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FOOD

Il tempo delle mele – parte I –

 

Lo devo ammettere! D’ora in poi non sarà più un segreto. Non ho mai amato le torte di mele e soprattutto quelle mollicce e cariche di frutta.

Al contrario, impazzisco per il profumo che emanano, soprattutto se accompagnate da una abbondante nota di cannella e limone.

Come un pò tutti facciamo, in cucina ci si deve  adattare, ed io ho trovato la giusta soluzione, per appagare la mia golosità, accontentare la famiglia ed eliminare il fattore ” molliccio”.

In quest’avventura, due fantastiche aiutanti si sono rivelate fondamentali per la riuscita della torta, ma soprattutto per le condizioni in cui hanno lasciato la cucina!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 CROSTATA DI FARRO MELE E CANNELLA

La ricetta di questa frolla per me è infallibile. Mia mamma la usa da una vita e io la seguo a ruota 😉

 

INGREDIENTI

  • 500 G DI FARINA DI FARRO
  • 200 G DI BURRO
  • 120 G DI ZUCCHERO A VELO
  • PIZZICO DI SALE
  • 2 UOVA

Per la farcia

  • 3 MELE
  • 1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO DI CANNA E 1 DI ZUCCHERO BIANCO
  • UNA MANCIATA DI UVETTA SULTANINA
  • UNA SPOLVERATA DI CANNELLA IN POLVERE
  • 40 G DI FRUTTA SECCA A PIACERE
  • SUCCO DI 1/2 LIMONE BIO

PROCEDIMENTO

  • LAVORATE SU DI UNA SPIANATOIA O ROBOT LA FARINA CON BURRO FREDDO A PEZZI, SINO A RENDERE IL TUTTO SABBIOSO.
  • AGGIUNGETE IL PIZZICO DI SALE,  LO ZUCCHERO A VELO E CONTINUATE A LAVORARE AGGIUNGENDO LE UOVA.
  • UNA VOLTA CREATO IL PANETTO DI FROLLA, LASCIATELO RIPOSARE IN FRIGO PER 20 MIN.
  • NEL FRATTEMPO LAVATE, SBUCCIATE E FATE A PICCOLI PEZZI LE MELE.
  • METTETELE IN UNA BOULE E AGGIUNGETE I 2 TIPI DI ZUCCHERO, LA CANNELLA, L’UVETTA SULTANINA E IL SUCCO DI MEZZO LIMONE.LAVORATE IL TUTTO.
  • DIVIDETE LA FROLLA IN 2  E STENDETENE UNA PARTE  IN TORTIERA PER CROSTATE.
  • VERSATECI IL COMPOSTO DI MELE E COSPARGETE DI FRUTTA SECCA A PIACIMENTO.
  • ACCENDETE IL FORNO A 180 ° c E ULTIMATE LA CROSTATA CON LA RESTANTE PARTE DI FROLLA DECORANDOLA A PIACIMENTO.
  • INFORNATE! NON CREDO MOLTO AI TEMPI DI COTTURA STANDARDIZZATI, OGNI FORNO HA UNA PROPRIA VITA.CIRCA 20 MIN, QUANDO INIZIATE A SENTIRE L’ODORE, PER ME, VUOL DIRE CHE  E’ PRONTA.

 

FOOD

” Ma che cavolo ti mangi! “

 

 

Beh! Sicuramente non avrò fatto la scoperta dell’acqua calda!

Ma ci vorrebbe più tempo!

Più tempo per se stessi, più tempo da dedicare agli amori, più tempo per ritornare a giocare, soffermarsi e vedere che le cose belle non sono quelle che crediamo, ma quelle che ci fanno stare bene, quelle che ci coccolano senza toccarci e ci comunicano molto più di tante parole.

Ci vorrebbe più tempo per rendersi conto che alla fin fine basta così poco per star bene.

Corri, corri…ma poi, alla fine dove vai?

La cucina mi regala questo tempo, l’orologio si ferma e mi riprendo quello che il vivere a volte mi toglie.

Questa la mia ricettina “ COMFORT FOOD in a COMFORT ZONE “.

Ma che cavolo mi mangio!!”

Provate a farla e poi ci racconteremo!

 

 

 

 

 

VELLUTA DI CAVOLO CON SALMONE AFFUMICATO

Adoro queste ricette, per quanto strano possa sembrare; sono velocissime e facili da preparare.

Io, ho sempre una confezione di buon salmone in frigo,serve sempre anche per un aperitivo dell’ultimo minuto e per le cene dell’ ultimo secondo.

INGREDIENTI

  • 1 CAVOLO
  • 2 PATATE MEDIE A PASTA GIALLA
  •  1 PORRO
  • ACQUA, SALE, OLIO evo E PEPE QB
  • 2 CUCCHIAI DI FORMAGGIO CAPRINO
  • 150 G DI SALMONE AFFUMICATO (BUONA QUALITA’)
  • 100 G DI PANE RAFFERMO
  • ERBA CIPOLLINA

PREPARIAMO

  • Iniziate lavando e tagliando a pezzi grossolani cavolo, patate e porro e metteteli a cuocere in una casseruola con dell’acqua che li sfiori.
  •  Aggiustate di olio, sale, pepe e fate cuocere lentamente.
  • Nel frattempo tostate il pane raffermo e riduceteli a tocchetti e metteteli da parte, serviranno da crostini per la vostra vellutata.
  • Con i rebbi di una forchetta pungete cavolo e patate per controllare che siano cotti.
  • Frullate il tutto con un minipimer  aggiustate eventualmente di sale e siete pronti per servire.
  • Versate la vellutata calda nelle terrine, aggiungendo un pò del formaggio caprino, salmone a pezzi, crostini di pane, dell’erba cipollina e un giro di olio evo.
LIFESTYLE

Olivarum

Troppe volte accade di non riuscire a fare ciò che si vorrebbe, vuoi per il lavoro, vuoi per i troppi impegni. Tante le frustrazioni che ne seguono.

Rimandavo da anni il desiderio e il piacere di trascorrere una giornata in piena campagna,  di avere un contatto diretto con la natura e la curiosità di vivere un’ avventura  con essa.

Quando mi si è presentata la proposta  di prender parte all’ esperienza ‘ Olivarum’ non ho esitato un momento. Responso, immediatamente positivo!

 L’ iniziativa ha coinvolto turisti e stranieri che soggiornano in Basilicata, non ultima gente locale e bambini. Li ha visti tutti protagonisti di giornate inconsuete e piene d’entusiasmo.

 Un’avventura che ha reso partecipi tutti in maniera diretta facendo riscoprire antichi mestieri,  tradizioni legate alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio.

 

 

 

 

Sabato, ore 9,00, tutti pronti!

Appuntamento a Borgo San Gaetano. Ad accoglierci, in un viottolo lastricato di chianche calcaree, un glicine secolare di  rara bellezza e gli ospitali  padroni di casa, Noemi e Gianluigi.

Dopo una ricca colazione a base di crostate con marmellata, frutta fresca ,biscotti e altre prelibatezze locali, ci siamo mossi come squadre di veri lavoratori alla volta della campagna Lucana.

 

 

Grazie alla presenza di un maestro di quest’arte siamo riusciti ad individuare gli ulivi piu’ interessanti, a scoprirne segreti, grado di maturazione del frutto , leggende sulla perfetta raccolta e soprattutto ottime dritte per riuscire a tirar giu’ almeno 3 quintali di olive.

Attrezzi di ogni sorta ci hanno aiutato in questo che si è rivelato essere davvero un duro lavoro.

 

 

 

 

 

 

E poi si sa, dopo la fatica, la gratificazione!

Sarà perché il sole riscaldava come fosse ancora settembre, sara’ che la campagna (come dicono) mette appetito, sarà perché il picnic super chic era davvero all’altezza, anzi superando ogni aspettativa, ci siamo letteralmente fiondati su un banchetto d’altri tempi.

Direttamente per terra su di una tovaglia a quadri, il ben di Dio..frittate, peperoni, olive fritte, ciambotta, focacce,  pane, taralli e vino.

Momento di convivio, risate, scambi di battute e racconti di un tempo passato. La ripresa della raccolta ci ha visto un po’ tutti provati, solo i più duri hanno tenuto sino al calar del sole. La fatica ci ha rimandati  dritto nelle nostre confortevoli stanze.

 

 

 

 

Domenica, ore 11,00. Tutti, più o meno pronti.

La giornata, fortunatamente, ancora baciata da un gran bel sole.

Questa volta appuntamento direttamente in frantoio di ultima generazione.

L’intera mattinata  (se di mattina si può parlare visto l’orario!) tutta dedicata alla parte tecnica e alla produzione dell’olio.

Non nascondo l’emozione provata nel vedere in fila ad altri cassettoni quello che era il frutto della nostra fatica e che di li a poco sarebbe diventato oro verde.

Un profumo inebriante, di fresco, pulito, fragrante, di pane e pomodoro, di olio. Tutti trepidanti per l’attesa.

La presenza dell’agronomo ha permesso a tutti di comprendere tecniche diverse di produzione, dell’importanza della molitura a freddo e di tutto ciò che è legato alla riuscita di un olio perfetto. Abbiamo imparato le differenze tra le varie macchine, cenni di degustazione….e come riconoscere un buono e un cattivo prodotto.

Veder scorrere l’olio (il nostro olio) appena molito, mi ha subito portato indietro nel tempo, alla mia infanzia, di quando lo facevamo in famiglia, un vero e proprio rito.

 

 

 

Questa bellissima esperienza mi ha riportata bambina per un attimo e ridato sensazioni che avevo rimosso.

Epilogo di queste bellissime giornate en plein air è avvenuto nella magica cornice di Hotel Giardino Giamperduto.

 Gli ulivi secolari, il tipico venticello autunnale, il giardino incantato, lo sfondo di un panorama di campagna Lucana e un enorme tavolo centenario hanno accolto questa allegra compagnia.

Cosi si è conclusa questa esperienza, che personalmente mi trova arricchita e mi rimanda sicuramente al prossimo anno.

 

Mariangela

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