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Arriva l’estate, il momento di riposare, di lasciare i pensieri sul comodino di casa in città e liberarsi di pressioni, stress, stanchezza accumulate durante tutto l’anno e dedicare del tempo a se stessi e alle persone a noi vicine.
L’estate e le vacanze devono permettere di rigenerarci, regalarci emozioni, accrescere la nostra cultura e farci  trovare nuove energie da riutilizzare una volta rientrati.

Proprio l’altro giorno, discorrendo sul tema viaggio, con un cliente francese, in ferie con sua moglie, mi faceva notare del suo piacere di far riposo durante un viaggio e sottolineava le differenti tipologie di vacanziere, dividendole in due categorie.
Avete mai riflettuto a quanti modi esistono di far vacanza?

Mi parlava di quella “da turista“, dove tutti visitano tutto ciò che c’è da scoprire di un luogo, coloro che frequentano i posti più cool a tutti i costi anche se super affollati, quelli che si fanno prendere dalle guide, che seguono alla lettera ciò che gli è stato suggerito senza prendersi cura del proprio piacere di vivere un viaggio e di decidere alla giornata secondo propria emozione. L’altro tipo di vacanza è quella del “viaggiatore“, un’azione più lenta e meditativa, svolta in luoghi meno conosciuti, dove vivere una comunità nei mercati, per le strade, nelle botteghe ha la priorità, dove conoscere la gente comune e i suoi racconti
ha un suo perché, dove imboscarsi nel retro di una bettola per assaggiare quello che gli altri non mangiano ha un’emozione
che nessun  ristorante può regalarti.

Per farla breve Joseph si riferiva ad un viaggiare cosciente, sano, autentico, alternativo che va oltre il conoscere mare e bellezze.

Addentrarsi nel mood e nel vivo della cultura di un popolo viene prima di ogni cosa perché sa regalare
il vero sapore del vivere l’altro.

Bene! Dopo questa piccola prefazione sulle differenze del viaggiare, mi soffermerò sul raccontarvi la mia.

Non so voi, ma io vado sempre in crisi al momento di programmarne una.

A) sempre troppo pochi i giorni a disposizione.

B) tremila posti nuovi da voler visitare.

C) e non meno importante la parte economica da tenere sott’occhio.

Così mi ritrovo a dover scegliere in una rosa di posti davvero limitata. La fortuna vuole che vivo a due passi da una regione che regala grandi bellezze e in meno di un’ora di strada sono come alle Maldive.

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Puglia terra del viaggio

Puglia e Salento negli ultimi decenni sono meta per turisti di tutto il mondo, in modo particolare la costa,
proprio per la presenza del mare cristallino, sabbie bianchissime, lidi alla moda, relais e masserie di gran charme.

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Ancora una volta, mi sono lasciata trasportare dal sentimento per questo viaggetto e il cuore mi ha portato in un luogo magico.
A pochi km da Manduria in provincia di Taranto è possibile vivere le spiagge paradisiache di Campomarino  e San Pietro in Bevagna, lingue bianchissime di sabbia lasciano alle spalle una macchia mediterranea dai colori che virano dal verde scuro al brillante e in altri punti rocce che riflettono la luce. Se siete da queste parti non preoccupatevi di lettini, ombrelloni e quant’altro, mare e natura sono talmente belli che vorrete restare in acqua per bagni lunghissimi oppure godervi il paesaggio facendo camminate rigeneranti per la vista e per il corpo.

Addentrarsi nei paesini limitrofi come Sava, San Pancrazio, Fragagnano, Avetrana può riservarvi delle grandi sorprese,
come ritrovare degli anziani che alle 17 del pomeriggio siano per strada a giocare o a sorseggiare un bicchiere di buon primitivo e che, chiedendogli indicazioni stradali, vi conducano in casa loro per farvi assaporare quel famoso nettare
che loro stessi hanno prodotto.

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Come per gran parte della Puglia anche questa zona gode di una campagna selvaggia e nel bel mezzo di questa natura
nasce una masseria che volutamente ho scelto di visitare.

Da qui parte il mio viaggio, fatto di  un luogo, si tra i più ricercati, ma soprattutto carico di semplicità e bellezza
della gente che lo abita, fatto di racconti, confidenze, emozioni e autenticità.

Lascerò spazio alle mie immagini per raccontarvi del mio viaggio.

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Soggiornare a Masseria Potenti, essere accolti dalla travolgente Maria Grazia, da sua figlia Chiara e il marito,
non è un semplice benvenuto. Da loro si entra a far parte di una famiglia dove ogni angolo più nascosto della masseria viene vissuto e condiviso da tutti. La cucina non è luogo fatto solo di cibo, bensì contenitore di storie e di insegnamenti
di ricette della tradizione pugliese.

Si respira aria di genuinità, semplicità, ogni dettaglio ricercato e voluto. Oggetti ed enormi mobili della tradizione Salentina vestono l’intera masseria, gli arredi degli interni si prolungano all’esterno, antichi materassi diventano sedute, vecchie gabbie accolgono fiori di campo e ortaggi raccolti personalmente da Chiara e Maria Grazia. Gli occhi si perdono, non sanno dove guardare, ogni angolo racconta una storia, la storia di questa famiglia e il segno indelebile del passaggio dei loro ospiti.

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LIFESTYLE

Sentirsi a casa

 

Sentirsi a casa, i posti del cuore.

Quelli in cui, ovunque siano, ritroviamo una parte di noi e ci fanno sentire subito a casa, anche a chilometri
e chilometri di distanza. Quelli in cui l’accoglienza, la cura e l’attenzione per il dettaglio, i colori, le tonalità e i materiali,
creano quell’atmosfera così intima e giusta che arriva dritta al cuore, da cui poi è difficile allontanarsi.

Riuscire a riunire tutto questo in uno stile è un’arte e di quest’arte Irene Berni ne è ben fornita.

Con il suo Valdirose, un b&b alle porte di Firenze, dove lei e il marito Paolo ricevono con grande accortezza i propri ospiti,
Irene ha creato oltre a un luogo del cuore anche un modo di essere e di vivere, fatto di atmosfere di altri tempi,
vecchi oggetti recuperati, legni shabby, colori pastello, cotoni grezzi, lino e fiori, tanti fiori di campo…

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Il suo stile è inconfondibile, anche se in continua evoluzione, anche nel perfetto disordine che spesso regna sul bancone
della veranda, vera anima di questo luogo speciale, tra fiori appena recisi, rami secchi, bacche, candele consumate.
Irene è nata proprio qui, al Valdirose, e qui si sente ancora “a casa”, ed è proprio questa l’atmosfera
che vi invitiamo a respirare e ricreare attraverso i nostri piccoli consigli di stile.

Il profumo di una torta appena sfornata farà il resto!

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1. Lanterna in metallo ramato, Maisons du Monde /2. Copricuscino in cotone a righe, H&M Home /3. Piatto in ceramica della linea Rose, con foliage grafico rosa, Bitossi Home /4. Tovaglioli in lino grezzo, tagliati cuciti e tinti a mano in molteplici tonalità e sfumature, HUE Table Stories /5. Paletta Osaka in ferro galvanizzato, praticamente indistruttibile, Nanban /
6. Numeri e corona in lamiera di ferro industriale arrugginita in modo naturale, Archie and Me /7. Sedia da giardino con braccioli, collezione Palissade, in acciaio verniciato a polvere nel colore verde oliva. Design Ronan e Erwan Bouroullec, HAY /
8. Grembiule Bon in lino froissé tinto in capo, Society Limonta /9. Mortaio genovese in marmo bianco di Carrara, Marmolove /10. Caffettiera espresso Lady Anne, in alluminio con finitura stone washed e pomolo decorativo
in bachelite. Design Lara Caffi, KnIndustrie /11. Marjorie Taylor e Kendall Smith Franchini, madre e figlia, co-fondatrici
della omonima celebre scuola di cucina di Beaune, hanno da poco pubblicato il loro primo libro The Cook’s Atelierun viaggio attraverso le ricette, il cibo e le relazioni con i piccoli produttori della Borgogna /12. Cocotte ovale Evolution in ghisa smaltata chiffon pink, ideale per arrosti, verdure, risotti, pane e mille altre ricette, Le Creuset

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FOODLIFESTYLE

Un caldo pomeriggio d’estate..torta all’olio, cioccolato e rosmarino

 

Un caldo pomeriggio d’estate, una canzone nell’aria ed un unico desiderio, un dolce all’ombra di un albero.

Le vecchie cementine scottano, scappo di casa…alla ricerca di un paradiso refrigerato che mi arrechi un leggero benessere.

Ed eccomi fuori tra il canto assordante delle cicale, un caldo sole di giugno e gli odori delle strade misto tra caffè, marmellate che cuociono, terra che arde.Intorno il silenzio, le mie voglie di dolce,  le mie mani che con fatica preparano una rustica merenda.

La farina, il cioccolato, l’olio che scivola via, una pianta di rosmarino ed è subito torta. Poi finalmente il tramonto, le cicale ancora in sottofondo,  un leggero venticello, il rumore delle foglie e le rondini, il sole un lontano miraggio, tutto si tinge di rosa, leggero e finalmente al fresco di un ulivo, la mia meritata fetta di torta, olio, cioccolato, rosmarino…e quella canzone che ancora mi suona nelle orecchie, che mi ricorda di te, mi riporta da te…

“..la neve coprirà tutte le cose e forse un pò di pace tornerà.

Estate!

Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore, l’estate che ha creato il nostro amore per farmi poi morire di dolore… odio l’estate …odio l’estate…”

 

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TORTA AL ROSMARINO, CIOCCOLATO E OLIO EVO

Questa torta  semplicissima da preparare, non avrete bisogno di sbattittori e alcun aggeggio infernale, la si può preparare ovunque e velocemente.

Suggerisco di utilizzare un olio piuttosto delicato.

 

INGREDIENTI

  • 200 G di farina per torte ( io, Lievitati di Molino Pasini)
  • 80 g di farina di farro
  • 190 g di latte
  • 3 uova
  • 180 g di cioccolato fondente
  • 100 g di zucchero di canna
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 170 ml di olio evo delicato
  • 2 rametti di rosmarino fresco
  • un pizzico di sale

PROCEDIMENTO

  • Sciacquate e asciugate il rosmarino.In pentolino fate riscaldare l’olio prestate attenzione a non far friggere.
  • Immergete il rosmarino ( preferibilmente sminuzzato) in modo che con il calore dell’ olio si liberino gli oli essenziali.Lasciate raffreddare.
  • Nel frattempo in una ciotola mischiate tutti gli ingredienti secchi.
  • A parte in altra ciotola sbattete latte e uova.
  • Ad olio raffreddato, eliminate i rametti con un passino e versatelo a filo nel composto liquido e mescolate.
  • A questo punto potete unire il composto liquido in quello secco e amalgamare eliminando i grumi.
  • Preriscaldate il forno a 180° C.
  • Unite il cioccolato a pezzi nell’impasto e mischiate.
  • In teglia da forno imburrata oppure rivestita di carta forno, versate l’impasto e infornate.
  • Avrete bisogno di circa 45 min. prima che sia pronta, ma come sapete la prova dello stecchino è sempre valida.

 

FOODLIFESTYLE

Il rosolio dei ricordi, il Nespolino

 

Il nespolino,  è il rosolio dei ricordi.

Vi capita mai che una canzone vi piaccia talmente tanto che l’ascoltate, la riascoltate e ancora,  ancora, ancora,  sino allo sfinimento? Alcuni profumi sono come queste canzoni per me, li annusi e li riannusi sino a non sentire più nulla.

La prima volta che ho provato il nespolino ero da una mia zia di Roma e subito me e sono innamorata. In generale non impazzisco per i liquorini e rosoli, proprio per la loro natura molto dolce, ma di questo devo dire che il profumo mi ha colpito prima di tutto a tal punto che a volte scappa il secondo assaggio.

Il nespolino riattiva la mia memoria storica, di profumo al latte di mandorla, orzata, dei dolcetti madeleins, profuma di fresco, dolce, d’estate, sa di buono, soprattutto se ghiacciato.E’ un perfetto dopo pasto, servito freddo, bevuto in compagnia nelle calde serate estive.

Ne sanno qualcosa i clienti della trattoria di famiglia, che tanto lo amano. Il periodo perfetto per realizzarlo è proprio ora che il frutto è ben maturo e il nocciolo è pronto per la macerazione.

Questa la mia prima volta, sotto indicazioni rigide di mia mamma sono stata in grado di riprodurlo fedelmente, ricevendo addirittura i suoi complimenti.

Pronti a realizzarlo?

 

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IL NESPOLINO

Ricordate per la preparazione di questo liquore, non avete bisogno del frutto, ma unicamente del suo nocciolo, anzi, tanti noccioli!

 

INGREDIENTI

  • 1 Kg di noccioli di nespole
  • 1 l di alcool 90° o 95°
  • 2 l di acqua naturale
  • 900 g di zucchero bianco

PROCEDIMENTO

  • Lasciate a macerare i noccioli nell’alcool in un contenitore chiuso per circa 1 mese.
  • Trascorso questo tempo, potete preparare lo sciroppo, con acqua e zucchero, lasciando cuocere sino a densità desiderata.
  • Fate raffreddare prima di unire l’alcool, privato dei noccioli.
  • Se desiderate un liquore pulito , lo filtrate dalle impurità con un colino o tessuto in lino a trama larga, diversamente otterrete un prodotto più raw.
  • Fate riposare il rosolio per ancora 1 settimana, prima di gustare rigorosamente ghiacciato.

 

 

Se , le mie ricette vi piacciono oppure provandole trovate che siano di vostro gradimento, lasciatemi pure un commento e se postate sui social, taggate @accadeintavola, sarò ben lieta di condividere i vostri risultati….Buon lavoro e buona vita, sempre!

 

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TRAVEL

Valdirose e Val d’Orcia, uno spettacolo di luci ed ombre

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Il periodo che più amo per viaggiare va da Aprile a Giugno e da settembre a fine ottobre  (ed è anche l’unico possibile, visto il lavoro che faccio). Questi, credo siano i mesi migliori, per me che non amo affatto la confusione. Se ci si trova in l’Italia, lo scenario che da sud porta al nord è quello di  paesaggi incantevoli, di  natura rigogliosa e di tranquillità che si percepisce da tutti i fronti.

Quest’anno in occasione di un workshop mi sono ritrovata nella mia amata Toscana (circa un paio di volte l’anno ci faccio la capatina).

 Soprattutto, ho coronato il desiderio di anni di voler visitare un luogo che per tanto ho inseguito con i miei sogni

Se siete a Firenze amate questa città, ma non volete vivere il movimento dei tanti turisti che l’affollano, Lastra a Signa, comune di circa 20.000 abitanti potrebbe essere il luogo giusto.

Se poi siete amanti dello stile country e rilassante, del mood slow living, il b&b Valdirose fa al vostro caso.

Al mio, di certo!

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Dopo circa 700 Km di auto, arriviamo di notte al Valdirose, dove ad attenderci c’è il gentilissimo Paolo, padrone di casa. L’ora e la stanchezza di un lungo viaggio pieno di fuori programmi, non ci da modo di scambiare molte chiacchiere, ma già percepisco la magia del luogo e decido di godermi tutto al mattino dopo un lungo e confortevole sonno.

In camera un meraviglioso pavimento in parquet antico, montato a spina di pesce, dona un’air d’antan, tessuti dai toni chiari e leggeri come il lino, piccoli fiori di lillà e un’atmosfera piena di romanticismo giocano a coccolarci.

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Le mattine al Valdirose, non sono solo semplici mattine.

Un gruppo di nuovi e folli amici mi accolgono con entusiasmo.

I colori, i dettagli della colazione disposta su un vecchio tavolo nella veranda della casa padronale subito mi stordisce per tanta bellezza. Da ogni dove si guardi , si percepisce amore e dedizione per questo luogo, nella cura della mise en place di oggetti che hanno un vissuto, dalle torte fatte in casa, ai fiori raccolti.

Tutto ciò che gira intorno al Valdirose, sembra parli d’ amore.

Le colazioni, lunghe e lente che  permettono di conoscerci meglio, scambiare pareri su esperienze e goderci

un momento di vita  e vero relax.

Si comprende bene che qui c’è una gran mano, quella femminile, di Irene, che da perfetta padrona di casa, insieme al marito Paolo, (suo braccio destro ) accoglie gli ospiti

facendoli sentire a casa propria.

Marmellate, caffettiere, burro, torte e latte si confondono nello charme delle vecchie porcellane, fiorellini di stagione profumano la stanza e la luce che filtra dalla paglietta del soffitto

regala a tutti noi sfondi e scenari per fotografie dai dettagli unici.

Qui nulla è lasciato al caso sia negli interni che negli spazi esterni che ben si fondono tra loro, tutto è al proprio posto, senza alcuna sbavatura ed eccesso.

Sobrio, essenziale, ricercato ed elegante.

Un luogo dal sapore di un tempo, carico di un’energia che sembra arrivi da ogni  centimetro di questo bel casale di famiglia che Irene e Paolo sapientemente hanno saputo coltivare negli anni rendendolo un luogo unico e pieno di romanticismo utilizzato anche per set di servizi fotografici.

Un gioco fantastico di luci e ombre dettano la magia del Valdirose a seconda delle ore del giorno.

Vecchie stoviglie stile  Inglese si intravedono dalla dispensa, il privato diventa pubblico destando la curiosità di tutti.

 

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Questa volta assaporo la bellezza di Firenze sotto un’altra luce.

Se siete qui e vi trovate di sabato, come me siete amanti folli di oggetti vintage, bene!  Assolutamente non potete  perdervi il mercatino dell’usato di Bientina (circa 60 km da Firenze).

Lo segnalo in modo particolare perchè oltre a trovare tanti banchi di vario genere, ho trovato che gli oggetti fossero davvero particolari e assolutamente a buon mercato, dai tessuti antichi e ricamati, agli utensili, abat jour, oggettistica varia e soprattutto le porcellane.

Il mio è stato un bottino pieno e ricco che mi ha regalato tanta soddisfazione.

Il resto del tempo è stato dedicato al workshop e solo il rientro mi ha permesso di allungarmi in zona Val d’Orcia che non avevo mai visitato.

 

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In questa zona il verde e la dolcezza delle colline la fanno da padrona, un paesaggio mozzafiato dove lo sguardo si perde tra lunghi corridoi di cipressi e spazi immensi di verde.

La prima sosta è toccata al comune di Montalcino, famoso per il suo preziosissimo vino, per la fortezza, la Chiesa di Sant’Agostino e il palazzo dei Priori.

Ricco di negozietti di souvenirs, vini  e salumerie.

San Quirico d’Orcia, la cappella della Madonna di Vitaleta in piena campagna, Pienza, Bagno Vignoni, Asciano sono altri luoghi nei dintorni che proprio non potete perdervi, sempre che non rimaniate sopraffatti dalla campagna che li circonda, proprio come è accaduto a me. Rapita da una luce brillante, pulita, ho fermato l’auto a bordo strada ed ho percorso a piedi sentieri di rara bellezza, per godermi a pieno questo paradiso.Questa zona è anche ricchissima di bagni termali, ideali per weekend romantici e rilassanti.

Come sempre, racconto di luoghi, cibo e persone che segnano il mio cuore e anche questa volta  al mio rientro, porto con me un pezzo di Toscana, quella dei colori, luci, paesaggi, gastronomia e cultura che mi lasciano con un’ unico desiderio, quello di ritornare il più presto possibile.

 

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FOOD

I miei dolci cookies dal sentore affumicato

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In occasione delle grandi feste, che si tratti di Natale, Pasqua, befana o compleanni, da sempre la nostra casa

( e per nostra intendo quella di mia mamma, di mia sorella e la mia) si riempie di dolci.

Smaltire tutto questo zucchero non è proprio facile, nel senso che siamo talmente tanto golose, che in breve spazzoliamo via tutto.

Quest’anno causa del mio peso in leggero aumento ho rinunciato al cioccolato delle uova Pasquali sino a qualche giorno fa, sperando che mio marito o qualche ospite di passaggio lo terminasse prima del mio sopravvento.

Purtroppo tutto ciò non è accaduto!

In previsione delle alte temperature e per timore di buttarlo via ho provveduto a far fuori del tutto il cioccolato avanzato.

Questa volta mi sono messa alla prova con un classico della bakery Americana, i Cookies.Come sempre ho applicato delle varianti alla classica ricetta, quali farine integrale,  farro e  sale affumicato che trovo abbia dato un tocco davvero particolare a questi biscottoni che tanto amo.

Naturalmente dopo averli preparati con tanto amore e dedizione, ho realizzato dei pacchetti carini  e destinati ad altre gole ;))

 

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COOKIES INTEGRALI CON SALE AFFUMICATO

Questi cookies, non risultano affatto molto dolci e trovo che l’abbinamento del sale affumicato con il cioccolato extra fondente sia perfetto.

Ah! Lo confesso,la scelta delle farine integrali e farro, è ricaduta perchè in dispensa non avevo altro!Risultato alquanto interessante.

 

INGREDIENTI

  • 125 g di Farina Integrale
  • 100 g d farina di farro
  • 150 g di zucchero di canna
  • 125 g di burro
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di sale affumicato
  • 180 g (ma anche più) di cioccolato fondente extra

PROCEDIMENTO

  • In una ciotola, lavorate con una frusta lo zucchero, sale e il burro che avrete sciolto a bagnomaria.
  • Aggiungete l’uovo e continuate a mescolare bene.
  • Unite poi le farine e il bicarbonato setacciato e mescolate con un lecca pentola.
  • Una volta compattato l’impasto unite il cioccolato fatto a pezzi e mescolate.
  • Avvolgete l’impasto in pellicola e fate riposare per 20 minuti in frigo.
  • Riscaldate il forno a 180° C.
  • Nel frattempo con l’aiuto di un cucchiaio prendete l’impasto e disponete distanti uno dall’altro le palline di biscotti.
  • Non preoccupatevi se sono irregolari e tenete presente che in forno aumenteranno di volume.
  • Cuocete per 12/15 minuti e attendete che si raffreddino su una gratella prima di addentarli.
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FOOD

Pappardelle con farina di castagne alla vignarola

 

 

Il passato ritorna sempre nelle nostre vite, a volte per sorprenderci e ne siamo ben felici, altre per deluderci e vorremmo solo cancellarlo, ma fa parte delle nostre esistenze,

e dovremmo imparare a gestirlo.

Siamo oggi quel che la nostra storia ci ha segnato, le esperienze lentamente ci plasmano per renderci ciò che siamo.

Il passato torna anche in cucina, da una vecchia lettura fatta, ricordi, insegnamenti,

tutto riaffiora nei nostri piatti e nelle ispirazioni.

Quella di oggi, una ricetta legata ad un bellissimo ricordo.

Fine Giugno di un lontano 2000, caldo torrido, Roma, una città in delirio, presa d’assalto da turisti di ogni luogo.

Un ristorantino, Piazza Mignanelli, un piccolo tavolo in marmo da bistrot, due vecchi calici di vino bianco.

Due giovanissimi noi, io, un corpicino scolpito di ventenne strizzato da un tubino di raso nero, lui camicia celeste in lino, pieno di una bellezza disarmante.

Intorno tutto ride, l’entusiamo di un giovanissimo amore, i cin cin, il chiacchiericcio e le risate dei turisti un pò brilli, la presenza di donne bianche e biondissime,

nell’aria tutto tace, solo il caldo incombe. Da una piccolissima porta del retro ristorante giunge un odore di fritto, sugo, arrosto, siamo nel cuore della cucina Italiana per eccellenza.

Un accaldato cameriere in divisa bianca, lascia sul nostro tavolo una tagliatella che solo a guardarla le papille gustative festeggiano.

 

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In ricordo di una una torrida serata di Giugno, ho provato e riprovato a replicare quello che è uno dei piatti più buoni mai assaggiati.

Oppure sarà stato il bel ricordo a renderlo tale.

Questa una mia versione di vignarola, con pasta di farina di castagne fatta a mano.

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PAPPARDELLE CON FARINA DI CASTAGNE ALLA VIGNAROLA

Questa ricetta della cucina tradizionale Romana, prevede le tagliatelle come tipologia di pasta e l’aggiunta della lattuga che io non ho utilizzato.

Un piatto che amo per la presenza di tutto il buono che c’è in primavera e per la sua spiccata nota acida.

 

INGREDIENTI

PER LA PASTA

  • 200 g di Farina di castagne
  • 100 g di farina bianca
  • 2 uova
  • sale ed acqua q.b.

PER IL CONDIMENTO

  • 3 carciofi
  • 2 cipollotti
  • 150 g di fave
  • 150 g di piselli
  • sale olio e pepe q.b.
  • Pecorino (Romano se possibile)
  • Vino bianco
  • 1 limone
  • Basilico e menta

PROCEDIMENTO

  • Su di una spianatoia create una fontana con le farine, al centro metteteci le uova e un pizzico di sale e iniziate a lavorare.
  • Aggiungete poca acqua per compattare l’impasto, create una pallina e lasciate riposare la pasta coperta con pellicola in moda che non secchi.
  • Nel frattempo, pulite i carciofi dalle foglie dure, tagliateli a fettine e lasciateli in acqua e limone affinchè non anneriscano.
  • Sgranate fave e piselli sciacquateli,  pulite i cipollotti e tagliate a rondelle.
  • In una padella ampia fate sudare in olio evo i cipollotti.Dopo averli ben scolati aggiungete i carciofi,  e fate cuocere a fuoco lento.
  • Non lasciate che i carciofi si secchino, aggiungete dell’acqua o meglio del brodo.
  • Unite poi fave e piselli, sfumate con del vino bianco, salate e pepate e continuate la cottura lentamente a fuoco basso con coperchio.
  • Torniamo alla pasta.Potete tirala a mano con matterello,  diversamente con la macchinetta.
  • Stendetela sottile di circa mezzo millimetro.Una volta stesa la sfoglia arrotolatela dai due lati e tagliate alla misura desiderata.
  • Adagiate le pappardelle su un vassoio infarinato.
  • Fate bollire dell’acqua in pentola con sale e giro di olio per non far attaccare la pasta.
  • Fate cuocere le pappardelle e una volta scolata, versatela nella padella con il condimento.
  •  Assicuratevi che tutti gli ingredienti siano ben cotti e ancora umidi.
  • Fate amalgamare la pasta con il sughetto.
  • Fuori dal fuoco aggiungete formaggio, basilico o menta a piacimento.
  • Pronti per impiattare.
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Orticola 2018, Al piacer nostro

 

Quando hai un blog e inizi a circondarti di gente nuova, non immagini mai chi potresti realmente conoscere, incontrare
e sapere chi davvero ti piacerà. Con alcune trovi una gran sintonia, con altre condividi allegria e complicità,
altre proprio non le mandi giù e poi ce ne sono di rare, con le quali da subito capisci che è come se le conoscessi da sempre
e allora ti armi di voglia di incontrarle e semplicemente confermi quel che pensavi.

Questa una prefazione doverosa, di un articolo (il primo a dire il vero) che non verrà firmato da me.

Ancora una volta è accaduto ad un tavolo, imbandito di buon cibo (toscano questa volta)  tra fiorentine e calici di chianti, baciate da un sole primaverile che ho conosciuto lei, Alessandra.

Semplice, raffinata, apparentemente taciturna, un vulcano dentro, pronta a tirar fuori il meglio.

Livornese, classe’62, studi di design a Firenze, un occhio attento e pulito ha curato rubriche di interior e di design.

Le chiamano contributors, lei per me sarà di più, i miei occhi in giro per l’Italia, questo il suo ingresso,
il racconto di uno degli eventi più glamour di Milano….

 

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L’atmosfera si percepisce già arrivando nei dintorni dei Giardini Indro Montanelli.

Signore elegantemente vestite si aggirano nelle vie circostanti il parco milanese con abiti e cappelli fioriti,
altre portano orgogliose grandi borse, dove fanno capolino splendide peonie Coral charm  o profumatissime rose
Gentle Hermione appena acquistate.

Questo è Orticola!

La mostra mercato di fiori e piante che ogni anno per tre giorni fa esplodere di colori e profumi la città di Milano, accompagnata da tante iniziative diffuse per le vie del centro, laboratori, aperture straordinarie
e vetrine allestite per l’occasione con bouquet d’autore.

 

 

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La manifestazione è organizzata da Orticola Lombardia, associazione senza scopo di lucro che raccoglie fondi da destinare
al verde cittadino, e noi di Accade in Tavola, sempre alla ricerca del bello da raccontare, non potevamo mancare.

Arrivo a Orticola in tarda mattinata, è venerdì, ma appena varcato l’ingresso di Piazza Cavour, allestito con una piccola serra da vivaio all’apice della sua fioritura primaverile, l’aria che si respira è quella dei giorni di festa.

Appassionati del verde di ogni età si godono la bella giornata di sole girovagando tra le aiuole, ognuno a suo modo,
ognuno a suo piacere.

Ed è proprio il piacere il filo conduttore di quest’anno, “Al piacer mio” il tema.

Il piacere che ognuno di noi riceve dal verde che lo circonda, che sia quello di un parco, del proprio giardino,
del terrazzo di casa o di un semplice vaso sul davanzale.

Il piacere dei vivaisti e degli espositori presenti, manifestato attraverso la varietà di piante e fiori che,
con cura e passione hanno scelto per noi.

 

 

Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle,
questo basta a farlo felice quando lo guarda”
Il Piccolo Principe

E noi di Accade in tavola, oggi, ci sentiamo ospiti felici.

 

Written by  Alessandra Dani

 

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FOOD

confettura di fragole e timo limone

 

Che in cucina sia davvero difficile creare qualcosa di nuovo, ne sanno le persone che ogni giorno lavorano con il cibo, che si tratti di ristoratori , addetti al settore o gente comune.

Inventare un piatto, una ricetta è un lungo lavoro fatto di studi, ricerche, tentativi , applicazioni di nuove tecniche e infinite prove di accostamenti e nuovi ingredienti.

Quello che, fortunatamente, facciamo a casa, noi comuni mortali, è piuttosto tentativo di ricreare ciò che già esiste, revisionare delle ricette o provare nuovi accostamenti.

Di fatto non sono nostre ricette, o meglio, lo sono solo in parte.

Mi spiego, il più delle volte mi imbatto nella situazione di chiedermi se la ricetta sia mia, di mia mamma, di chi mi ha ispirata o della cucina che l’ha cotta!

In verità gli input in tema di food sono talmente tanti che il collage è subito fatto.

Quella che vi propongo oggi, è un must di famiglia, sulla base della ricetta di fragole di mia mamma ho voluto semplicemente aggiungere una nota aromatica presente sul terrazzo di casa mia, del timo limone, che trovo gli dia un tocco davvero interessante.

Certa di non aver inventato nulla, ma riproposto sulla base di un classico casa Russo, un piccolo fuoriprogramma, la mamma non si offenderà e magari qualcuno, provandola apprezzerà ; )

 

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CONFETTURA DI FRAGOLE E TIMO LIMONE

Solitamente per la preparazione delle confetture utilizzo la frutta non freschissima, così facendo arricchisco il prodotto finito di zuccheri naturali e risparmio in termini economici, il mio fruttivendolo riserva sempre uno sconticino per questa frutta matura.

La confettura di fragole è perfetta per le colazioni e le merende, in questo caso ho tostato del pane e l’ho arricchito con ricotta fresca (Caseificio Calò di Santeramo in colle).

 

INGREDIENTI

  • 1 kg di fragole
  • 1/2 limone
  • 200 g di zucchero di canna
  • 3 rametti di timo limone

PROCEDIMENTO

  • Iniziate lavando le fragole delicatamente e privandole della parte verde.
  • Riducete  a pezzi e fate cuocere in tegame con lo zucchero, una bella spremuta di mezzo limone.
  • Aggiungete i tre rametti di timo limone e lasciate cuocere sino a cottura desiderata.
  • Fate raffreddare la confettura e invasate in contenitore sterilizzato.

 

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FOOD

Carciofini sott’olio, la poesia in un boccaccio.

 

Che i social siano un gran mezzo per la comunicazione, lo sapevamo e sappiamo anche di come e quanto, molte volte vengano usati in maniera assurda, errata e fortunatamente tante altre lasciano posto a messaggi divertenti e fanno sì che qualche brutto pensiero della giornata se li porti via.

Devo ammettere che sono una ig addict, ma l’altro giorno mi sono soffermata su un post simpaticissimo che girava su facebook al quale ho riso tanto.

A dire il vero si trattava di qualcosa di semplicissimo, ma mi ha fatto sorridere, riflettere e venir voglia di preparare una ricetta che in casa mia è sempre esistita e che mai ho preparato.

Tornando al post, si trattava di una foto di un barattolo di carciofi sott’olio con su  scritto: “Si chiama Boccaccio, perchè dentro c’è poesia”.

Che stupida,  penserete!

 

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Ed è verissimo, quanto amore e poesia ritroviamo in questi scrigni di vetro! Conservano tutta la bontà di un prodotto. Ricordo quelli che avevo nella dispensa quando ero all’università, nemmeno si trattasse di caviale, si toccavano solo nelle grandi occasioni, li centellinavo per timore che finissero, e ad ogni assaggio era un”Wow,  ma questi vengono da giù?”

Al di là da dove arrivassero, si trattava di una vera leccornia, un bene da preservare e custodire gelosamente.

Le conserve, marmellate, sottoli sono davvero dei tesori nelle dispense di ogni casa, salvano le cene, arricchiscono gli aperitivi, sono gustosi su focacce e pizze, ottimi per gli spuntini di ogni ora. e soprattutto perfetti nelle insalate.

E da tanta poesia, vi regalo la ricetta storica, quella che mia nonna ha sempre fatto, mia mamma e mia zia  continuano a fare e  io per la prima volta replico…assicuro che si fa fatica a farli durare in credenza.

 

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CARCIOFINI SOTT’OLIO

I miei preferiti in assoluto, croccanti, saporiti, appena acidulati e quel fresco profumo d menta.Consiglio di non farli cuocere troppo…devono scrocchiare sotto i denti 😉

 

INGREDIENTI

  • 2 Kg  di CARCIOFINI
  • 4 LIMONI
  • MAZZETTO  DI MENTA
  • 2 SPICCHI DI AGLIO
  • OLIO EVO Q.B.
  • SALE Q. B.
  • 1 Lt  DI ACETO DI VINO BIANCO

PREPARAZIONE

  • Pulite i carciofi, privateli delle foglie e del gambo, tenete il cuore.
  • Strofinateli con del limone e immergeteli in acqua acidulata (limone).
  • In un tegame molto capiente mettete a bollire i carciofi e limoni in acqua e aceto.
  • Aggiungete il sale.Il tempo del bollore, fate cuocere per pochi minuti e scolateli su un canovaccio.
  • Fateli asciugare e raffreddare bene prima di metterli in vasetto sterilizzato.
  • Unite menta e aglio a pezzi in base al vostro gusto, disponete in maniera ammassata i carciofini e alla fine ricoprite ben ben con dell’ottimo olio extra vergine di oliva.
  • Se riuscite conservateli…diversamente dovrete prepararne altri!
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