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Arriva l’estate, il momento di riposare, di lasciare i pensieri sul comodino di casa in città e liberarsi di pressioni, stress, stanchezza accumulate durante tutto l’anno e dedicare del tempo a se stessi e alle persone a noi vicine.
L’estate e le vacanze devono permettere di rigenerarci, regalarci emozioni, accrescere la nostra cultura e farci  trovare nuove energie da riutilizzare una volta rientrati.

Proprio l’altro giorno, discorrendo sul tema viaggio, con un cliente francese, in ferie con sua moglie, mi faceva notare del suo piacere di far riposo durante un viaggio e sottolineava le differenti tipologie di vacanziere, dividendole in due categorie.
Avete mai riflettuto a quanti modi esistono di far vacanza?

Mi parlava di quella “da turista“, dove tutti visitano tutto ciò che c’è da scoprire di un luogo, coloro che frequentano i posti più cool a tutti i costi anche se super affollati, quelli che si fanno prendere dalle guide, che seguono alla lettera ciò che gli è stato suggerito senza prendersi cura del proprio piacere di vivere un viaggio e di decidere alla giornata secondo propria emozione. L’altro tipo di vacanza è quella del “viaggiatore“, un’azione più lenta e meditativa, svolta in luoghi meno conosciuti, dove vivere una comunità nei mercati, per le strade, nelle botteghe ha la priorità, dove conoscere la gente comune e i suoi racconti
ha un suo perché, dove imboscarsi nel retro di una bettola per assaggiare quello che gli altri non mangiano ha un’emozione
che nessun  ristorante può regalarti.

Per farla breve Joseph si riferiva ad un viaggiare cosciente, sano, autentico, alternativo che va oltre il conoscere mare e bellezze.

Addentrarsi nel mood e nel vivo della cultura di un popolo viene prima di ogni cosa perché sa regalare
il vero sapore del vivere l’altro.

Bene! Dopo questa piccola prefazione sulle differenze del viaggiare, mi soffermerò sul raccontarvi la mia.

Non so voi, ma io vado sempre in crisi al momento di programmarne una.

A) sempre troppo pochi i giorni a disposizione.

B) tremila posti nuovi da voler visitare.

C) e non meno importante la parte economica da tenere sott’occhio.

Così mi ritrovo a dover scegliere in una rosa di posti davvero limitata. La fortuna vuole che vivo a due passi da una regione che regala grandi bellezze e in meno di un’ora di strada sono come alle Maldive.

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Puglia terra del viaggio

Puglia e Salento negli ultimi decenni sono meta per turisti di tutto il mondo, in modo particolare la costa,
proprio per la presenza del mare cristallino, sabbie bianchissime, lidi alla moda, relais e masserie di gran charme.

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Ancora una volta, mi sono lasciata trasportare dal sentimento per questo viaggetto e il cuore mi ha portato in un luogo magico.
A pochi km da Manduria in provincia di Taranto è possibile vivere le spiagge paradisiache di Campomarino  e San Pietro in Bevagna, lingue bianchissime di sabbia lasciano alle spalle una macchia mediterranea dai colori che virano dal verde scuro al brillante e in altri punti rocce che riflettono la luce. Se siete da queste parti non preoccupatevi di lettini, ombrelloni e quant’altro, mare e natura sono talmente belli che vorrete restare in acqua per bagni lunghissimi oppure godervi il paesaggio facendo camminate rigeneranti per la vista e per il corpo.

Addentrarsi nei paesini limitrofi come Sava, San Pancrazio, Fragagnano, Avetrana può riservarvi delle grandi sorprese,
come ritrovare degli anziani che alle 17 del pomeriggio siano per strada a giocare o a sorseggiare un bicchiere di buon primitivo e che, chiedendogli indicazioni stradali, vi conducano in casa loro per farvi assaporare quel famoso nettare
che loro stessi hanno prodotto.

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Come per gran parte della Puglia anche questa zona gode di una campagna selvaggia e nel bel mezzo di questa natura
nasce una masseria che volutamente ho scelto di visitare.

Da qui parte il mio viaggio, fatto di  un luogo, si tra i più ricercati, ma soprattutto carico di semplicità e bellezza
della gente che lo abita, fatto di racconti, confidenze, emozioni e autenticità.

Lascerò spazio alle mie immagini per raccontarvi del mio viaggio.

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Soggiornare a Masseria Potenti, essere accolti dalla travolgente Maria Grazia, da sua figlia Chiara e il marito,
non è un semplice benvenuto. Da loro si entra a far parte di una famiglia dove ogni angolo più nascosto della masseria viene vissuto e condiviso da tutti. La cucina non è luogo fatto solo di cibo, bensì contenitore di storie e di insegnamenti
di ricette della tradizione pugliese.

Si respira aria di genuinità, semplicità, ogni dettaglio ricercato e voluto. Oggetti ed enormi mobili della tradizione Salentina vestono l’intera masseria, gli arredi degli interni si prolungano all’esterno, antichi materassi diventano sedute, vecchie gabbie accolgono fiori di campo e ortaggi raccolti personalmente da Chiara e Maria Grazia. Gli occhi si perdono, non sanno dove guardare, ogni angolo racconta una storia, la storia di questa famiglia e il segno indelebile del passaggio dei loro ospiti.

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