frolla di 3/4 millimetri e lasciate riposare in frigorifero.
  • Trascorsi circa 30 minuti, anche meno, uscite dal frigo.
  • Con un taglia biscotti della forma desiderata, coppate la frolla e adagiate i biscotti su una leccarda con carta forno.
  •  Preriscaldate il forno e cuocete a 180° C per 13 minuti.
  • Terminate con dello zucchero a velo oppure intingendo i biscotti con del cioccolato fuso.
  • Biscotti perfetti per la colazione ma anche per la merenda accompagnato da tisana all’arancia o alle spezie.
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