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FOOD

Il tempo delle mele. Parte II

 

Metti un pomeriggio, gli ultimi tiepidi raggi di sole di un inverno mai arrivato.

Metti la voglia di dolce che mi accompagna da quando ancora non esistevo.

Metti che, in casa come al solito non c’e’ nulla, come se avessero buttato una bomba ( è più facile che il supermercato si sposti da me).

Metti che tra pochissimi mesi saremo già con le chiappe al sole…

Bene!  La decisione da prendere è alquanto ardua. Allora decido! Nessun rimorso, appago subito  il desiderio, non si sa mai cosa potrebbe accadere l’indomani e il rimpianto potrebbe diventare ancora più grande.

Quale momento migliore per dedicarsi del tempo, se non quando tutti sono via e in casa ci siamo solo io, Marvin Gaye di sottofondo e la mia bella cucina! In queste circostanze tutto mi riesce al meglio.

Così tenendo d’occhio alla linea, un’altro alla dispensa pressochè vuota, decido di lanciarmi in un esperimento.

3 mele avvizzite, di cui una rischia di avere dei mostri all’ interno, farina integrale, zucchero di canna ( quello abbonda sempre) e della frutta secca.

Mi diverte sempre sperimentare, mettermi in gioco e vedere di cosa riesce con solo alcuni ingredienti.

La torta di mele, balena per prima nella mia mente, ma decido di cimentarmi in un crumble friabile e profumato.

 Il dolce alle mele è un classico della cucina Italiana e infinite sono le versioni esistenti, ogni famiglia ha la propria ricetta del cuore.

In assenza di burro decido di usare dell’olio di oliva, senza sapere quale sarà il risultato.

E così inizio ad impastare…

 

 

  

 

CRUMBLE DI MELE ALL’OLIO DI OLIVA

 

INGREDIENTI

PER IL CRUMBLE

  • 500 g di farina integrale
  • 18o ml di olio evo
  • 120 g di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 1/ busta di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale ( io, Maldon)

PER IL RIPIENO

  • 3 mele
  • 3 cucchiai di zucchero muscovado
  • scorza e succo di limone non trattato
  • frutta secca, pinoli, noci, mandorle e tutto ciò che la dispensa propone.
  • una manciata di uvetta disidratata
  • 1/2 bicchiere di rum

PROCEDIMENTO

  • Lavate, sbucciate e tagliate le mele a cubotti. Riponetele in una boule, spremeteci del limone, aggiungete lo zucchero muscovado e mettete da parte.
  • In un bicchiere di rum ammollateci l’uvetta disidratata.
  • Accendete il forno a 180° C.
  • Nel frattempo prepariamo la frolla, veloce e facile.
  • Su di una spianatoia versate farina integrale, zucchero, sale e lievito poi olio evo ( consiglio di utilizzare un olio molto delicato altrimenti il forte profumo potrebbe sovrastare quello delle mele)
  • Lavorate il tutto con la punta delle dite sino ad ottenere un composto sabbioso.
  • Aggiungete  le uova e continuate  mantenendo l’impasto sbriociolato.
  • Prendete una teglia per torte, versate il crumble alla base e appiattite con le mani o con il dorso di un cucchiaio sino a creare una base omogenea.
  • Versate il composto di mele con tutta la frutta secca a disposizione  (200 g saranno sufficienti).
  • Scolate l’uvetta, strizzatela leggermente ( il sapore del rum deve restare) e unitela al composto.
  • Cospargete di scorza di limone appena grattugiato e coprite con il restante crumble, lasciandolo a briciole.
  • Infornate, ci vorranno circa 20 min. prima che possiate deliziarvi.
TRAVEL

Roma per strada, attraverso i miei occhi

 

Non scriverò di come arrivare, cosa visitare una volta a Roma, come fossi una turista, piuttosto vi dirò di come questa città, da sempre appare ai miei occhi, di  cosa mi piace e di come viverla per sentirsi parte integrante di essa.

Vi parlerò attraverso le mie immagini di una Roma affascinate, imponente, presuntuosa, illuminata, testarda, coccolona, puzzolente e arrabbiata. Una città abitata da tanti (forse anche troppi ) e allo stesso tempo così solitaria, malinconica e romantica.

Una città vissuta per strada, un posto dai mille volti.

Nemmeno i nostri 10 anni di convivenza  sono serviti a darmi una visione differente da quella che ho oggi. Sentimenti contrastanti ci uniscono, di disagio, legato all’ incapacità di comprenderne la sua enormità  e di fascino, subito per l’indiscutibile bellezza, di un luogo capace di regalare tanto.

I luoghi che realmente ci appartengono sono in grado di farci sentire la nostalgia e la voglia di tornare come se non se ne avesse  mai abbastanza.E infatti è proprio così!Di questa meravigliosa città non se ne ha mai abbastanza, sempre angoli nuovi da scoprire, un pò come vivere tante  città in un ‘ unica città.

 

 

Tutt’ oggi quando ci ritorno provo quel tonfo allo stomaco, pervasa dalla voglia di viverla a piedi proprio come amavo fare quando ci vivevo. Godermi ogni angolo del centro, la sua veracità, semplicità, le urla dei fruttaroli dei mercati che  incitano ad acquistare dai loro coloratissimi banchi di frutta e verdura, pronti con tutta la loro simpatia a dispensare consigli e suggerimenti su cosa cucinare, ai clacson delle auto ferme al semaforo, alla gente della periferia, ai tram e le sue attese interminabili, agli incontri di personaggi alternativi e a volte cupi, sino agli odori di strada misto a cucine multietniche e fragranze della Roma bene, dell’antico e del sudicio.

Ho sempre pensato che per poter conoscere meglio una città  l’ideale fosse viverla per strada.Quasi sempre qui, si gode di un clima mite e di giornate piacevoli da trascorrere all’ aperto.

 

 

 I primi tempi che ci vivevo, una delle mie abitudini era quella di prendere il tram, scendere in centro e buttarmi in mezzo alla folla, lasciavo che mi guidasse fino a ritrovarmi in stradine che non conoscevo. Di volta in volta come ad occhi chiusi mi ritrovavo a scoprire un nuovo angolo della città, in questo modo mi sono innamorata di vico del Fico, via dei Giubbonari, via del Pellegrino, piazzetta Trilussa, via del Governo Vecchio  per non parlare dei quartieri di Monti, Trastevere e Pigneto, tutte zone, che una volta a Roma non si possono non vedere.

Ancora ricordo l’emozione di quando una calda sera di settembre, in giro con degli amici c’imbattemmo in una  piazzetta gremita di gente, di giovani che stavano assaporando anche loro tutto il piacere di quella fetta di città che poi ho scoperto essere Campo dè fiori, uno dei miei luoghi dell’anima.

Gli aperitivi, i colori del mercato della mattina, i suoi mille negozietti, le tante hostarie, l’odore dei fritti, dei forni, e proprio in questa zona è presente uno dei miei posti preferiti, Roscioli.

Fornai da generazioni, ma anche gastronomia, l’olimpo del cibo e del buon vino.Appena si entra, un profumo di salumi, formaggi e di buono ti prende a schiaffi, si resta storditi dal gran numero di formaggi e quant’altro presente.Lungo uno stretto corridoio dall’altra parte del banco salumi, un’imponente scaffalatura contenente bottiglie di vino e un concentrato del meglio dall’Italia e non.

Pur non essendo molto grande, questa gastronomia è davvero accogliente, amo la gente che ci lavora, sempre professionale con mood friendly e  mai scontata.Luogo ideale anche per degustazioni da intenditori da consumare al bancone,  aperitivi, cene easy o semplicemente  perfetto per far la spesa  da portare a casa.

 

 

 

 

Da un annetto circa  in città si vive un’altra realtà di mercato, fatto non solo di bottegai  ma anche di cibo di strada ; Il mercato centrale.

All’interno della stazione Termini, in via Giolitti, proprio dove un tempo sorgeva il luogo del dopolavoro ferroviario, si affiancano, in circa 2000 metri quadri, botteghe di gelato, carne, pesce ,prodotti da forno, cibo vegetariano, sushi, pasta, fritto, hamburgeri, vino, birra e caffè.Non solo è possibile acquistare dai vari banchi.Lungo i corridoi, sotto l’enorme cappa Mazzoniana, realizzata interamente in marmo portoghese (un capolavoro dell’architettura degli anni ’30) sono disposti tavoli dove poter consumare cibo di ogni sorta. Dai supplì gusto miele e guanciale, al gusto di ricotta oppure cioccolato e pere, risotti fritti, zenzero candito ricoperto di cioccolato, ravioli di borragine, burger di legumi con pomodoro fresco, braciola fritta di chianina e tanto altro ancora.

Divenuto luogo d’incontro d’eccellenza per i foodies, ma soprattutto per i viaggiatori in attesa del treno, dalle 7 del mattino sino a mezzanotte un posto che soddisfa tutti i palati.

Restando in zona Termini e sempre sul concetto di street food, (condizione necessaria per chi decide di vivere la città a piedi e vuole mangiar bene), da poco hanno aperto il loro terzo punto vendita in città; Matò .Quando ero studentessa, ricordo che desideravo trovare dei piatti  che non ero in grado di prepararmi e dovevo attendere di rientrare nella mia terra per assaggiarne. Tra questi c’era il famoso panzerotto. Per me impossibile da ricreare.Il nuovo matò street food, che si trova in via xx Settembre n. 41  è in grado di regalarvi queste bontà, dalla focaccia barese alle pucce  ripiene di polpette, oppure di burrata capocollo di Martina e pomodori secchi,  alla tiella di riso patate e cozze e tante altre specialità prettamente pugliesi. Lo stile del locale è del tutto nuovo, fresco e e soprattutto rallegrato dal personale gentilissimo e pieno di entusiamo …Ps. chiedete di Vito;) e dite pure che vi manda Mariangela!

Sono certa che non vi stancherete di percorrere e ripercorrere la città eterna, di tanto in tanto provate ad alzare gli occhi al cielo, Roma gode di una luce particolare, come volesse trapassare gli oggetti, nitida e vivida, rendendo ancor più bello ciò che lo è già. e allieterà ancor più le vostre passeggiate.

 

 

 

FOOD

Le cime di rapa, la burrata e il pane di Matera

 

 

Se dico inverno, subito mi viene in mente camino, fuoco ,casa, copertina,  coccole, pomeriggi in cucina, letture lente e profonde e non ultimo, cibo, vino rosso, carne, salsicce, e cime di rape.

Nella mia memoria storica culinaria, le cime di rape vanno a braccetto con il freddo, anche se devo dire dalle mie parti è facile trovarle anche in altre stagioni.Che si sappia in giro, vivo nella culla delle cime di rape!

Le mie ricette sono sempre un pò così, nascono da quello che più mi piace, da quel che trovo in frigo e da cio’ che ricordo di aver visto nei  vari programmi televisivi, letto su libri di cucina o provato nei vari ristoranti.

Questo delle orecchiette è un piatto molto semplice, incontra tradizione  con qualche intruso che tanto amo, la burrata e il pane.

Nello specifico ho utilizzato il pane di Matera che è una vera delizia, dalla mollica compatta e dalla crosta croccante, quasi friabile, un pane che si conserva perfettamente anche per diversi giorni.

Procederò nella descrizione  della preparazione classica di questa ricetta (che è un must della cucina meridionale) per poi presentare la mia variante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORECCHIETTE CIME DI RAPE, BURRATA E MOLLICA DI PANE

 

 

INGREDIENTI

  • 500  g di cime di rape
  • 350 g di orecchiette fresche
  • 200 g di burrata
  • 200 g di mollica di pane di Matera ( o altro pane)
  • 2 filetti di alici
  • sale ed olio evo qb
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino secco
  • 1 scorza di limone bio

 

PROCEDIMENTO

  • Iniziate a pulire la verdura e tenete da parte solo le parti morbide  e il fiore, sciacquate e nel frattempo portate a bollore l’acqua in un pentolone e aggiungete sale.
  • In una padella versate olio, scaldate lo spicchio di aglio e lo eliminate. Unite le acciughe e le fate sciogliere, unite la mollica sbriciolata e fate rosolare prestando attenzione a non far bruciare…sarà questione di pochi minuti.A cottura ultimata mettete da parte e ripulite la padella.
  • L’acqua bolle? Bene pronti a calar le rape e poco qualche minuto la pasta.Cuocendo insieme pasta e verdura prenderanno più sapore.
  • Utilizzate la padella ripulita, dove avete rosolato la mollica e versateci un filo di olio evo e scaldate il peperoncino.
  • Scolate pasta e rape e le fate insaporire nell’olio e peperoncino.Saltate per pochi minuti e siete pronti per impiattare.
  • In un piatto adagiate la pasta, unite una bella forchettata di burrata ( in assenza di questa anche la ricotta è ottima) e cospargete di abbondante mollica profumata alle acciughe.
  • Ultimate il tutto con una grattata di scorza di limone e sarete pronti per degustare.

 

 

FOOD

Gli ultimi peccati di gola, tortelloni di burrata.

 

In questo periodo i sensi di colpa aumentano a dismisura, ma insalate e consommè dovranno attendere ancora un pò prima di fare il loro ingresso trionfante.

Dopo il 24, il 25 e 26 ci aspettano ancora altri due giorni di cibo very yummy, nel frattempo non lasciamoci affossare dalle angosce e andiamoci giù come le feste comandano.

Il mio suggerimento per la ricetta della fine d’anno è un super tortello che in parte ho rubato dalle mitiche ricette della mia zia Clara, chef della trattoria di famiglia,  La locandiera.

La variante è stata quella di aggiungerci un plus di sapore con un concentrato di porcini. Ricetta vecchia scuola ma con degli ingredienti davvero golosi e interessanti da presentare. Pronti a prender nota?

 

 

 

 

 

 

 

TORTELLONI DI BURRATA E SALSA DI PORCINI

L’ASPETTO PRATICO DI QUESTI TORTELLONI E’ CHE ESSENDO GRANDI POTRETE FARNE DI MENO E IMPIEGARE LA META’ DEL TEMPO RISPETTO AI CLASSICI. POTRETE SERVIRNE TRE O QUATTRO PER OGNI COMMENSALE.

BUON FINE ANNO A TUTTI.

 

INGREDIENTI

IMPASTO:

  • 1/2 KG DI FARINA 00
  • 1/2 KG DI FARINA DI GRANO DURO
  • 7 UOVA
  • ACQUA TIEPIDA QB
  • 1 PIZZICO DI SALE

FARCIA & CO.:

  • 1/2 KG DI BURRATA
  • SALE E PEPE QB
  • 100 ml di LATTE INTERO
  • 100 g di PARMIGIANO REGGIANO 36 mesi
  • 100 G DI FUNGI PORCINI SECCHI
  • MAZZETO DI ERBA CIPOLLINA

 

PROCEDIMENTO

  • APRITE LA BURRATA E PRENDETE SOLO LA PARTE INTERNA LASCIANDO SGOCCIOLARE IN UN COLA PASTA.UNA VOLTA PERSO IL LATTE TAGLIUZZATELA E CONDITE CON PIZZICO DI SALE E PEPE. NEL FRATTEMPO PASSATE ALL’IMPASTO.
  • SU UNA SPIANATOIA CREATE UNA FONTANA CON LE DUE FARINE, IN CIMA  UN CRATERE E UNITE LE UOVA E UNA PRESA DI SALE.
  • CON L’AIUTO DI UNA FORCHETTA SBATTETE LE UOVA E INIZIATE AD INCORPORARE LE FARINE.
  • LAVORATE A MANO L’IMPASTO O SE PREFERITE IN UN ROBOT, INSERENDO PIAN PIANO DELL’ACQUA TIEPIDA.IMPASTATE SINO A RENDERLO COMPATTO.
  • CREATE UN PANETTO E LASCIATE RIPOSARE. P.S. L’IMPASTO NON DEVE RISULTARE MOLTO MORBIDO.
  • PER LA REALIZZAZIONE DEI TORTELLONI  POTETE USARE IL MATTERELLO, SE NE AVETE DIMISTICHEZZA,  ALTRIMENTI CON L’AIUTO DI UNA MACCHINA PER PASTA FRESCA INIZIATE A STENDERE L’IMPASTO A STRISCE.
  • RICORDATE DI COPRIRE IL PANETTO CON UN CANOVACCIO PER NON FARLO ASCIUGARE.
  • POSATE LA STRISCIA DI PASTA SUL RIPIANO E A DISTANZA DI 2 CM DALL’ALTRO METTETE UN CUCCHIAIO DI BURRATA.
  • CON L’AIUTO DI UN COPPAPASTA , TAGLIATE E RICHIUDETE A PANZEROTTO, PRESTANDO ATTENZIONE A FAR USCIRE L’ARIA DAL TORTELLONE .UNA VOLTA CHIUSO, PRENDETE LE DUE ESTREMITA’  E UNITELE.
  • CONTINUATE SINO A TERMINARE TUTTO L’IMPASTO E ADAGIATE I TORTELLONI SU DI UN PIANO CON FARINA IN MODO CHE NON SI UNISCANO.
  • PROCEDIAMO CON LA FINITURA DEL PIATTO CREANDO UNA SALSA AL PARMIGIANO E UNA CREMA DI PORCINI PER RENDERLA PIU’ SAPORITA.
  • IN PENTOLINO FATE SCALDARE LATTE INTERO E PARMIGIANO SINO A RENDERLI UNA SALSA.
  • IN ALTRO PENTOLINO METTETE I FUNGHI PORCINI E UNITE DELL’ACQUA SINO A COLMARLI.PORTATE AD EBOLLIZIONE,  AGGIUNGETE UN PIZZICO DI SALE.TRASCORSI 10 MINUTI,TOGLIETETLI DAL FUOCO E FRULLATELI CON MINIPIMER AGGIUNGENDO UN FILO DI OLIO.METTETE DA PARTE.
  • FATE CUOCERE I TORTELLONI IN ACQUA BOLLENTE SALATA, UNA VOLTA A GALLA, SCOLATELI.PRONTI PER IMPIATTARE.
  • ADAGIATE I TORTELLONI SU UN PIATTO  E SOPRA VERSATECI LA SALSA AL PARMIGIANO E DELLE GOCCE DI SALSA AI PORCINI , FINITE CON DELL’ERBA CIPOLLINA E SERVITE.

 

LIFESTYLE

Il natale a casa di Gabriella

 

Mi chiama la mia amica Gabriella del blog cibus alius e mi chiede: “Cosa ne pensi di darmi una mano a realizzare la tavola di Natale per casa mia?” Il tempo di mettere le scarpe e sono già sotto casa sua.

Invitarmi a queste collaborazioni è come invitarmi a nozze, è sempre spunto per nuove idee, e poi c’è sempre un gran ridere.

La mise en place di casa sua, la rispecchia a pieno, sobria, elegante, tutto è al punto giusto, senza eccessi o fronzoli, ma non per questo  manca di originalità.

Tra un tarallino e l’altro  (che abbiamo usato per il piattino del pane), siamo riuscite a mettere su un’apparecchiatura degna del Natale e attraverso il suo racconto , vi mostro i dettagli per ricrearla anche a casa vostra.

 

 

 

Che il Natale sia la mia festività preferita l’ho già detto. Ormai ci siamo. Le lucine, l’albero, l’atmosfera, tutto è pronto per ricordare quell’antica storia di un bambino di cui tutti conosciamo il finale ma che non ci stancheremo mai di vivere e di raccontare. Ed è cosi che, immersi in questa magica atmosfera, la notte di Natale, riuniamo tutta la famiglia.

Ma dove si riunisce la famiglia? Attorno ad un tavolo, ovviamente. Ed il Natale, con la sua tavola, è il momento che più aspetto con impazienza. Mi piace che sia speciale, curata e che possa comunicare, anche attraverso piccoli dettagli, tutto lo spirito e la gioia di questa festa. E a volte basta davvero poco, un dettaglio, un oggetto, dei fiori, un armonia di luci e colori per dare alla nostra tavola delle feste un mood natalizio davvero chic per stupire i nostri ospiti e ricreare quell’aura di magia che tanto ci piace.

Cominciamo dalla base.

La tovaglia veste la tavola. Cosi ho scelto la mia preferita. Bianca, di lino e ricamata. Piatti e bicchieri quelli, che nella dispensa, aspettano un’occasione speciale per dar sfoggio di se.

 

 

 

Il centrotavola è il cuore della tavola. Deve colpire e conquistare gli ospiti. Per la sua realizzazione abbiamo disposto sul tavolo dei rametti di carrubo alternati a quelli di pino. Tra i rami candele profumate a dare luce e calore e il rosso delle mele a ricordarci che è Natale.

Abbiamo pensato alla disposizione degli invitati e ad un cartoncino di carta pane con su scritto il loro nome. Ciò li farà sentire subito accolti e coccolati.

La mia tavola è pronta. Non so se sia stata d’ ispirazione ma con un pò di  fantasia saprete sicuramente trasmettere alla tavola di Natale il vostro gusto, tutta la vostra personalità ma soprattutto il bene e l’amore che provate per i vostri ospiti.

 

 

 

FOOD

Brownies cioccolatosi per Natale

 

 

Troppo indaffarati in questo periodo vero?

Ultimi acquisti, consegne prima che termini l’anno, commissioni da sbrigare,  tremila cose da fare e il terrore di dimenticare qualcosa.

 

 

 

 

 

Dopo qualche consiglio per la tavola di Natale e qualche piatto da preparare, mi sono lasciata coinvolgere dalla mia amica Gabriella del blog cibusalius

per la preparazione del suo dolce.

Parola d’ordine per quest ricetta: SMART!

E’ fondamentale in questi giorni di grande frenesia alternare a piatti elaborati,  altri d’immediata preparazione.

I brownies, dolci di provenienza Americana, sono una vera leccornia, e sono velocissimi da preparare.

Hanno la caratteristica di avere una crosticina esterna e un impasto morbido e fondente.

Si prestano ad esser decorati come più si preferisce e soprattutto sono tanti gli abbinamenti che si possono fare, dall’aggiunta di caramello, crema alle nocciole, gelato, marmellata ai frutti rossi, panna, creme agli agrumi e tanto più quanto offre la vostra fantasia e golosità.

I nostri,  non hanno avuto il tempo di esser sfornati e fotografati, che subito li abbiam divorati.

 

 

 

 

 

BROWNIES

QUESTI DOLCI POSSONO ESSER CONSERVATI IN FRIGO PER UN PAIO DI GIORNI E POTETE DIVERTIRVI A DARGLI FORME DIVERSE PER RENDERE LA RICETTA ANCOR PIU’ NATALIZIA.NOI LI ABBIAMO TAGLIATI A FORMA DI STELLE E ALCUNI LEGATI CON UN FIOCCO ROSSO.

 

 

INGREDIENTI

  • 130 G DI CIOCCOLATO FONDENTE
  • 230 G DI ZUCCHERO
  • 100 G DI BURRO
  • 100 G DI FARINA
  • 2 UOVA
  • 50 G DI NOCCIOLA

 

PREPARAZIONE

  • In un pentolino mettete cioccolato a pezzi e burro e fate sciogliere a bagno maria.Una volta sciolto,lasciate raffreddare.
  • Nel frattempo con uno sbattitore lavorate uova e zucchero, unite il cioccolato fuso, la farina setacciata e le nocciole tagliate grossolanamente.
  • Amalgamate il tutto.Versate il composto in una teglia ( 20 x 15)  imburrata e infornate a 180° C x circa trenta minuti.
  • Lasciate che si raffreddi e tagliate come meglio preferite prima di servire.

 

LIFESTYLE

Il Natale a casa mia

 

In tutte le occasioni mi piace che si festeggi a casa mia, dai compleanni alle ricorrenze piu’ importanti,

mi gratifica accogliere e far sentire speciali i miei ospiti, curandone dettagli senza tralasciare nulla.

Arredare casa e aggiungere degli elementi decorativi è una delle passioni che accomuna molte donne e

Il Natale, occupa sicuramente un posto speciale nella mia lista.

Preferisco concentrarmi su pochi ma importanti elementi; l’albero prima di tutto, qualche lucina con ghirlanda sul mobile piu’ importante e infine il tavolo da pranzo. Detesto gli addobbi in tutta casa, effetto gran bazar, almeno che il risultato finale sia ultra chic.

Apparecchiare per un giorno così speciale deve avere toni e attenzioni altrettanto speciali.

 

Mi diverto di anno in anno a crearne di diversi senza spendere un patrimonio, anzi utilizzo tutto ciò che trovo in casa e riciclo molti oggetti, dandogli nuova vita, dalle vecchie stoviglie trovate in credenza, a regali ricevuti e mai utilizzati, ma soprattutto sfodero tutta la cristalliera e la

cristalleria, compresi oggetti della nonna. Bandite carte, plastiche o similari..in questi giorni mettete funzione powerful  a lavastoviglie e lavatrici!

 

Se poi, proprio non resistete allo shopping ed avete voglia di vestire la tavola di nuovo, un’alternativa valida è la scelta dei mercatini dell’usato. Per me sono una passione e negli anni ho accumulato una vera e propria fortuna, da vecchi sevizi completi di piatti R. Ginori, posate in argento

stile Inglese a varie ceramiche e antichi tessuti in lino con ricami preziosi. Sarebbe opportuno non svuotare il portafogli tutto d’un colpo, bensì, pensare di acquistare di tanto in tanto durante l’anno.

Poi ci sono siti fantastici dove trovare oggetti carini e scontati come dalani, etsy  per i patiti del vintage e poi ancora  h&m  zara home

Quando si realizza una tavola, è importante giocare con le sovrapposizioni, alternando gli stili delle varie stoviglie che si è deciso di utilizzare, i vari strati di tessuto e diversi colori di una stessa palette, curandosi, di mantenere sempre un fil rouge. E’ fondamentale, quindi partire da un

tema, che può essere il colore, lo stile che si vuol ricreare oppure dall’ atmosfera.

L’idea della mise en place di quest’anno mi è venuta mentre passeggiavo per la campagna con la mia amica di avventure Gabriella, del blog  cibusalius ed è con lei che ho preparato la mia tavola di Natale.

Il mio punto di partenza è stato il verde.

Fondamentale, a questo punto, sarà raccogliere dei piccoli rametti prestando attenzione a non rovinare le piante a non sradicare alberi secolari e soprattutto non dimenticate di chiedere il permesso nel caso in cui la campagna o il giardino fosse di qualche parente o vicino.

 

Sulla base di questo possiamo iniziare.

 

 

Gabriella ha disposto lungo un tavolo rettangolare dei rametti di felce, ha continuato inserendo quelli di carrubo alternadoli di tanto in tanto con quelli di quercia e di pino.

Prestate attenzione a poggiare tutto in maniera equilibrata ,creando dei vuoti e dando una forma che dal centro vada assottigliandosi verso gli estremi.

 

 

 

 

A questo punto ha disposto dei vecchi candelabri in ottone trovati in un mercatino in Provenza e delle palline color oro posizionate qua e là, man mano apparecchiato con piatti di vario stile.

Alla base un piatto shabby, un tovagliolo sui toni aubergine e oro, sopra appoggiato un piattino d’ antipasto di colore blu intenso e oro

e per renderlo visibile,  una piccola ciotola trasparente per eventuali zuppe.

 

 

 

Immancabile piattino del pane (per l’occasione ho preparato dei muffins ai cereali) posate disposte in maniera classica e bicchieri sui toni del verde per richiamare il centrotavola e quelli da vino trasparenti  ed eleganti.

 

 

 

 

La mia tavola è bella che pronta in due semplici mosse e non mi resta che attendere gli ospiti e sapere se vi è piaciuta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOOD

Notte prima di Natale

 

 

 

” No! Non mettere le pantofole, altrimenti ci sentono!”

Scivolavamo dal letto come anguille con il timore di esser sentite nel bel mezzo della notte.Quatte, quatte ci infilavamo nel lungo corridoio, illuminato dalle fioche lucine di un’immenso albero di Natale situato nella grande sala da pranzo.

Era la notte prima del 25 Dicembre, io e mia sorella incuriosite dai regali da scartare l’indomani, ci nascondevamo dietro il divano stile barocco, aspettando che arrivasse Babbo Natale.

Dopo attese estenuanti, mia sorella, morta dal sonno, m’implorava di tornarcene a letto: ” Tanto Babbo Natale ci vede e di qui non passa !”

Ed io più assonnata di lei, con un filo di sconfitta la seguivo in camera.

Mi consolava che di li’ a poco sarebbe  stato mattina e avremmo scartato i tanto attesi regali.

E per fortuna il mattino arrivava!

Tempi un pò più rigidi quelli di una volta, regole ferree, da gestapo direi.

“Niente regali se prima non terminate la colazione!” Rimbombava nella cucina.

Quello era il momento dei dispettini della prima mattina, del latte caldo e delle buone tortine fatta dalla mia mamma.Era un momento dolce e pieno di entusiasmo.

Ricordando questi momenti ho preparato con mia sorella dei panini al cioccolato.Mi piace coccolare la mia famiglia soprattutto nei giorni di festa, quando tutto ha un ritmo più tranquillo e lento.

Potrebbe essere anche  la vostra idea per la colazione della mattina di Natale oppure un regalo da donare ad amici o parenti.

 

 

 

 

 

 

 

PANGOCCIOLI AL CIOCCOLATO

E’ una ricetta che necessita un pò di pazienza avendo diversi momenti di lievitazione.Ma assicuro che sarete soddisfatti e appagati dal loro gusto.Ah!! Suggerisco la doppia dose..

INGREDIENTI

  • 500 G DI FARINA MANITOBA
  • 270 ML DI LATTE
  • 25 G DI LIEVITO DI BIRRA
  • 120 G DI ZUCCHERO
  • 6 G DI SALE
  • 50 G DI BURRO
  • 1 UOVO DA ALLEVAMENTO A TERRA
  • 100 G DI GOCCE DI CIOCCOLATO FONDENTE

PREPARAZIONE

  • Fate intiepidire il  latte e aggiungete il burro.
  • Intanto nella planetaria munita di gancio versate la farina, zucchero, e il sale, fate lavorare.
  • Aggiungete il latte intiepidito e  impastate a velocità bassa.
  • Unite un pò per volta il burro a pezzi e continuate la lavorazione.
  • Una volta creato il panetto, ungete una coppa di olio, riponete l’impasto e fate lievitare, ci vorrà circa un’ora.
  • Trascorso il tempo di lievitazione, su una spianatoia infarinata, stendete l’impasto con matterello, aggiungete le gocce di cioccolato e chiudete a libro.Stendete l’impasto e chiudete nuovamente a libro per 4 volte.
  • Fatta questa operazione ,ricoprite con una pellicolae fate lievitare.
  • Trascorsi 20 minuti, dividete l’impasto in tante parti uguali e formate delle palline.
  • Lasciate lievitare nuovamente prima di infornare a 180° x circa 20 min. e non prima  di aver spennellato dell’uovo su ogni panetto.
  • Fate raffreddare un pò prima di servirli.
FOODLIFESTYLE

natale in compagnia, l’aperitivo

 

Come per ogni festa, il momento dei preparativi e i giorni che la precedono, sono quelli del grande entusiasmo, fermento e voglia di fare.Cucinare per  familiari ed amici è certamente un atto di grande amore ma è altresì  momento di lungo lavoro ed ore trascorse ai fornelli.

Probabilmente sono i giorni in cui mettiamo in mostra le nostre migliori doti culinarie, cercando di sorprendere tutti.

Quale il modo migliore di approcciarsi ai preparativi?

Lasciarsi aiutare!, affinchè anche il dietro le quinte diventi  un momento di divertimento e condivisione.

Per questa ricetta, la cara Gabriella del blog Cibus alius è stata mia complice perfetta. Abbiamo scelto di proporvi una ricetta facile da preparare, ideale per l’ aperitivo oppure per l’antipasto, senza tralasciare il fattore ” wow! “

 

 

 

 

 

 

 

L’aspetto più allettante di questi simpatici fagottini  è che parte della loro preparazione può esser fatta il giorno prima. Potete cuocere le crespelle e tenerle in frigo sino a  12 ore e metter da parte il ripieno già cotto.Al momento di servirle ,dovrete solo assemblarle.

In questo modo avrete più tempo da trascorrere con gli invitati e curare i dettagli  per la mise en place. Preferisco sempre rendere più dinamici pranzi e cene che si prospettano eterni, coinvolgendo gli ospiti, puntando per l’aperitivo ad un angolo buffet dove tutti possano servirsi in

autonomia e creare un momento di comunicazione.

 

 

 

 

 

FAGOTTINI DI MANZO E FUNGHI

Non dimenticate di abbinare una bella bollicina a questo aperitivo/antipasto… un Franciacorta sarà l’ideale.

 

INGREDIENTI

PER LE CRESPELLE ( 6 PORZIONI)

  • 3 UOVA
  • 250 G FARINA 00
  • 500 ML DI LATTE
  • PIZZICO DI SALE
  • BURRO QB

PER LA FARCIA

  • 300 G DI TRITATO DI MANZO
  • 1/2 CIPOLLA , SEDANO E 1 CAROTA
  • 100 DI FUNGHI MISTI
  • FORMAGGIO CREMOSO
  • 1/2 BICCHIERE VINO BIANCO
  • SALE, OLIO evo, PEPE QB
  • SONGINO E ERBA CIPOLLINA PER DECORO

PREPARAZIONE CRESPELLE

  • Il giorno prima preparate le crespelle, iniziando a sbattere le uova in una ciotola aggiungendo latte e sale.Setacciate la farina e unitela al latte e uova senza creare grumi.
  • Formate una pastella  liscia e lasciate riposare per 20 min.
  • Trascorso questo tempo, riscaldate una padella antiaderente  e ungetela di burro.
  • Versare un mestolo della pastella, facendo roteare la padella, creando una crepe.
  • Girate e cuocete da entrambi i lati sino a renderle dorate.
  • Una volta preparate le vostre crespelle potrete riporle in frigo.

PREPARAZIONE FARCIA

  • Anche il ripieno potrà esser preparato il giorno prima.In una casseruola riponete il classico battuto cipolla,sedano e carota e fate stufare con un pò d’olio.
  • Aggiungete il trito di manzo e successivamente i funghi.Fate cuocere e sfumate con del vino.
  • Aggiustate  di sale e pepe e ammorbidite il tutto  se necessario con un mestolo d’ acqua.
  • A cottura ultimata unite il formaggio cremoso e mescolate.Fate raffreddare e riponete in frigo.

PRESENTAZIONE

  • Giunto il momento di presentarli, dovrete prima sbianchire gli steli di erba cipollina che  serviranno per chiudere i fagottini.
  • Riscaldate un pò la farcia in microonde.
  • Prendete una crespella riponete al centro il ripieno (circa un cucchiaio) chiudete a fagotto  e legate con un filo di erba cipollina.
  • In un elegante piatto di portata riponete del songino e adagiate le crespelle che attenderanno solo di esser morse.
FOOD

Il tempo delle mele – parte I –

 

Lo devo ammettere! D’ora in poi non sarà più un segreto. Non ho mai amato le torte di mele e soprattutto quelle mollicce e cariche di frutta.

Al contrario, impazzisco per il profumo che emanano, soprattutto se accompagnate da una abbondante nota di cannella e limone.

Come un pò tutti facciamo, in cucina ci si deve  adattare, ed io ho trovato la giusta soluzione, per appagare la mia golosità, accontentare la famiglia ed eliminare il fattore ” molliccio”.

In quest’avventura, due fantastiche aiutanti si sono rivelate fondamentali per la riuscita della torta, ma soprattutto per le condizioni in cui hanno lasciato la cucina!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 CROSTATA DI FARRO MELE E CANNELLA

La ricetta di questa frolla per me è infallibile. Mia mamma la usa da una vita e io la seguo a ruota 😉

 

INGREDIENTI

  • 500 G DI FARINA DI FARRO
  • 200 G DI BURRO
  • 120 G DI ZUCCHERO A VELO
  • PIZZICO DI SALE
  • 2 UOVA

Per la farcia

  • 3 MELE
  • 1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO DI CANNA E 1 DI ZUCCHERO BIANCO
  • UNA MANCIATA DI UVETTA SULTANINA
  • UNA SPOLVERATA DI CANNELLA IN POLVERE
  • 40 G DI FRUTTA SECCA A PIACERE
  • SUCCO DI 1/2 LIMONE BIO

PROCEDIMENTO

  • LAVORATE SU DI UNA SPIANATOIA O ROBOT LA FARINA CON BURRO FREDDO A PEZZI, SINO A RENDERE IL TUTTO SABBIOSO.
  • AGGIUNGETE IL PIZZICO DI SALE,  LO ZUCCHERO A VELO E CONTINUATE A LAVORARE AGGIUNGENDO LE UOVA.
  • UNA VOLTA CREATO IL PANETTO DI FROLLA, LASCIATELO RIPOSARE IN FRIGO PER 20 MIN.
  • NEL FRATTEMPO LAVATE, SBUCCIATE E FATE A PICCOLI PEZZI LE MELE.
  • METTETELE IN UNA BOULE E AGGIUNGETE I 2 TIPI DI ZUCCHERO, LA CANNELLA, L’UVETTA SULTANINA E IL SUCCO DI MEZZO LIMONE.LAVORATE IL TUTTO.
  • DIVIDETE LA FROLLA IN 2  E STENDETENE UNA PARTE  IN TORTIERA PER CROSTATE.
  • VERSATECI IL COMPOSTO DI MELE E COSPARGETE DI FRUTTA SECCA A PIACIMENTO.
  • ACCENDETE IL FORNO A 180 ° c E ULTIMATE LA CROSTATA CON LA RESTANTE PARTE DI FROLLA DECORANDOLA A PIACIMENTO.
  • INFORNATE! NON CREDO MOLTO AI TEMPI DI COTTURA STANDARDIZZATI, OGNI FORNO HA UNA PROPRIA VITA.CIRCA 20 MIN, QUANDO INIZIATE A SENTIRE L’ODORE, PER ME, VUOL DIRE CHE  E’ PRONTA.

 

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